INTOXICATE – Cross Contamination

INTOXICATE – Cross Contamination

INTOXICATE – Cross Contamination

TITOLO: Cross Contamination
ARTISTA: Intoxicate
GENERE: Speed Metal / Thrash Metal
ANNO: 2019
PAESE: Svezia
ETICHETTA: Downfall Records

Ci viene chiesto di fare un salto indietro di trentatré anni per poter conoscere il gruppo di cui stiamo per parlare. Una band per cui la ricerca di informazioni circa la sua storia ha richiesto più tempo di quanto ne serva normalmente; difficoltà da imputarsi, come spesso accade, per i diversi gruppi con il medesimo nome che si mischiano davanti agli occhi come carte da gioco prendendoti in giro e rallentandoti, oltre alle diverse discrepanze su nomi e date che ruotano intorno alla band in questione. Fortunatamente, ogni tessera del mosaico se ne va buona buona al suo posto e tutto si incastra nel modo giusto. Göteborg, questa è la città. Svezia, questa è la nazione. 1988, questo è l’anno in cui il gruppo viene creato. Ma la sua linfa vitale si spegne rapidamente nel giro di tre anni e con soli tre Demotape lasciati come ricordo sugli scaffali: Monomania (1989), Tango Of Nietzsche (1990) e Into Hibernation (1991). Trascorreranno circa ventiquattro anni prima che si ritorni a parlare degli Intoxicate e del loro Speed / Thrash Metal. L’occasione si presenta quando viene richiesta a gran voce la reunion della storica band svedese, il tutto si svolse nella cornice del Gothenburg Sound Festival edizione 2015, un tribute-festival dedicato alle bands che hanno dato vita al “The Gothenburg Sound“. Non si può parlare di una reunion completa in quanto solo uno dei componenti originali vi prende parte, ma è come se nulla si fosse mai fermato. Con la nuova formazione che ha incendiato il palco in occasione del festival, la band riprende in mano la sua vita e inizia, dopo un breve tour europeo, la scrittura di nuovi pezzi. I lavori per il nuovo album terminano nel 2019. Cross Contamination, mixato da Anders Backelin (ex-Lord Belial) e masterizzato da Andy LaRoque (King Diamond) è stato licenziato il 15 Novembre 2019 dalla Downfall Records. Un album costituito da sole otto tracce ma che mettono bene in chiaro il fatto che, nonostante la lunga assenza dalla scena, la band ha ancora molto da dire e senza perdersi in ameni preamboli viene subito dato fuoco alle polveri con Caravan Of Hate; un brano dal ritmo incalzante con batteria e basso ben in primo piano a dettare il passo, un riffing deciso e graffiante e vocals che ammiccano al growl e incattiviscono la traccia guidando gli strumenti in un alienante e perpetuo sali-scendi di intensità e velocità che senza quasi concedere il tempo di rendersene conto (forse complice anche la semi-corposa durata del pezzo stesso) ti proiettano direttamente, quasi senza stacchi, nella successiva Cross Contamination, la title-track. L’impronta sonora è pressoché invariata e si concentra sullo stesso stile e gli stessi cambi continui di ritmo e velocità portando rapidamente ad essere rapiti dalla stessa sensazione di totale assorbimento e alienamento dell’opener. Un coinvolgimento completo che lascia subito in debito di ossigeno e di liquidi nel corpo. La successiva Inertia si potrebbe quasi etichettare (andando forse ad esagerare) come Pure American Thrash Metal Style per il tipo di struttura del suo arrangiamento: chitarre veloci e distorte nei riffs e aperte nei soli, ritmica martellante e voci infuriate. Il gioco di chitarre che apre a Crawling Forward (che si ripresenta poi con l’assolo tecnico che da vita alla parte finale del brano) crea subito qualcosa di nuovo nel sound dell’album e la successiva tempesta elettrica che si manifesta ti fa scatenare senza freni facendoti dimenticare la presenza di spigoli e pareti e rischiando l’osso del collo. Altre parole sarebbero superflue. Un messaggio registrato, forse proveniente da una stazione della metro o del treno o vai a saperlo anticipa di pochi decimi di secondo l’esplosione di Door And Corners, seconda canzone fondata sul Thrash (e sullo Speed) di stampo americano ma con un vago sentore della scena Thrash teutonica. Velocità spinta al massimo, rallentamenti e cambi di tempo improvvisi, rapidi stacchi e riprese, vocals agguerrite e arruginite, linee di basso tenute ben in primo piano a coadiuvare i patterns della batteria. Diverse la paste di Eyes Unwilling e di Posthumous Posthuman dove i rinati Intoxicate lasciano libera la loro parte più ricercata miscelando alla distorsione e alla celerità note più distorte e tecniche (Eyes…) oltre ad una vena melodica e acustica (Posthumous…) che differenziano completamente queste due tracce dalle prime cinque. Non da meno la conclusiva Retention Rumba. Tecnicismi di chitarra spinti al limite, batteria e basso incalzanti, voci cavernose e acide. Lineare ma condito di soli e variazioni che rilanciano continuamente i dadi sul piatto.

Sono trascorsi ventotto dall’ultimo lavoro che ha segnato la fine del gruppo e l’album della sua rinascita, una attesa che, nel bene o nel male, ha sicuramente giovato allo spirito originario della band e che con la sua nuova linfa ha recuperato gli anni di silenzio in un’unica mossa riguadagnandosi il suo spazio. Speriamo solo che non trascorrano troppi anni ancora prima del prossimo full.

VOTO: 76 / 100

TRACKLIST:

  1.  Caravan Of Hate
  2.  Cross Contamination
  3.  Inertia
  4.  Crawling Forward
  5.  Doors And Corners
  6.  Eyes Unwilling
  7. Posthumous Posthuman
  8. Retention Rumba

LINE-UP:

Martin Landin – Basso
Tommie Carlsson – Chitarra
Tomas Eriksson – Batteria
Mattias Bolander – Chitarra
Mattias Grytting – Voce

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