CLAUDIO SIMONETTI’S GOBLIN – The Devil Is Back

CLAUDIO SIMONETTI’S GOBLIN – The Devil Is Back

CLAUDIO SIMONETTI’S GOBLIN – The Devil Is Back

TITOLO: The Devil Is Back
ARTISTA: Claudio Simonetti’s Goblin
GENERE: Progressive Rock
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Deep Red

Quella di Claudio Simonetti è stata una carriera più unica che rara e la stessa cosa si può dire della sua band per antonomasia, i Goblin. Dopotutto, la Storia ce lo insegna: non capita a molti di essere ingaggiati per la partecipazione ad una colonna sonora di un film senza aver ancora pubblicato qualcosa, raggiungendo subito dopo un successo che con i decenni si è cementato in un piccolo culto. Una storia singolare quindi, che dai fatati vagiti del Progressive Rock nostrano guardava alla Dark Music che ben si amalgamava alle atmosfere horror, all’elettronica sperimentale e ad altre influenze musicali che hanno spesso reso dinamico il cammino musicale di questo artista, della sua band. Dopo varie decadi da quell’esordio iconico, tra altri alti e bassi, il buon Simonetti negli ultimi anni si imbarca in questa nuova avventura che richiama il suo celebre passato. Dopo alcune compilations nel quale il nostrano Keith Emerson delle tenebre rileggeva, in maniera alquanto pedissequa, un nutrito numero di classici dei Goblin, ecco che finalmente si presenta con un lavoro di inediti; ed il risultato, lo diciamo subito, è di buon livello.
Ovviamente, arrivati a questo punto è difficile che un’artista possa compiere ancora miracoli… ma al tempo stesso abbiamo un lavoro ispirato, seppur non esente da qualche critica che si spera risulti costruttiva.
Possiamo dire immediatamente che il trademark Goblin sia presente sin da subito nei solchi di questo lavoro, anche se non manca qualche piccola novità: le atmosfere Dark e angoscianti sono accantonate quasi del tutto, per dar spazio a delle più eleganti atmosfere gotiche e decadenti che purtroppo a volte si ripetono un po’ troppo spesso, non risultando incisive come dovrebbero e trasformando una Agnus Dei come un mero esercizio di stile.
In tutto questo, quando il gruppo vira su sentori “polizieschi”, vediamo la nascita di quelli che sono a parer mio i suoi episodi migliori: l’ipnotica Drug’s Theme con la ritmica saltellante e quel riff di chitarra e organo ripetuto incessantemente e la funkeggiante The Devil Is Back si dimostrano essere dei piccoli classici, innestandosi molto bene nelle scalette live del gruppo riuscendo a non sfigurare affatto in mezzo agli altri classici proposti nelle set list. Brain Zero One è un altro brano che oltre ad aprire ottimamente il disco, con le sue pulsazioni Hard Prog, è diventata un’ottima opener in sede live, alla quale la successiva Revenge fa il filo.
Neverland ahimè risulta essere un mero filler, nel quale l’ottimo assolo finale del chitarrista non riesce a salvare il brano, mentre in Solitude, grazie a delle tastiere decisamente più affascinanti, l’assolo dagli echi Gilmouriani di Bruno Previtali viene esaltato, trascinando il brano alla migliore delle conclusioni possibili.
La suite in due parti di Chi? invece lascia un po’ interdetti per la sua ambivalenza. Da una parte interessante, con le linee di basso di Cecilia Nappo parecchio indovinate ed azzeccate, innestate particolarmente bene con l’armamentario di tastiere, moog e synth vari suonato dal maestro delle tenebre. Un Simonetti che sfoggia delle brillanti improvvisazioni sognanti dal vago sapore jazzistico, sicuramente sul pezzo. D’altro canto troviamo una seconda parte non altrettanto riuscita e con poco carisma, che si dimentica in fretta. A Saint Ange il compito di chiudere le danze, un pezzo Hard Prog articolato e complesso, fra cori (i quali pervadono molti episodi del disco) affiancati dalla seconda metà da riffs rocciosi che introducono una serie di svisi del maestro delle tenebre, puntellati dalla bassista.
Alla fine della fiera, rimane da dire che abbiamo un album suonato e registrato dannatamente bene, che al netto di pochi filler mostra un pugno di canzoni solide ed ispirate. Simonetti è il protagonista assoluto, spadroneggiando dietro al suo armamentario strumentale, sebbene gli episodi migliori risultino quelli nei quali il Maestro concede più spazio ai suoi ottimi comprimari. Il buon Bruno Previtali si dimostra essere un chitarrista talentuoso e soprattutto dotato di un certo gusto per gli assoli, mentre la sezione ritmica è quella che sorprende più in positivo di tutte. La scelta di aver preso due musicisti parecchio giovani come Cecilia Nappo (che si mette in mostra a più riprese con il suo basso) e Federico Maragoni (potente e fantasioso dietro al suo drumkit) ha pagato e donato al tutto una vivacità e potenza alla sezione non indifferente.
Speriamo che questa line up parecchio affiatata duri, visti anche gli ottimi live act; parimenti, speriamo che questo ritorno del diavolo non sia altro che il primo atto di una serie di lavori interessanti. Non per forza bisogna sempre pescare dal proprio glorioso passato, dopotutto.

Voto:75/100

Tracklist:

01. Brian Zero One
02. Revenge
03. Drug’s Theme
04. Agnus Dei
05. The Devil is Back
06. Neverland
07. Solitude
08. Chi?
09. Chi? Parte Seconda
10.  Saint Ange

LINE UP:

Claudio Simonetti – Tastiere
Bruno Previtali – Chitarra
Cecilia Nappo – Basso
Federico Maragoni – Batteria

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Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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