THE SCARS IN PNEUMA – The Path Of Seven Sorrows

THE SCARS IN PNEUMA – The Path Of Seven Sorrows

THE SCARS IN PNEUMA – The Path Of Seven Sorrows

 

TITOLO: The Path Of Seven Sorrows
ARTISTA: The Scars In Pneuma
GENERE: Melodic Black Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Promethean Fire/Kolony Records

È raro nel Black Metal che un progetto debutti direttamente con un full-length, avendo il genere stesso una certa tradizione nel rilascio di demo. I bresciani The Scars In Pneuma osano sapientemente con questo “The Path Of Seven Sorrows”, che vede luce nel Febbraio dello scorso anno attraverso Promethean Fire, sub-label della rinomata Kolony Records (ricordiamo con grande piacere essere stata la casa madre di band quali Be’lakor, Countless Skies, Persefone e Fractal Universe). “The Path Of Seven Sorrow” propone quello che è un Melodic Black Metal dai leggeri rimandi Melo-Death, riportando alla memoria un gusto simile a quello dei Dissection di “Storm Of The Light’s Bane” per quanto riguarda le soluzioni melodiche, ai Mgla in quanto ad aggressività e nichilismo sonoro ed agli Australiani Be’lakor per i rimandi al Death melodico. “Souls Are Burning”, “Spark To Fire To Sun” e “The Glorious Empire Of Sand” sono episodi di gran pregio e prova inconfutabile del potenziale del progetto, in grado di dipingere un feeling sonoro dall’identità epica ed eterea come viene ben rappresentato dall’artwork del maestro Goya. Mediamente il disco si staglia su frangenti ritmici molto veloci ed aggressivi, spezzati grazie a momenti più riflessivi offerti da preziose soluzioni melodiche davvero ben ideate: a tal proposito citiamo nuovamente il brano “Souls Are Burning”, indubbiamente il nucleo del disco nonché un brano di alto livello, capace di mettere in tavola una mano dal risultato perfetto. Parole vanno spese anche per la voce, inusuale in quanto è stato scelto un growl secco, scarno di armonici e dalle tonalità medie, ma sicuramente d’effetto e dalla corretta funzionalità. Bellissimi anche gli interventi in voce femminile nel brano poco fa citato ed in “Constellation”, magico brano di chiusura che lontanamente rimanda agli americani Agalloch.

Un disco prezioso, dal grande intuito compositivo e degno dell’ascolto di qualsiasi fan della componente melodica nel Metal estremo.

Voto: 78/100

TRACKLIST:
1. Devotion
2. Souls Are Burning
3. Spark The Fire To Sun
4. All The Secrets That We Keep
5. Dark Horizons Ahead
6. The Glorious Empire Of Sand
7. Constellations

LINE UP:

Lorenzo Marchello – vocals, guitars, bass
Francesco Lupi – guitars, keyboards
Daniele Valseriati – drums

WEB:
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matteo-antonelli

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