HUMAN DECAY – Mefitico

HUMAN DECAY – Mefitico

HUMAN DECAY – Mefitico

TITOLO: Mefitico
ARTISTA: Human Decay
GENERE: Death Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: MASD Records

Cantare in lingua madre è una scelta coraggiosa, a prescindere dal paese da cui si proviene. L’utilizzo dell’inglese come “lingua franca” del Rock e del Metal, dopo tutto, è uno dei must delle scene di ogni dove; ed infrangere questa regola non scritta può portare sicuramente qualche critica di troppo, da parte di un addetto ai lavori troppo pignolo. Ci tengo a tranquillizzare immediatamente gli Human Decay, non è questo il mio caso: delle questioni di principio o delle imposizioni, francamente, non me n’è mai importato più di tanto. Ben venga dunque la scelta di donare a Mefitico, questo il titolo del loro ultimo lavoro in studio, una veste tutta tricolore. Soprattutto se l’oggetto preso in esame dai testi è la società in cui viviamo. Una società non troppo “in generale” e più tricolore di quanto pensiamo, almeno stando alle lyrics di – brano a caso – Patto con il Demonio: “qui piove omertà, s’affoga in povertà – ogni partito è un tritacarne, spartiscono, s’ingozzano… paghi, guardi e resti in disparte, ma ti spolpano!” Sinceramente? La prima immagine a stagliarsi nella mia mente è stata l’ennesima rissa nel nostrano parlamento. Dunque, che senso avrebbe avuto optare per un inglese “banale”? Con il rischio concreto di standardizzare le critiche rivolte, facendo risultare ogni brano come anonimo? L’ennesima “critica alla società” alla maniera di centinaia di altre band, disperdendo il contesto in un mare di piattezza. Proprio per questi motivi trovo che uno dei punti a favore di questo Mefitico nonché dello stesso quartetto sia proprio la rabbia espressa in lingua madre, rendendo il messaggio più vero e roboante, oltre che perfettamente comprensibile ai loro conterranei. Non che dietro l’arte dei Nostri sussista la voglia di fare propaganda o catechismo, tutt’altro. Quelli che troviamo possono essere ottimi spunti di riflessione, messaggi al vetriolo, un’opinione scomoda alla quale approcciarsi con curiosità. La Storia ce lo insegna, dai Ratos de Porão  ai Cripple Bastards: non si deve mai rinunciare alla scelta di esprimere la propria rabbia con le parole che adoperiamo ogni giorno, proprio per non diluirla e non sprecare neanche una goccia di foga e trasporto. Cosa odiano gli Human Decay? Quel che rende il nostro paese non ciò che dovrebbe essere, bensì una latrina di malaffare e corruzione, di perbenismo ed ipocrisia. Difetti che non subiscono filtri e vengono dunque denunciati a suon di italiano verace, schietto, per nulla poetico od accomodante. Veniamo bersagliati continuamente, brano dopo brano, da un torrente di lame e rabbia in perpetua piena, desideroso di sommergere tutto e tutti. Proprio come se la diga dell’omertà fosse saltata in aria e la verità, l’atroce, terribile verità, stesse distruggendo con il suo impeto crudele ogni ostacolo sul suo cammino. Ogni brano ricalca alla perfezione, musicalmente, quanto fino ad ora asserito: un Death Metal abbastanza fedele alle origini pur risultando mitigato da una vena Thrash, la quale rende il sound meno pesante e grandguignolesco e più aperto verso passaggi meno pesanti ed asfissianti. L’abrasività generale non ne risente ed anzi il sound risulta di per sé molto grosso e corposo, rendendo questo disco sicuramente interessante per qualunque appassionato di musica dura. Impegno non indifferente e suono spacca-timpani: Mefitico ha sicuramente tutte le carte in regola per farsi dare un ascolto ed anche più di uno. Qualora abbiate poi voglia di sfogarvi e provare un po’ di sanissima incazzatura in compagnia degli Human Decay, sicuramente troverete in questo platter più di qualche spunto di riflessione e scintille per accendere la miccia.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  VOTO: 78/100

TRACKLIST:

1. Abusami
2. Patto con il demonio
3. Giuda
4. Aride note
5. Disgustoso
6. Verme!
7. Niente da perdere
8. L’abisso

LINE UP:

Michele Giromini – Bass
Mattia Mornelli
– Drums
Francesco Belloni
– Guitars, Vocals
Jessica Agostini
– chitarra

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marek

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