IKU-TURSO – Pakana

IKU-TURSO – Pakana

IKU-TURSO – Pakana

TITOLO: Pakana
ARTISTA: Iku-Turso
GENERE: Black Metal
ANNO: 2020
PAESE: Finlandia / Olanda
ETICHETTA: Wolfspell Records

Narra il Kalevala: «Dall’Oceano emerse un gigante, / Il forte Turso, alto e robusto, / Pigiò saldamente tutte le erbe, / Che le fanciulle avevano rastrellato, / Quando accende un fuoco in loro, / E le fiamme si proiettano al cielo, / Fino a ridurre le andane in cenere, / Solo la cenere adesso rimane / Delle erbe radunate assieme. / Nelle ceneri delle andane, / Il gigante tenere foglie pone, / Nelle foglie pianta una ghianda, / Dalla ghianda, rapidamente germogliata / Nasce la quercia, alta e imponente, / Dalla terra nutrita dalle ceneri, / Nuovamente rastrellata dalle naiadi; / Si propagano molti rami della quercia / Si circonda di un’ampia corona, / Cresce al di sopra delle nubi tempestose; / Distende lontano i suoi rami, / Ferma le bianche nuvole nel loro percorso / Coi suoi rami nasconde la luce del sole, / Con le sue molte foglie, i raggi lunari, / E la luce del sole muore in cielo.». Il Forte Turso, colui che vive sul confine, il bue di Tuoni, la morte, il dio della guerra, colui dalle mille teste, colui dalle mille corna, il Padre delle Nove Malattie… Iku-Turso. Un mostro marino appartenente alla mitologia finnica che ricorda altri giganti e mostri legati ad altre mitologie e culti. Ma ciò che a noi interessa è come questa creatura sia legata all’espressione musicale di un gruppo che ispirandosi ad esso per il nome, ne ripercorre i passi, liberando a sua volta tutta quella carica maligna e quella potenza ancestrale a lui infuse dal mito. Gli Iku-Turso sono una band Black Metal nata tra Finlandia e Olanda nel 2017. La loro impronta riprende le gesta della seconda ondata del Black Metal europeo e le restituisce sotto una nuova luce, intrisa di una fredda, magica, antica e oscura atmosfera. Dopo un primo full rilasciato nel 2017 (The Great Tower) a cui hanno fatto seguito uno split (Ikuinen Tuli, 2018), un EP (Storm Over Isengard, 2019) e un secondo split (Ikuinen Kuolema, 2020), a Maggio di quest’anno, il gruppo ha pubblicato il suo secondo album: Pakana; un concept-album  che narra del viaggio di un guerriero pagano nell’inesorabile landa selvaggia dell’Antico Kainuu ai tempi degli Antichi Dei. Una storia che si snoda in nove capitoli: tutto ha inizio quando il giovane protagonista, dal cuore apparentemente immortale si imbarca in un viaggio per una battaglia dalla quale esce trionfante; lo seguiamo poi nel suo cammino per tornare al suo villaggio natale. Qui l’amara sorpresa, il villaggio è stato dato alle fiamme, tutto è andato distrutto. Il giovane si ritrova costretto a seppellire i suoi cari e medita vendetta. Parte nuovamente alla ricerca dei responsabili e dopo aver placato la sua ira inizia a vagare accecato dal dolore e dalla disperazione. Schiavo di quei sentimenti, si ritrova senza rendersene conto nel deserto. Questo viaggio lo aiuterà a scoprire il suo vero io e trovare finalmente conforto fino alla fine dei suoi giorni. La prima parte del racconto viene affidata alle tracce Kuolematon, Bellum e Ashes; tre pezzi che oltre che essere legati dal racconto sono uniti anche dall’arrangiamento che parte dalla prima traccia e attraversa le altre due senza creare stacchi ma aggiungendo di volta in volta nuovi elementi che vanno a colorare con svariate tonalità il quadro che la band dipinge. La velocità di basso e batteria e la ferocia di chitarra e voci si fondono con le pennellate della tastiera in una alternanza di fuoco e gelo che liberano nell’aria atmosfere cariche di rabbia e odio ma che si confondo che soavi aperture in lontananza fino ad arrivare ad un improvviso rallentamento che lascia maggiore spazio ad echi orchestrali e onirici che culminano nella desolazione che il protagonista trova al suo ritorno nello scoprire che il suo villaggio era stato assaltato e che i suoi cari erano periti tra le fiamme. La seconda parte della storia, sul piano musicale, ha la sua partenza con Ultionis e Funus nella quale si viene investiti dalla disperazione e dalla rabbia che rapidamente si impossessano del guerriero e dalla sua ricerca dei responsabili dei quali si vendica per poi tornare al villaggio e seppellire le vittime; una parte della storia molto sofferta che viene accentuata dai ritmi più grevi, dalla chitarra più affilata, dalle vocals più acide e gutturali e dai repentini cambi di tempo e commenti della tastiera.  La terza e ultima parte del racconto viene affidata a due strumentali (Suru e Itse, rispettivamente sesta e ottava traccia) a Wandered e la conclusiva Solace. Vagando nella natura selvaggia, un uomo picchiato con niente da perdere se non il suo Henki (Spirito), brandendo ciò che resta del suo Luonto (la sua natura), cercando di capire e scoprire il suo Itse (Se stesso). Un passaggio introspettivo e denso di significati spirituali che affondano nell’analisi di ciò che una guerra si trascina dietro e su quello che toglie mentre il nuovo viaggio (che diverrà poi l’ultimo) del protagonista ha inizio. Un passaggio visto attraverso un percorso musicale sfaccettato che va da un Folk armonioso intriso di solennità (Suru) ad un mix tra Folk e Black dagli echi pagani (Wandered) ad un secondo stacco Folk più tetro ed etereo (Itse) ad una chiusura violenta e sofferente (Solace) in cui trovano spazio accompagnamenti delicati e aperti che si insinuano tra le fessure lasciate aperte dagli squarci della voce e i fendenti della chitarra.

Un album che abbiamo provato a raccontarvi così come ci è stato raccontato e così come l’abbiamo ascoltato e per cosa ci ha trasmesso. O almeno ci abbiamo provato. L’unica cosa che potete fare (e vi consigliamo vivamente di farla) e avere tra le vostre mani questo disco, farlo partire, chiudere gli occhi e lasciarlo parlare nel più assoluto silenzio.

VOTO: 85 / 100

TRACKLIST:

  1. Kuolematon
  2. Bellum
  3. Ashes
  4. Ultionis
  5. Funus
  6. Suru [Instrumental]
  7. Wandered
  8. Itse [Instrumental]
  9. Solace

LINE-UP:

Sovereign Ikuinen Kainuun Korpituli – Voce / Chitarra / Basso
F. Of The Hidden Dark Lands Of The North – Voce / Tastiere
Lafawijn The Heretic – Voce
Myrrys The Unforgiving – Batteria
Ruto Of The Underworld – Basso

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