MELANGIA – Rèquiem

MELANGIA – Rèquiem

MELANGIA – Rèquiem

TITOLO: Rèquiem
ARTISTA: Melangia
GENERE: Melodic Doom Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Spagna
ETICHETTA: Negre PlanY

In questa puntata ci occuperemo di un’opera in atto unico suddivisa in sette movimenti. Gli autori di tale compendio artistico sono i catalani Melangia, nome che si traduce senza troppi giri di parole come «Malinconia» e questo ci permette all’istante di comprendere quale sarà l’indirizzo stilistico di ciò che ascolteremo (semmai non fosse sufficiente l’indizio fornito dall’eloquente e minimalista artwork). La band nasce dalle ceneri di un precedente progetto che aveva mosso i suoi primi passi agli inizi degli anni novanta; dopo la fine del sodalizio artistico dei Mortal Mutilation (correva l’anno 1994) alcuni membri lavorano insieme all’ultima traccia composta dalla band estinta, cambiandone le caratteristiche un poco alla volta nel corso degli anni fino a modificarla per intero. La nuova vita del progetto giunge a compimento nel 2010 per volere di Carlos e Darshan, entrambi chitarristi dei fu Mortal Mutilation ai quali si aggiunge, in fase di registrazione, il batterista Thrash’et (anch’egli riemerso dalle ceneri della medesima band). Una volta ultimate le fasi iniziali della registrazione di quello che sarà il debutto ufficiale della nuova band, Darshan si occupa della stesura dei testi e il compito di dar loro corpo viene affidato al cantante e bassista Fiar (Foscor, Graveyard, Dawn Ov Hate). L’album così completato è un omaggio al Doom Death Metal classico dei primi anni novanta. Come scrivevamo in apertura, questa una Metal Opera in atto unico suddivisa in sette movimenti; la scaletta prevede la sola title-track dell’album (che ritroviamo come titolo anche per il settimo e ultimo movimento del concept) e a sua volta è composta da sette sotto-tracce legate insieme da un fil rouge narrativo preciso. Detto questo possiamo far scendere le luci in sala, creare la giusta atmosfera e lasciare che a parlare siano voce e strumenti. C’è un’aria densa di fumi tossici e neri, pregna di inquietudine, carica di emozioni negative che si libera lentamente fino a raggelare qualunque cosa dia segni di vita e positività. La Mort, primo movimento, un passaggio in una landa desolata; echi spettrali e malignità originata dalle profondità della terra. Stacco acustico, con un vecchio piano stanco che sembra parlare alle ultime foglie ingiallite. Descomposiciò Dels Pensaments, secondo movimento. Il principio della distruzione. Secondo stacco, elettrico e acido, lento e soporifero, secondo cambio di scena. Tristesa getta a terra la più cupa delle desolazioni lasciando mano libera ad un misto tra caos e suoni ipnotici. Un cammino onirico dal passo felpato e pesante allo stesso tempo. Fino a questo punto tutte le tessere del mosaico si incastrano con precisione quasi maniacale ma basta poco per non riuscire più a distinguere i passaggi da uno all’altro (sotto) brano della title-track. La amalgama diventa talmente liquida e viscida da non dare il tempo di capire dove inizi e finisca il movimento che si stava ascoltando e dove parta quello successivo, non ci sono più stacchi precisi che creino l’unione e diano modo di seguire il resto della storia in musica che viene narrata (a parte per un frangente “atmosferico”quando mancano circa sette minuti alla fine del disco e quindi alla conclusione dell’ultimo quadro) : Temps Endavant, Temps Enrere, Èxtasi, Viatge A La Llunyania e Rèquiem scorrono rapidamente, troppo rapidamente, confondono, traggono in inganno, lasciano addosso la sensazione di non aver capito la suddivisione fino in fondo, scatenando un certo senso di amarezza… Ma forse, a voler vedere, era proprio questo l’obbiettivo finale?

VOTO: 80 / 100


TRACKLIST:

Rèquiem:

I. La Mort
II. Descomposició Dels Pensaments
III. Tristesa
IV. Temps Endavant, Temps Enrere
V. Èxtasi
VI. Viatge A La Llunyania
VII. Rèquiem


LINE-UP:

Theash’et – Batteria
Darshan – Chitarra
Carlos – Chitarra / Effetti
Fiar – Voce / Basso

WEB:

Bandcamp

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daniele_vasco

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