XENOS – Filthgrinder

XENOS – Filthgrinder

XENOS – Filthgrinder

TITOLO: Filthgrinder
ARTISTA: Xenos
GENERE: Thrash
ANNO: 2020
PAESE: Italia
ETICHETTA: Club Inferno Entertainment

Penso di averlo già ripetuto troppe, infinite volte… ma chissene, lo ribadisco: per suonare Thrash Metal serve ATTITUDINE. E per “attitudine” non intendo certo la voglia di buttare giù qualche riffetto penosamente scontato, unito magari a qualche testo di “protesta contro la società”. Insomma, ‘na roba penosamente trash senza l’acca. “I politici ci arrubbano i soldi, l’inquinamento è brutto”. Per carità, opinioni condivisibilissime e nessuno lo mette in discussione… se non fosse per il fatto che vengano ad esprimerle troppi sbarbatelli col vestito della cresima; coi loro faccini carini e strumenti costosi comprati da papà, a seguito. Cosa potrebbe mai salvare il Thrash? L’intransigenza. L’essere in disaccordo. Il non volere pace, la volontà di cercare “LA GUERRA PIÙ TOTALEEEEEEEEEE”. Ecco, i miei desideri vengono esauditi proprio ad inizio 2020. Non solo epidemie e minacce di guerre, a quanto sembra il nuovo ventennio sta cercando di ruggire più forte di ogni crisi mondiale, dandoci in pasto della buona musica per non farci arrovellare troppo il gulliver. Loro sono gli Xenos ed il loro è puro, “semplice” (se fà pe’ dì!), strafottutissimo Thrash Metal. Vecchie conoscenze della scena italiana, capitani di lungo corso (Ignazio Danilo provengono dagli ottimi EversinGiuseppe è estremamente attivo nella scena siciliana), i Nostri si presentano con uno slogan tanto minimale quanto di impatto: NO COMPROMISES, NO BULLSHITS, NO FASHION… JUST THRASH METAL. Cosa dovrei dirvi, ancora? Che i desideri non si realizzano mai come dovrebbero… anzi! Ogni tanto, ti donano anche qualcosa in più. Perché, ve lo dico sinceramente, da un bel po’ aspettavo un gruppo “schierato” che potesse far compagnia a nomi intransigenti quali Violentor et similia. Non mi ero ancora ripreso dal clamore di Putrid Stench ed eccomi qui a godermi il primo disco di queste bestiacce della Trinacria, Filthgrinder. Un disco? Che dico; una dichiarazione di guerra in note. Per il semplice fatto che questo maledetto trio sembra proprio voler riportare anch’esso (come gli esimi colleghi toscani) il Thrash lì dove dovrebbe stare: nell’oscura trincea della battaglia che infuria, fra razzi e bombe. Un luogo non adatto ai bambini e soprattutto inadatto ai “pacifisti questo&quello”. Nessuna moda e nessun trend: Filthgrinder non conosce regole se non le proprie, presentandoci da inizio a fine un Thrash Metal formato da sbordanti manciate europee ed americane. Da un lato, una forte componente megadethiana a farla da padrone, soprattutto negli assoli di Giuseppe. Lato ben amalgamato da una ricercatezza tecnica sicuramente interessante, capace di trasportare il sound verso l’epopea di Jeff Waters e dei suoi Annihilator. Successivamente, un’altro volto della medaglia: quello più belluino, maggiormente belligerante e selvaggio. Proprio perché – per quanto i tre siano musicisti tecnicamente dotatissimi – l’intento della band è quello di pestare duro, anzi durissimo. Di picchiare, di travolgerci, di farci dimenticare ogni tipo di calma e relax. In questo, ecco sopraggiungere l’anima più Slayeriana; quel Thrash meravigliosamente primordiale ed armato, quello più freddo e spezzacollo. Un brano come la conclusiva Of Magma and War assurge perfettamente ad emblema di quanto asserisco, Jeff Hanneman lo avrebbe definito un brano degno di un disco dell’Assassino. Mi ci gioco quel che volete, con Tom Araya alla voce avreste creduto di trovarvi all’interno di God Hates Us All. C’è posto (ovviamente!) anche per una capatina anche sul versante europeo, andando ad abbracciare l’avventura teutonica dell’asse KreatorDestruction. Spendere troppe parole, per un disco come questo, è semplicemente diluirlo eccessivamente, svilirlo troppo. Posso solo porvi un quesito, od una serie di interrogativi: avete mai amato il Thrash, in vita vostra? Anche solo per un istante? Avete voglia di ascoltare un qualcosa di veramente “duro”, pregno di foga selvaggia e totale disinteresse per ogni tipo di moda? Bene. Correte a far vostra una copia di Filthgrinder alla svelta. Perché, ve lo assicuro, ne avete bisogno. Se, quanto me, siete stufi ed arcistufi di questa “moda”, di questa voglia spasmodica di rendere il Metal un prodotto innocuo da donare in pasto alle masse. Gli Xenos non vogliono suonare “innocui” ed è questa la loro forza. Il drumming selvaggio di Danilo e la voce sguaiata di Ignazio, dopo tutto, parlano chiaro. Questo disco brucerà le orecchie di chi non è abituato all’aggressività. E non parlo certo di due blast-beat di plastica e a qualche growl filtrato all’inverosimile. Parlo dell’impeto vero, della furia iconoclasta dei Testament che furono, tanto per sparare un nome a caso. Armatevi ed ascoltate, non ve ne pentirete.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1. Soldados
2. Filthgrinder
3. Post Apocalypse Breed
4. Birth of a Tyrant
5. So Old, So Cold
6. Iconoclast
7. Angel of Silence
8. Peace Sells (Megadeth cover)
9. Of Magma and War

LINE UP:

Ignazio Nicastro – basso, voce
Danilo Ficicchia –
batteria
Giuseppe Taormina –
chitarra

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marek

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