SEPULTURA – Quadra

SEPULTURA – Quadra

TITOLO: Quadra
ARTISTA: Sepultura
GENERE: Thrash/Groove Metal
ANNO: 2020
PAESE: Brasile
ETICHETTA: Nuclear Blast Records

Ogni anno ha la sua sorpresa in ambito musicale: pensiamo ad esempio al ritorno improvviso e con un preavviso nullo fatto dagli Sleep nel 2018 o al terzo full length dei Possessed uscito a ben trentadue anni dagli ultimi inediti contenuti nell’Ep The Eyes of Horror. Ovviamente non si parla solo del mero rilascio dei lavori sopra citati ma anche e soprattutto della loro qualità intrinseca, ancor più carica di sorpresa (in termini ovviamente positivi).
In questo 2020 la principale sorpresa è sicuramente l’ultimo lavoro dei Sepultura, Quadra, uscito il sette febbraio per Nuclear Blast. Già il precedente Machine Messiah aveva sorpreso più di qualcuno per la varietà delle canzoni presenti, le quali da scariche Thrash/Hardcore passavano con una certa disinvoltura verso sonorità più melodiche, complesse e strutturate. A tre anni di distanza da quel buon lavoro possiamo dire con certezza che non si fosse trattato di un fuoco di paglia e che dopo una crisi durata parecchio tempo, i Sepultura attuali stiano vivendo un periodo parecchio positivo.
Quadra, che è il nuovo concept album della band brasiliana, si basa sul libro Quadrivium che ha particolarmente affascinato il buon Kisser il quale si è letteralmente perso nelle righe trattanti di musica, cosmologia, geometria e matematica… ed ecco sviluppate alcune tematiche parecchio interessanti e profonde come la politica o la religione.
Il disco è diviso in quattro parti e cominciando dalla prima possiamo benissimo sentire come sia la più irrequieta e frenetica. Sintetizzatori e cori ci introducono all’opener, un classico brano Thrash/Groove parecchio adrenalinico e feroce. Il primo trittico si dimena dunque fra accelerazioni Hardcore e rallentamenti, facendoci già capire alcune cose fondamentali: in prima battuta come Andreas Kisser sia visibilmente ispirato, visti i riffs incisivi che sfoggia (come in Last Time), in seconda istanza invece come il giovane batterista Casagrande sia un autentico cavallo di razza, con uno stile parecchio vario e dinamico dietro al suo drum kit; infine come pure Derrick Green, spietatamente criticato in passato, sia migliorato nel corso degli anni.
La seconda parte di questo concept complesso e ambizioso si apre con i Sepultura tribali che furono, accanto però a suggestioni etnico/orientali che fanno capolino a più riprese in altre canzoni, per poi tornare su lidi più familiari.
A Guardians of Earth è affidato il compito di aprire le danze nella terza parte: in meno di cinque minuti i Sepultura spingono sugli elementi nuovi del loro sound, coniugandoli perfettamente con la potenza e l’impatto del Groove Metal moderno. Menzione d’onore per Pentagram, che continua la scia positiva con una strumentale ricca di fantasia ed estro, con Kisser in stato di grazia.
Dopo tre parti variegate e vivaci, con la title track che altro non è che una breve intro di chitarra acustica, il compito di portare a termine l’album con le due canzoni finali. Agony of Defeat e Fear, Pain, Chaos, Suffering la band di Belo Horizonte si avvicina in lidi più melodici e leggermente meno incisivi, aprendosi e clean vocals ed in un duetto finale con la grintosa Emmily Barreto che chiude in maniera inaspettata un album ricco di sorprese.
Ricco di sorprese perché le orchestrazioni e i cori sono parecchio presenti e danno una sensazione di epicità e maestosità, tant’è che ironicamente ed esageratamente che possiamo pure dire che esso sia un disco dei Blind Guardian cantato da Green; in questo si aggiungono divagazioni dal sapore orientale in alcuni passaggi, certi tribalismi, addirittura qualche piccolo effetto elettronico e a degli assoli parecchio ispirati da Kisser che qui inanella alcuni dei suoi svisi più riusciti in oltre trent’anni di carriera: arrivati a questo punto mi pare palese che se rivolete i Sepultura degli anni ’80 e sonorità vicine alla vecchia scuola rimarrete tremendamente delusi perché qui non le troverete. Occhi aperti per la versione in digipack che contiene un secondo disco bonus Alive in Brazil.
Una degna prosecuzione di quanto fatto con il precedente, leggermente meno vario, ma più maturo e a fuoco: e mai come in questo caso, non posso che augurarmi che il detto “non c’è il due senza il tre e il quattro vien da sé” sia veritiero. Se tanto possa darci tanto, ne sentiremo veramente delle belle da parte dei Sepultura.

Voto:80/100

Tracklist:
1. Isolation
2. Means to an End
3. Last Time
4. Capital Enslavement
5. Ali
6. Raging Void
7. Guardians of Earth
8. The Pentagram (instrumental)
9. Autem
10. Quadra (instrumental)
11. Agony of Defeat
12. Fear, Pain, Chaos, Suffering (featuring Emmily Barreto)

LINE UP:
Derrick Green − voce
Andreas Kisser − chitarra, seconda voce
Paulo Jr. − basso
Eloy Casagrande − batteria, percussioni

Special Guest:
Bruna Zenti – violino
Kadu Fernandes – percussioni nel brano Capital Enslavement
Renato Zanuto – tastiere e orchestrazione nei brani Isolation, Means to an End, Capital Enslavement e Guardians of Earth
Francesco Ferrini – orchestrazione nei brani Last Time e Fear, Pain, Chaos, Suffering
Robertinho Rodrigues – basso acustico
Chorus Mysticus – cori
Jens Bogren – cori
Paulo Cyrino – effetti Dubstep nel brano Ali
Gunnar Misgeld – arrangiamento cori nei brani Isolation, Last Time, Guardians of Earth e Agony of Defeat
Emmily Barreto – voce femminile nel brano Fear, Pain, Chaos, Suffering

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Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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