TRIPTYKON – Requiem (Live At Roadburn 2019)

TRIPTYKON – Requiem (Live At Roadburn 2019)

TITOLO: Requiem (Live At Roadburn 2019)
ARTISTA: Triptykon with the Metropole Orkest
GENERE: Symphonic Metal
ANNO: 2020
PAESE: Svizzera
ETICHETTA: Century Media Records

Una delle sorprese più inaspettate di questo 2020 è stato sicuramente il ritorno in campo dei Tritykon, per diversi motivi. Primo fra tutti, un silenzio discografico durato ben sei anni dall’ultimo album in studio; dall’altra parte, la riesumazione del cadavere putrescente degli Hellhammer da parte del leader maximo Tom G. “Warrior”, un b-side project di lusso che negli ultimi due anni ha fatto parecchio discutere. Siamo dunque giunti, fra molte peripezie, all’inaspettato Requiem (Live at Roadburn 2019), disco nato da una proposta fatta dai capoccia del Roadburn circa il coinvolgimento dei Triptykon in un contesto sinfonico, con un’orchestra s seguito. Non aspettatevi un mero (quanto a volte ridicolo) rifacimento di classici in salsa orchestrale che  – a parte alla PFM – troppo spesso non è mai riuscito molto bene (chi ha detto Metallica ed Helloween?), ma nemmeno un lavoro totalmente orchestrale come fatto in tempi più o meno recenti con risultati ambigui. Potremmo citare gli Ulver ed il brillante Messe I​.​X​-​VI​.​X, oppure quella cantonata pazzesca di Twilight Orchestra (Blind Guardian), dimenticata quasi subito, dopo le feroci critiche assolutamente giustificate.

Quello di cui parleremo oggi non è un nuovo album in studio, bensì un live, il quale chiude finalmente il cerchio alla saga di Requiem. Dopotutto, la prima parte (Rex Irae) era presente nel rivoluzionario Into The Pandemonium, mentre la terza parte (Winter) era presente in quel macigno di Monotheist. Una seconda parte persa per strada; ecco che in questo nuovo lavoro, con l’ingresso del nuovo batterista Hannes Grossmann, la collaborazione della cantante Safa Heraghi e la Metropole Orkest capitanata dal direttore Jukka Iisakkila, viene riportata alla luce i trentadue minuti inediti di Grave Eternal, insieme alle altre due parti rivedute e tirate a lucido.
Lo diciamo fin da subito: l’opera di fusione tra Metal e Musica Classica è riuscita in maniera assolutamente convincente, con il collante della Musica Sacra a dare una nuova chiave di lettura al genere: non aspettatevi quelle fanfare pompose alle quali l’esperienza ci ha abituato, né tanto meno di avere una lista più o meno lunga di canzonette Pop Rock con i chitarroni appesantiti e le tastiere in primo piano che fin troppo spesso hanno appiattito e banalizzato, se non addirittura ridicolizzato il genere. Stesso discorso per la voce femminile scelta, volta in direzione ostinata e contraria rispetto al resto della scena: Safa Heraghi, oltre ad essere una ragazza affascinante e particolarmente carismatica, ha infatti una voce molto particolare e soprattutto capace di offrire un’interpretazione personale, in bilico fra l’eleganza, la dolcezza e quella grinta tutta tipica del mondo femminile, senza dover per forza emulare la solita cantante pseudo lirica ormai divenuta un cliché duro a morire.
Ascoltando i quarantasei minuti dell’opera totale e le sei parti inedite di Grave Eternal ci si rende perfettamente conto come l’elemento Metal del sound sia quasi una semplice cornice in un quadro magniloquente nel quale i colori neri e cupi dati delle influenze Dark e Post Punk arricchiscono questo dipinto, dando atmosfere dimesse e una voce maschile sofferta. In tutto questo l’orchestra sa dare dei toni di volta in volta plumbei, gotici e misteriosi a questa messa oscura e decadente, che trasporta l’ascoltatore nell’oltretomba.
Arrivati alla fine non possiamo fare altro che ricordare che questo, nelle parole di Thomas Gabriel Fischer, non era altro che un omaggio fatto a tutti quei compagni di vita che ora non ci sono più e ne siamo certi, sia Martin Eric Ain sia Hans Ruedi Giger non potevano ricevere un tributo migliore di questo.
Quello che oggi stiamo recensendo può essere visto come un futuro faro del genere: speriamo vivamente che questo Requiem sia ascoltato e metabolizzato da chiunque si accinga a realizzare un disco di Metal Sinfonico, con la sicurezza che tra qualche anno (un po’ come fu per dischi come i già citati Into the Pandemonium o Monotheist) questo lavoro sarà ricordato come un nuovo classico.
Varie incarnazioni dei Rhapsody, Blind Guardian, Epica, Nightwish o ennesimo combo con voce lirica… ascoltate! Prendete Requiem come uno stimolo per migliorare e rinnovare le vostre proposte!

Voto: 85/100

Tracklist:
01. Rex Irae (Requiem, Chapter One: Overture)
02. Grave Eternal (Requiem, Chapter Two: Transition)
03. Winter (Requiem, Chapter Three: Finale)
04. Winter (Bonus Track – Concert Rehearsal Take April 11, 2019)

Line Up:
Tom Gabriel Warrior – Voce, chitarra
V. Santura – Chitarra
Vanja Slajh – Basso, cori
Hannes Grossmann – Batteria

Special Guest:
Safa Heraghi – Voce femminile
Metropole Orkest – Orchestra
Kobra Ensemble – Coro
Jukka Iisakkila – Direttore d’orchestra
Florian Magnus Maier – Produttore, compositore

Web:
Facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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