GURO – Anticristo

GURO – Anticristo

GURO – Anticristo

TITOLO: Anticristo
ARTISTA: Guro
GENERE: Death Metal / Grindcore
ANNO: 2020
PAESE: Brasile
ETICHETTA:  Eronnimoüs Records

Premessa: ho un debole per i gruppazzi inca**ati (FASCIA PROTETTA DEL CA**O) col mondo e pronti a vomitare in un microfono tutto ciò che odiano e gli faccia così terribilmente schifo. Sarà che un po’ mi ci rivedo. Alle feste ero quello che non c’era, perché misantropo vero (e non per apparire fYgO agli occhi degli amichetti di Tumblr, stronzi&bipolari); quello che se provavi a parlargli ti urlava contro di ammazzarti col gas, mentre tracannava avidamente la sua Peroni. Ecco: sarà che con questi bravi ragazzi dei Guro sento un po’ di affinità elettiva, per dirla alla Goethe. Terzetto brasiliano dedito ad un Death Metal / Grindcore sulla falsariga di Exhumed e Mortician, solo un po’ più verso il grind Nasum oriented. Aggiungiamoci qualche piccola reminiscenza più smaccatamente Hardcore (Ratos de Porão in bella mostra; grazie al piffero, sò brasiliani) ed il gioco è fatto. Ah no, no no. Scordavo: a livello di testi ricordano una stramba fusione fra Cripple BastardsTerrorizer e roba anticristiana alla maniera di un qualsiasi tanghero in corpsepaint. Alcune volte in lingua madre, altre volte in inglese, il risultato non cambia. Questi bravi ragazzi ce l’hanno con chiunque… ma davvero e non per finta. Non sono quelli che dicono di “odiare tutto!!” dalla loro bella casetta in centro, circondati da mamma e papà che gli cavano persino le caccole dal naso assecondando ogni loro paturnia con la scusa dell’adolescenza. E magari hanno 20 anni passati da 10. Proprio no. I Guro odiano e la polizia non può sparare. Del resto, Anticristo (questo il titolo del loro esordio in full-length) parla chiarissimo sin dal principio. Sin dalla prima traccia, praticamente un’ode contro i poser della loro scena. Contro chi piazza due chitarrine zanzarose qua e là curando a campanella la pulizia del suono, buttando giù roba penosamente scontata e priva di mordente. Stando solo attenti a sfoggiare fotografie nelle quali apparire appetibili agli occhi di qualche metalprincess, mettendo in bella vista le magliette bellebelle. Capiamo di che pasta siano fatti sin dall’incipit: tre scappati di casa brutti, cattivi, massicci e affamati. Che tributando i fasti del Death / Grind entrano a gamba tesa (tipo Montero) contro tutto e tutti. Contro una società marcia sino al midollo, contro i credenti bigotti, contro chi è morto dentro, contro i corrotti, contro i perennemente annoiati, contro chi non vuol far nulla per cambiare le cose. Una bordata, uno tsunami di disagio e scazzo da inizio a fine. Per forza di cose ci ritroviamo ad empatizzare con ogni singola nota, con ogni singola parola di Anticristo. Un bel concentrato di rabbia schietta e genuina, un conato di vomito lungo venti brevissime tracce, in the best tradition. Cosa avrebbe potuto renderlo ancora più bello? Feticista maledetto che sono… potrei dirvi qualche sample estratto da questo o quel film horror di serie z, qualche confessione di serial killer estrapolata dalla versione carioca di Un Giorno in Pretura, ma vabbè. Non posso pretendere il mondo. Quel che conta è il fatto che Anticristo è un esordio scomodo ed indigesto quanto serve. Ascoltatelo e scendete in strada con le molotov.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     VOTO: 78/100

TRACKLIST:

1. Grind pop freak
2. Morto
3. Horrorshow
4. Anticristo
5. Grindcuzão
6. Baskin
7. Athenesic
8. Buried alive
9. Açucar
10. Necropolis
11. Ascaris
12. Otromsued
13. Lata
14. Daughter of satan
15. Vazio
16. No hope coke
17. Cannibals
18. O ceifador
19. Sádico
20. Suicídio

LINE UP:

Kiko – batteria
Thiago
– thiago
Eron Gravepüking
– voce

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marek

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