TORCHIA – The Coven

TORCHIA – The Coven

TORCHIA – The Coven

TITOLO: The Coven
ARTISTA: Torchia
GENERE: Death Metal / Melodic Death Metal
ANNO: 2020
PAESE: Finlandia
ETICHETTA: Rockshots Records

La Death Metal band finlandese Torchia si forma nel 2010 e dopo un’iniziale cambio di formazione che vede sostituiti cantante e batterista, dopo due Demo iniziali (One nel 2013 e Ending Beginning nel 2015), raggiungono la loro line-up completa prima con l’ingresso del vocalist Edward (2015) e a fine 2016 con l’entrata in forze del drummer Ville Virtanen. Completata la formazione e trovata la stabilità tra i membri, la band inizia a lavorare al suo primo album. Il debut-album, Of Curses And Grief, viene rilasciato nel 2017 e viene realizzato insieme al noto produttore Hiili Hiilesmaa (HIM, Ensiferum, Sentenced, Amorphis). Trascorrono tre anni prima che il quintetto finlandese rientri in studio e rilasci un nuovo album. Il secondo full viene licenziato dalla Rockshots Records alla fine di Marzo. L’album (e la band stessa) viene catalogato come Death Metal e quello che ci si aspetterebbe leggendo questa definizione sarebbe in teoria un disco crudo, sfrontato, violento e sudicio. Tuttavia, ciò che investe le orecchie non ha nulla a che fare con tutto questo: il sound è infatti più complesso e con sfaccettature che vanno oltre il Death puro e semplice. La partenza del disco è piuttosto disarmante, Sky inizia con un breve canto corale spiritato subito interrotto da una pioggia di chitarre votate al virtuosismo, ritmiche veloci e alternate, break improvvisi, assoli talmente carichi di giri melodici da sembrare quasi stonati con tutto il resto, una piccola virata acustica e vocals e cori in growl che cercano di mantenere l’attenzione sull’aspetto mortifero e violento del gruppo.  Tutto questo concentrato in una suite iniziale di quasi mezz’ora che rapidamente mette in confusione e non fa capire, causa un paio di stop come evidenziato lungo la durata, se sia cambiata traccia o se essa sia ancora la stessa. Eco Folk (probabilmente la familiarità del producer con gli Ensiferum ha giocato a favore di questi inserti) e uno sfoggio ancor maggiore di soli al limitare del Prog Metal si vanno ad unire all’impronta del gruppo nella successiva Gallows. Seconda partenza insolita che lascia straniti è quella che attende al varco di Moon, Rise!; un solo e sfuggente accordo di organo da chiesa (che riappare ancor più fugacemente durante la prima parte del pezzo) interrotto da un riffing veloce e una batteria feroce interrotti a loro volta da una eterea chitarra acustica a sua volta messa a tacere da un bombardamento senza posa di Death melodico di buona fattura che, complice un eccesso di virtuosismi, risulta a tratti un po’ stucchevole. Con Lord Of Dreams (Cult March)Torchia alzano il tiro e scelgono di optare per una mistura tra Industrial e Death alla The Amenta. Una scelta già più interessante che riesce ad offuscare l’eccesso di tecnicismo delle due asce e riesce a coinvolgere nuovamente l’ascoltatore (detto in tutta sincerità, forse partire con una lunga suite può essere controproducente, arrivati a questo punto ci si può sentire già leggermente saturi). Plague Peasant riprende la strada del primo e del terzo brano mentre Jäämaa e Memoirs  insieme a Astral Planes si immettono sullo stesso cammino di Gallows con qualche rimando Folk minore ma la somiglianza c’è anche se la seconda tende a votarsi ad una velocità maggiore ad un passo più scarnificato nella parte ritmica. L’album si va a concludere con una seconda suite dalla durata piuttosto imponente (trentacinque minuti) che appare in tutto e per tutto come il sequel dell’iniziale Sky.

Virtuosismi allo spasmo, melodie che smorzano la ferocia che sembra sempre sul punto di esplodere ma si assopisce ripetutamente, molto tecnico, due tracce troppo prolisse nonostante le variazioni sul tema… Un secondo album con molta carne al fuoco che riesce sì a coinvolgere e convincere ma che riesce anche a dare il tempo a chi ascolta di distrarsi più volte a causa del troppo tecnicismo che alla lunga stanca, specie se non si è amanti dello stile. Un ascolto combattuto che mette in difficoltà chi viene chiamato a dare una recensione di questo lavoro.

VOTO: 75 / 100

TRACKLIST:

  1. Sky
  2. Gallows
  3. Moon, Rise!
  4. Lord of Dreams (Cult March)
  5. Plague Peasant
  6. Jäämaa
  7. Memoirs
  8. Astral Planes
  9. Forever Blood

LINE-UP:

Edward Torchia – Voce
Ville Riitamaa – Chitarra / Cori
Henri Heikkinen – Chitarra
Pirkka Birkstedt – Basso
Ville Virtanen – Batteria

WEB:

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