VOIVOD – The Wake

VOIVOD – The Wake

TITOLO: The Wake
ARTISTA: Voivod
GENERE: Avantgarde/Progressive Metal
ANNO: 2018
PAESE: Canada
ETICHETTA: Century Media Records

Uno dei dischi migliori usciti nel 2018 è stato senz’ombra di dubbio l’ultimo full length in studio dei Voivod, una delle realtà più geniali che siano mai uscite dal Canada. Giacché esserselo perso equivarrebbe ad un peccato davvero mortale, è bene ricordare la sua esistenza, dopo aver affrontato la loro storia con un excursus diviso in due parti e la recensione del buon Ep Post Society.
Un gruppo che nel nuovo millennio, tra una tripletta di album un po’ fiacchi e con poche idee (parliamo dei mediocri Voivod, Katorze ed Infini che vedevano al basso l’ex Metallica, Jason “Jasonic” Newsted) e la morte prematura di quel chitarrista geniale qual era il buon Piggy, sembrava ormai irrimediabilmente sul viale del tramonto. Dopo aver ripubblicato la demo To the Death 84 ed aver realizzato un buon live dal titolo Warriors Of Ice, ecco che tra il discreto Target Earth (2013) e il buon Ep Post Society (2016) i Voivod si ripresentavano sempre più affiatati e concreti, risalendo pian piano la china anche grazie all’innesto di Chewy (Daniel Mongrain all’anagrafe, un ragazzo che ha suonato con i Martyr e i Gorguts).

Un percorso, questo, che li ha condotti verso il loro ultimo album in studio, The Wake. A scanso di equivoci, se non parliamo di un capolavoro poco ci mancherebbe. Un lavoro che riporta questi canadesi ai livelli del mai troppo lodato Phobos (1997), secondo e ultimo album con E-Foce al basso e alla voce che diciamolo, è criminalmente ignorato e quindi di rimando sottovalutato.

Mongrain si era già messo in luce, riuscendo nel difficile compito di non snaturare il sound della band e allo stesso tempo immettere la sua personalità artistica nella proposta: rispetto a Piggy, che guardava più al Blues e al Rock classico, Chewy è più vicino ad un background più estremo e moderno, incanalando il tutto in un sound sempre fortemente “Barrettiano” e psichedelico. Dal canto suo anche il basso di Rocky (Dominique Laroche, presente pure in Post Society) tiene fede al soprannome del musicista, con un suono sporco e grezzo il quale rinforza non solo le ritmiche ma pure il sound della band nella sua globalità. Snake ed Away dal canto loro rappresentano le solite certezze che ci accompagnano da alcuni decenni: il primo non avrà più la prestanza di un ragazzino, seppur maturando abbia reso la sua voce sempre più straniante e stralunata, mentre il secondo offre la solita – ottima – perfomance dietro alle pelli con una prova dinamica e vorticosa.
Possiamo definire The Wake esattamente come abbiamo appena descritto Away e Snake: straniante e dinamico, stralunato e vorticoso. Se con Target Earth i nostri erano rinati avendo ripreso il discorso cpmpiuto a suo tempo con Killing Technology e Dimension Hatross, con The Wake si continua a guardare avanti ed ecco che i fantasmi dei capolavori massimi Nothingface e The Outer Limits riemergono: le sonorità acide e dissonanti, le atmosfere futuristiche e sci fi, le strutture non convenzionali, le pesanti influenze Post Punk e le secchiate di psichedelia contribuiscono a rendere questo lavoro come uno dei più strani e particolari di casa Voivod, con una produzione che non penalizza ma riesce ad esaltare tutto questo crogiuolo di influenze e sonorità differenti. Tutto questo viene racchiuso nella conclusiva suite finale Sonic Mycelium, che nei suoi dodici minuti e mezzo di durata risulta un collage di spezzoni presi dai vari brani per concludersi con l’aria finale fatta dagli archi, ultimi elementi di questa lode alla fantasia e all’originalità.

Arrivati a questo punto non rimane altro da dire, la navicella dei Voivod per l’ennesima volta riesce a farci esplorare nuovi territori musicali, rimanendo coerenti con se stessa ma al contempo senza ripetersi nella medesima sequenza di note.
Una vera sorpresa questo The Wake insomma, un album fresco e vibrante, il quale molti non si aspetterebbero da persone che hanno debuttato nel 1984.
Ah, se nel caso nel 2016 vi foste persi Post Society, beh… il gruppo ha voluto includere nella Limited Edition un disco bonus con l’Ep e l’esibizione live tenuta al 70000 Ton Of Metal del 2018, più tutta una serie di disegni e schizzi che arricchiscono il corposo booklet, mostrando come i Voivod (al contrario di molti complessi odierni) siano veramente dei messaggeri della Psichedelia a tutto tondo con la loro arte visionaria.

Voto:90/100

Tracklist:
01. Obsolete Beings
02. The End of Dormancy
03. Orb Confusion
04. Iconspiracy
05. Spherical Perspective
06. Event Horizon
07. Always Moving
08. Sonic Mycelium

Line Up:
Michel “Away” Langevin – Batteria
Denis “Snake” Bélanger – Voce
Daniel “Chewy” Mongrain – Chitarra
Dominique “Rocky” Laroche – Basso

WEB:
Voivod | Voivod Official Website
Voivod | Facebook
Voïvod | Discografia | Discogs
Lost Machine – Live | Voivod (bandcamp.com)

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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