N.N.M. – Neanderthal Noise Machine [EP]

N.N.M. – Neanderthal Noise Machine [EP]

N.N.M. – Neanderthal Noise Machine [EP]

TITOLO: Neanderthal Noise Machine
ARTISTA: N.N.M.
GENERE: Heavy / Speed Metal
ANNO: 2020
PAESE: Italia
ETICHETTA: Dying Victims Productions

I say nice boys don’t play rock ‘n’ roll, nice boys don’t play rock ‘n’ roll… I’m not a nice boy!
Scomodo nientemeno che gli storici Rose Tattoo per descrivere appieno la formula proposta da un terzetto d’eccezione. Un trio italianissimo, costituito da tre personaggi attivissimi nel nostro underground, provenienti dalle più disparate realtà. BlasphemophagherBuio OmegaWitchunter, giusto tre nomi associabili ad Alimai (batteria / voce principale) Bastard (basso) ed Ace (chitarra), musicisti mostruosamente sul pezzo e decisi più che mai ad annichilirci a suon di puro, FOTTUTISSIMO rock n roll. Perché quel “fottutissimo” in maiuscolo, mi chiederete? Presto detto: con i N.N.M. si fa dannatamente sul serio, riportando in auge la lezione di LemmyEddie Philty Animal, facendoci capire quanto quel mondo, quello dei Motörhead più sanguigni e scapestrati, non sia ancora andato (del tutto) perduto. Parliamo di un EP di sei tracce, semplicemente intitolato Neanderthal Noise Machine, il cui sound è basato in maniera oltranzista sui pilastri della NWOBHM più veloce e sguaiatamente punk (Venom e Tank su tutti) senza dimenticare l’importanza ed il peso di band storiche come gli AC/DC più settantiani ed appunto i già citati Rose Tattoo. Con gli Assi di picche londinesi a vegliare accuratamente sulla compagine, ovviamente. Un lavoro che sin dal punto di vista puramente visivo si presenta più che bene, mostrandoci una bella copertina firmata nientemeno che da Paolo Girardi, già autore di artwork per bands del calibro di HellwellInquisitionMystifier e Manilla Road, giusto per citare qualche nome altisonante. Un artista la cui mano rappresenta in pieno, con tre teschi su sfondo nero, quel che i N.N.M. vogliono comunicare con la loro musica. Bad to the bone, ribelli, grezzi, alla buona, senza star troppo a pensare o a riflettere. Ogni brano di Neanderthal Noise Machine trasuda passione ed attitudine da ogni nota, andando a delineare un quadro decisamente adatto a descrivere quel che il mondo del Rock n Roll sia tutt’oggi e sia sempre stato: ribellione ed energia, scomodità, storie di vita vissuta al limite, sbronze deliranti, sesso. Nonostante qualche figlio di papà cerchi di farvi apparire questo genere musicale come sdoganato, alla portata di tutti, attento al “politicamente corretto” ed altre amenità, i tres hombres delle caverne arrivano a picchiare durissimo, mostrandovi il vero volto della baldoria autentica, da codice rosso ed a luci rosse. Vi basterà tuffarvi nel mondo dei Nostri, per capire quanto la grezzaggine qui regni sovrana. Quella proposta in questo EP è musica selvaggia, proveniente direttamente dal fegato di ogni musicista coinvolto. Buttatavi in faccia senza filtri, senza accorgimenti, senza voglia di addolcirvi la pillola. No, maledetti son of a bitch, qui non siamo alla festa dell’oratorio o al circolino dove suona l’allegra banda di amichetti. Stiamo folleggiando con in mano una bottiglia di Jim Beam  a bordo di una moto, correndo per strada, alla ricerca di qualcosa che infiammi una notte della quale non ricorderemo nulla ma per la quale verremo ricordati. Roba che scotta, demoni pronti ad essere liberati per combinare un gran casino.  A cominciare dalla chitarra graffiante e muscolare di Ace, capace di lanciarsi in riff ed assoli degni del miglior Eddie Clarke, degna compagna del basso martellante di Bastard e della scatenata batteria di Alimai, il quale con la sua voce al whiskey dà il cosiddetto “colpo di grazia” ad ogni pezzo, rendendolo perfetto nel suo essere. Basterebbe la sola Caligula per farci capire ciò a cui stiamo andando incontro: l’anno pare essere il 1979 ed il brano direttamente uscito fuori da un Overkill qualsiasi, fomentante a livelli stratosferici. La successiva Snorting Shit on your Tits accelera notevolmente, andando a strizzare l’occhio ai più selvaggi Venom, pur mantenendo intatta l’impronta à la Motörhead la quale ritorna ancor più marcata in Rolling Through the Night. In una montagna russa come impazzita si ritorna a picchiare durissimo in Dirty Jailbait Asshole per poi “rilassarsi” ( si fa per dire!!) in Red Light Streets, concludendo con un vero e proprio inno ai TankWild Dirty and No Remorse. Sei brani capaci di ricordare al mondo cosa significhi suonare in un certo modo, proponendo una sanissima attitudine… “wild, dirty and no remorse”, per l’appunto. Perché pur mostrando fieramente i propri numi tutelari e non facendo nulla per nascondere le loro radici, i N.N.M. ci donano una delle prove più autentiche e schiette dell’odierno panorama Metal italiano. Un gruppo che tributa con le viscere&budella il proprio amore per un certo tipo di musica, facendolo in maniera talmente veritiera e scalcinata da non poter certo passare inosservato. In un “momento storico” in cui Metal e Metallari sembrano aver dimenticato quanto sia bello essere folli e soprattutto pronti a far casino, preferendo l’apparenza alla sostanza, ben venga Neanderthal Noise Machine. Che con i suoi testi scomodi in stile The Mentors, con la sua musica bestiale, viscerale, ci ricorda ancora cosa voglia dire divertirsi senza troppi pensieri o attenzioni.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  VOTO: 100/100

TRACKLIST:

1. Caligüla
2. Snorting Shit on your Tits
3. Rölling through the Night
4. Dirty Jailbait Asshöle
5. Red-light Streets
6. Wild, Dirty & No Remörse

LINE UP:

Alimai
– Batteria, voce principale
Bastard – Basso, backing vocals
Ace – Chitarra, backing vocals

WEB:

N.N.M.

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marek

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