PATRIZIO FARISELLI (Area Open Project) – 100 Ghosts

PATRIZIO FARISELLI (Area Open Project) – 100 Ghosts

PATRIZIO FARISELLI (Area Open Project) – 100 Ghosts

TITOLO: 100 Ghosts
ARTISTA: Patrizio Fariselli – Area Open Project
GENERE: Jazz/World Music
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Curved Light/Warner Music Italy

Dal 2016 lo storico e curioso tastierista degli Area è impegnato con il suo ultimo progetto: quello degli Area Open Project, da non confondere con la band principale riformatasi nel 2009.
Dal nome del gruppo si notta una chiara dichiarazione d’intenti: da una parte recuperare lo spirito che rese grande la nota band Progressive italiana, ma dall’altra cercare di attualizzarlo e di guardare avanti.
Un compito non facile certo, ma con la pubblicazione di 100 Ghosts possiamo affermare senza alcuna esitazione che Fariselli e soci sono riusciti nel loro intento; potrebbe benissimo esserci scritto il famoso monicker in copertina e si sarebbe addirittura gridato al miracolo.
La tastiera di Der Golem apre le danze e lo fa con un brano dal piglio moderno a metà tra il Jazz e l’elettronica, per proseguire con gli umori orientali di Iqbal, una cover di Parafrasi (Giants Steps) di un gigante del calibro di John Coltrane e la conclusiva Young & Fine, altra rilettura ma in questo caso di Josef Zawinul (collaboratore in alcuni album del leggendario Miles Davis e fondatore dei celebri Weather Report) e si giunge nei lontani lidi del sol levante con la canzone che dà il titolo al disco in esame; 100 Ghosts prende spunto dalla “Hyakki Yagyo” che nella tradizione giapponese è la marcia dei 100 spettri. Certo, più che una marcia fatta da fantasmi burloni e ubriachi di sake, sembra di assistere ad un’elegante danza nipponica nella quale i vorticosi giri di tastiere e la voce di Claudia Tellini catturano l’ascoltatore con un brano accattivante, ma non per questo banale.
Il “vero” piatto forte di questo lavoro è la profonda ricerca storica, musicale e culturale che il nostro tastierista compie con brani pescati dalla tradizione orale da tutti e quattro gli angoli del pianeta: infatti Patrizio Fariselli con questa pubblicazione oltre ad abbattere i confini territoriali, ridando vita sotto una nuova luce a brani antichi e arcaici che miracolosamente non sono ancora andati persi. Dalle pieghe del tempo si tirano fuori le reinterpretazioni di due canti orali della tradizione balcanica: il primo brano è Paidushka che presenta un ritmo danzabile rafforzato dai fiati e dalle percussioni dell’ottimo Walter Paoli, sospesa tra antico e moderno, mentre Aria (originaria dell’antica Tracia) presenta un’introduzione che può vagamente ricondurre alla celebre Creuza De Ma, presentando delle atmosfere decisamente più distese e primitive, nelle quali di tanto in tanto un leggero pianoforte dai toni soffusi e dimessi fa capolino. Con il Lamento di Tecmessa (che vede la delicata ugola di Grazia Di Michele dietro al microfono) abbiamo un rinverdimento Jazz di quella che è una melodia proveniente dalla Roma del primo secolo dopo Cristo. Infine, giunti all’ultima fermata di questo bellissimo viaggio musicale tra il tempo e lo spazio, troviamo conclusione con La Danza Del Labirinto: un affascinante ri arrangiamento fatto da Fariselli su una delle tante danze dell’antica Creta, La Danza Tsakonikos.
Cinquantadue minuti che sanno dare veramente tanto a chiunque sia disposto a dedicare tempo ed attenzione a quest’opera: Fariselli, non lo sappiamo certamente da oggi, oltre ad essere un esuberante tastierista è anche un pianista eccezionale, un musicista che non si fa notare solo per virtuosismi e sperimentazioni ma anche (e negli ultimi anni ancor di più) per una grande sensibilità melodica, riuscendo ad “ingannare” l’ascoltatore facendogli apparire questo dettaglio come una cosa semplice. Un mix di ricerca storica, esperienza e passione ci danno in pasto questo lavoro nel quale la musica cambia ma l’attitudine Progressive pulsa più forte che mai tra vari colori e umori.
Davvero un ottimo quadro, del quale però dobbiamo criticare la cornice: lo diciamo a scanso di equivoci che questa chiosa finale è soprattutto una riflessione e non influirà minimamente sul voto finale… viene però da chiedersi, con tutta la ricerca musicale, storica e geografica che si cela dietro 100 Ghosts, perché non si sia creato per quest’ultimo un libretto più corposo. Abbiamo solo due misere paginette con una sintesi (impeccabile, è il caso di dirlo) dei vari brani e la formazione. Sarebbe stato molto più soddisfacente e arricchente per l’ascoltatore, invece, trovarsi tra le mani un qualcosa di più sostanzioso, con foto, un ampliamento di quel riassunto citato poc’anzi, i vari testi con relative traduzioni in italiano. Un vero peccato, pur ribadendo quanto il cuore pulsante del tutto sia la musica, una cura maggiore per questi particolari non avrebbe risultato sgradita.
Per il resto, bentornato Fabrizio e speriamo di risentirci presto con un altro lavoro così ricercato, ricco e curato!

Voto:90/100

Tracklist:
01. Der Golem
02. Danza Del Labiritno
03. Iqbal
04. Lamento Di Tecmessa
05. 100 Ghosts
06. Aria
07. Paidushka
08. Parafrasi (Giant Steps)
09. Song From Ugarit
10. Young & Fine

Line Up:
Patrizio Fariselli – Piano, tastiere
Claudia Tellini – Voce in Iqbal, Danza Del Labirinto, 100 Ghosts e Song From Ugarit
Grazia Di Michele – Voce in Lamento Di Tecmessa
Walter Paoli – Batteria, percussioni in Danza Del Labirinto, Lamento Di Tecmessa, 100 Ghosts, Paidushka e Song From Ugarit
Marco Micheli – Basso in Danza Del Labirinto, Lamento Di Tecmessa e 100 Ghosts
Giovanni Giorgi – Batteria, effetti elettronici in Parafrasi (Giant Steps) e Young & Fine
Federico Chiari – Effetti elettronici addizionali in Der Golem

WEB:
Area Open Project | Facebook

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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