Genus Ordinis Dei – Glare of Deliverance

Genus Ordinis Dei – Glare of Deliverance

Genus Ordinis Dei – Glare of Deliverance

TITOLO:  Glare Of Deliverance
ARTISTA: Genus Ordinis Dei
GENERE: Symphonic Death Metal
ANNO: 2020
PAESE: Italia
ETICHETTA: Eclipse Records

Partiamo dal presupposto che questa recensione sarà parecchio complicata, in quanto è difficile recensire questo album basandosi solo ed esclusivamente sulla musica. La domanda viene spontanea: cos’è questa recensione?? È la recensione di un disco?? Di una serie tv con sottofondo interamente metal? Di un’unione delle due cose?

Qualsiasi sia la risposta… FUNZIONA!

I Genus Ordinis Dei tornano a distanza di 3 anni da Great Olden Dinasty con un nuovo album. Dopo aver rilasciato i due singoli Hail an Kill nel 2018, loro personale tributo ai Manowar e Nemesis del 2019 (che vedeva come special guest Melissa VanFleet) i G.O.D si lanciano in una delle sfide più ardue per una band in questi anni, fare qualcosa che ancora non è stato fatto prima, e lo fanno con Glare of Deliverance; l’album rilasciato da Eclipse Records viene infatti presentato come una “Metal Opera”, un concept album di 10 brani e 10 video che vede le avventure di Eleanor, una ragazza che viene perseguitata dall’inquisizione. Anche il ragionamento compositivo che vi troviamo dietro è molto ispirato a quello di una serie tv, come si può vedere dal fatto che tutti i video, quelli pubblicati finora almeno, contengono delle versioni ridotte dei brani rispetto al disco (in questa recensione terremo conto dei brani completi del disco ovviamente), senza contare la presenza dei cosiddetti Leitmotiv (tema musicale ricorrente che viene associato ad un personaggio, un luogo, un sentimento, un’idea o un oggetto, es: il brano Concerning Hobbit nel film “il signore degli anelli” nda). L’album si apre con Ritual, un intro con dei Cori che ci introducono subito nel mondo di Eleanor e che rappresenterà il tema melodico principale del disco, accompagnati da delle linee orchestrali che si incupiscono mano a mano che il brano scorre, seguite successivamente da delle chitarre pulite che aprono la chiusura dell’intro per poi distorcersi sempre di più verso la fine accompagnando l’ensemble orchestrale. La struttura delle Lyrics è molto particolare per i ruoli che giocano nel disco: esse infatti sono sia descrittive negli avvenimenti della storia pur contenendo anche dei dialoghi, in particolare tra Eleanor e l’inquisitore, inoltre vediamo la presenza non solo dell’inglese ma anche dell’italiano e del latino, che si alternano tra i vari personaggi. Poi i cori, come nel caso di Examination e Torture, tutto questo accompagnate dalla voce potente e aggressiva di Nick che spazia tra urlati, scream e growl con molta fluidità, cercando anche i dare un carattere personale ai personaggi quando il testo affronta la parte dei dialoghi. Orchestralmente parlando, rispetto a Great Olden Dinasty, dove era più l’orchestra ad accompagnare la band, in Glare of Deliverance essa ha un ruolo più rilevante e spesso sono gli strumenti elettrici ad accompagnarla. Ciò nonostante non mancano  di certo breakdown e ritmi molto pesanti, complessi, dove batteria, basso e chitarra si destreggiano alla perfezione; in particolare in brani come Edict, Examination e Fire si può trovare inoltre tantissima influenza derivata da colonne sonore da film, per videogame ma anche dalla musica classica. Sia per come opera il connubio di Archi, Fiati e Ottoni nell’apertura di Exorcism, ma anche per il gioco di cori e voce in Growl presente in Abjuration, cori che in questo brano spaziano da cori gregoriani iniziali a cori più aggressivi ed evocativi stile primi God Of War, che uniti alla voce aggressiva di Nick danno un riempimento molto soddisfacente e non esagerato. Questo disco ha inolre il compito di cercare di affrontare vari spettri emotivi della protagonista e della storia in sé, motivo per il quale entrano in scena anche parti più dolci, spesso accompagnate da chitarre in clean e pianoforte come in Dream e in Abjuration. Sono stati citati i Leitmotiv ad inizio recensione, questi riprendono soprattutto il tema principale di Ritual ma si possono notare altri collegamenti tra i vari brani: il Tema di Ritual viene richiamato con diverse dinamiche in Dream, Exorcism dove la melodia è accompagnata dalla voce di Nick ma si può notare un richiamo anche del pre ritornello di Edit in Abjuration. L’album si chiude infine con Fire, il brano più lungo del disco con i suoi 16 minuti, veramente ben strutturato in quanto stiamo parlando di un pezzo a sé ma con molteplici richiami a varie parti degli altri brani del disco, come a creare un riepilogo di tutta la storia all’interno di un brano solo. Riguardo alla produzione, stiamo parlando di un album autoprodotto dalla band e il lavoro svolto da Tommy è a dir poco fenomenale: le linee solistiche di chitarra sono molto chiare e si distinguono perfettamente con tutto il resto degli strumenti, il basso di Steven ha suono devastante che accompagnato alla doppia cassa di batteria di Richard Meiz di entra dritto in pancia, e la produzione corale e orchestrale è perfettamente bilanciata (i cori sono stati registrati con l’Associazione Culturale Il Circolo delle Quinte). I Genus Ordinis Dei continuano a stupire e ad evolversi ad ogni album che pubblicano, considerando anche il fatto che stavolta hanno puntato veramente alto azzardando molto, pubblicando questa “Metal Opera”. Probabilmente c’è molto meno Death Metal e più orchestra in questo disco rispetto ai precedenti ma l’idea di base funziona e si è rivelata molto interessante.

Detto ciò, signore e signori, la GOD Production è lieta di presentarvi la prima stagione di Glare Of Deliverance! Buona visione e buon ascolto!

 

VOTO: 95/100

 

TRACKLIST:

  1. Ritual
  2. Hunt
  3. Edict
  4. Examination
  5. Torture
  6. Judgement
  7. Dream
  8. Abjuration
  9. Exorcism
  10. Fire

 

LINE UP:

Nick K’: Vocals, Guitars
Tommaso (Tommy) Monticelli: Guitars, Orchestration
Richard Meiz: Drums
Steven F.Olda: Bass


WEB:

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innerfrost

Studente di Sound Engineer presso il Conservatorio G.Nicolini di Piacenza Dal 2009 al 2012 sono stato bassista e seconda voce dei Kadaverica, gruppo blackened death metal situato nel territorio Piacentino. Recentemente abbiamo ripreso in piedi il progetto dove ri registreremo il nostro primo Album "Decade of Karnak" Precedentemente sono stato chitarra e seconda voce dei Geschlecht, gruppo Groove Metal di Piacenza/Pavia. Attualmente sono chitarrista e seconda voce dei Ny Mynd (Death Metal con influenze Black e Thrash) e ho un progetto Atmospheric Medieval Black Metal chiamato Myr.

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