VIOLENTOR – Putrid Stench

VIOLENTOR – Putrid Stench

VIOLENTOR – Putrid Stench

TITOLO: Putrid Stench
ARTISTA: Violentor
GENERE: Thrash Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Infernö Records

Non so dirvi precisamente “come” e “quando”. Un locale in quel di Roma, di cui non ricordo il nome. Un po’ d’anni fa. Headliner della serata: i Fingernails. Non avevo occhi ed orecchie che per il gruppo Angus Bidoli: finalmente avevo modo di ascoltare l’assolo di Dirty Wheels dal vivo… chi mi teneva più? Manco le catene. C’era da aspettare; nel mentre avevo incontrato Angus nel backstage, foto scroccata al volo che tengo gelosamente incorniciata in camera mia, assieme a quelle prese con Steve Sylvester ed altra gente poco nota. Ma sto divagando. Dicevo: c’era da aspettare. Ad accendere la serata due bei gruppazzi dediti ad uno Speed/Thrash parecchio tirato. I tedeschi Blizzard e gli italiani Violentor. I primi li conoscevo di fama, i secondi non li avevo mai sentiti nominare, prima di allora. Inutile dirlo, furono la sorpresa più bella del concerto: di una violenza, di una bestialità, di una velocità come non ne sentivo da troppo, parlando più espressamente di esordienti nostrani. Ero (come oggi) di gusti difficilissimi, eh. Mi basta ascoltare delle “strane” quanto forzate “influenze groove” per storcere subito il naso e correre via. Loro no. Loro tiravano dritto, tipo una sberla ben assestata. Non ci pensai due volte, raggruppai quel poco che mi era rimasto (avevo comprato un bel po’ di dischi) ed acquistai al volo il loro primo omonimo full-length. In versione rigorosamente tape, perché certa musica amo ascoltarla in modo vecchio stile. Un po’ come quando metto su qualcosa dei Baphomet’s Blood, tanto per capirci. Una grandissima sorpresa, davvero. Visto e considerato il fatto che, salvo rarissime eccezioni, con la scena Thrash nostrana ho sempre avuto più di qualche problema. Accantonando i nomi storici e meritevoli a prescindere di stima assoluta (Bulldozer e compagnia), ho sempre trovato troppe “nuove leve” eccessivamente costruite e levigate al dettaglio: sound di plastica, riff scontati, testi ancor peggio. Ecco, con i Violentor mi resi conto di quanto tante eccezioni fossero possibili… e non mi riferisco solamente al loro primo disco: da Rot Maniacs, la loro attitudine sporca e selvaggia non indietreggia di un millimetro. Anzi, si può dire che te la sbattano decisamente in faccia; ed è questo quello che più mi ha conquistato, di loro, da sempre. Ferocia e noncuranza del pensiero altrui, qualità che qualsiasi band Thrash dovrebbe avere. Dovrebbe, già. Peccato che in troppe non ce l’abbiano, preferendo apparire più che puntare sulla sostanza. La Storia dei Nostri, dunque, basa i propri pilastri sulla volontà ferrea di affermare la propria violenta personalità. “Suoniamo troppo veloci, suoniamo troppo forte” – “Meglio morto che schiavo – “Voglio vivere la mia vita contro di voi, morte alle autorità”… tre frasi tratte da loro altrettanti brani, le quali penso li descrivano a pennello. Giungiamo lesti al 2019 ed a Putrid Stenchche non conferma… ESASPERA MERAVIGLIOSAMENTE quanto detto fino ad ora. Il quarto disco in studio, quello che più che mai delinea Alessio e soci come un nome di punta dell’intera scena underground. Perché, parliamoci chiaramente: cosa simboleggia questo disco (andando oltre il discorso puramente musicale) se non la sacrosanta voglia di affermare un certo tipo di attitudine? Quella più rozza e sotterranea, più reietta ed oscura? Lo so, lo so. Piantatela coi vostri piagnistei da hipster, so già dove volete andare a parare. La parola “attitudine” fa ridere, i metallari sono chiusi di mente eccetera eccetera eccetera. Finito, con la parata dell’espertone super aperto di mente? Bene. Dicevo: in barba ad ogni tipo di discorso “ragionevole” e “sensato”, quello che fai per essere “amico di tutti” insomma, i Violentor di Putrid Stench arrivano ad inondare di fango ogni stupidata volta a “contenere l’entusiasmo”. Perché loro NON sono qui per contenersi. Sono metallari (sì ragazzi, È UNA PAROLA CHE SI PUÒ ANCORA USARE), vivono di riff veloci e spaccaossa, hanno le toppe sul gilet ed i capelli lunghi. Hanno fame. Sono arrabbiati. Sono maneschi. Inadatti per chiunque voglia imbracciare uno strumento giusto per far girare la testa alle groupies di Facebook. ‘Sti maledetti fiorentini pestano duro, durissimo. Riportano il Thrash là dove sarebbe sempre dovuto essere: nell’Olimpo degli sbagliati, delle orge alcooliche, dell’odio per la società perbenista ed ipocrita. Il tutto messo in piedi mediante un sound meravigliosamente in the best tradition. Proprio perché, ascoltando Putrid… da inizio a fine, mai si direbbe di stare nel 2019. Ringraziando il cielo, oserei dire. Perché troppo spesso la modernità va presa con le pinze, dato sì che demonizzare band come i Violentor porta ad un altro eccesso: ovvero, quello di santificare ogni tipo di suono che rechi in esso un elemento “studiato”. In una scena troppo alla deriva, nella quale se non ficchi di forza almeno tre orchestre sinfoniche in un platter vieni considerato “indegno”… beh, ben venga una realtà così grezza e minimale come quella di Putrid Stench. Un disco che per troppi potrebbe suonare “démodé”, ma che per un vero appassionato significa una sola cosa: una boccata d’aria putrida in un mare di paradisi artificiali e sfondi dipinti. Maschere anti-gas e mitra in mano, riff schiacciasassi a metà fra il teutonico più crudele (AssassinSodom) e lo Speed old school (Killer, Warfare), il trio toscano sale in cattedra e ci presenta uno dei migliori prodotti dell’anno appena trascorso. Inutile dire che gli auguro altri cento dischi del genere… perché questa scena ha bisogno dei Violentor e del loro caustico menefreghismo per ogni tipo di regola. Del resto, una band che come merchandise ufficiale rilascia delle toppe con su stampato l’allegro faccione di Pietro Pacciani… cioè: cosa vuoi dirgli, se non “vi voglio bene”?
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1. The Escalation
2. Butcher the Holy Swine
3. Burning Rage
4. Hunter of the Anorexis
5. Pray to Die
6. Caustic Cutting
7. Putrid Stench
8. Scum of Society
9. Destroy the Enemies

LINE UP:

Rot – basso, voce
Dog – chitarra, voce
Iago – batteria

WEB:

Facebook

Avatar

marek

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *