ZWIESPALT – Ambivalenz

ZWIESPALT – Ambivalenz

ZWIESPALT – Ambivalenz

TITOLO: Ambivalenz
ARTISTA: Zwiespalt
GENERE: Black Metal
ANNO: 2020
PAESE: Germania
ETICHETTA: Indipendente

Zwiespalt, iniziato come progetto solista del chitarrista Forest, muta velocemente la sua forma quando entrano a far parte del progetto Fur alla voce e Win alla batteria. Principalmente influenzato dal Black Metal norvegese dei primi anni novanta, il progetto Zwiespalt dimostra subito una propensione ad una ricerca di un suono più personale, arrivando a sperimentare le vibrazioni di un Punk minimalista, crudo ma malinconico. Il debut-album, Ambivalenz,  è stato registrato e prodotto in “stile fai-da-te” nella sala prove della band durante il 2019 ed è stato pubblicato (sempre dalla band stessa) il 10 gennaio 2020 (distribuito dalla Bleeding Heart Nihilist, un’etichetta indipendente tedesca). I temi lirici di Ambivalenz si basano sulla lotta eterna dell’uomo con la sua mente. A Forest, autore unico dei testi, piace dipingere paesaggi con le sue parole, elaborando le sue impressioni, ma lasciando spazio all’interpretazione. Trae ispirazione da Nietzsche e da altri filosofi, ma per farla breve si tratta di «racconti sulle benedizioni e le maledizioni, isolamento e iterazione». L’odore acre degli scantinati ove si narra che il Black Metal norreno sia nato si diffonde nell’aria insieme a quel suono grezzo e primitivo che ha dettato le basi di un genere che pur diffondendosi a macchia d’olio ha mantenuto il suo “essere di nicchia” (salvo alcuni casi). Dal nulla si viene investiti da un sferragliare assordante di chitarre e da un blast ripetitivo senza troppi cambi di tempo, distorsioni altissime e uno scream inferocito (che di tanto in tanto si ferma e omaggia un certo Tom G. Warrior). Suoni primordiali che dall’iniziale Stumpf passano all’eleganza dei passaggi di Schneid dove la brutalità si mischia agli echi malinconici a cui la band fa riferimento. Brani veloci e scevri da orpelli o barocchismi, l’istinto viene lasciato libero di violentare chitarra e batteria a piacimento senza concedere respiri. Un leitmotiv mono-direzionale che attraversa tutto l’album come se fosse una lunga suite infernale, cacofonica, assordante, caotica, distruttiva e ammaliante. Black puro dove quegli echi Punk si fanno vedere per pochi istanti, giusto per sottolineare alcuni frangenti e spezzare la corsa su monorotaia dell’album. Canzoni che continuano a confondere le idee, fermano il tempo e lo rivoltano più e più volte, strappano le membra di chi ascolta e le sbattono a terra come stracci consumati, aspettando che si consumino e che diventino polvere al vento. Si arriva alle ultime due tracce senza più un briciolo di forze, con l’impressione di aver affrontato una scalata a mani nude e senza protezioni su una irta parete di roccia irregolare.

Debutto che si può riassumere in una frase: «Un carro-armato impazzito lanciato a tutta velocità sulla folla con il cannone spianato!».

VOTO: 78 / 100

TRACKILST:

  1. Stumpf
  2. Schneid
  3. Brandung
  4. Wildnis
  5. Gram
  6. Niedergang
  7. Wiederkehr

LINE-UP:

Win – Batteria
Forest – Chitarra
Fur – Voce

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daniele_vasco

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