CIRITH UNGOL – I’m Alive

CIRITH UNGOL – I’m Alive

CIRITH UNGOL – I’m Alive

TITOLO: I’m Alive
ARTISTA: Cirith Ungol
GENERE: Epic/Doom Metal
ANNO: 2019
PAESE: Usa
ETICHETTA: Metal Blade Records

Per festeggiare l’uscita del quinto lavoro in studio di questa leggendaria band americana, rispolveriamo un loro live pubblicato lo scorso anno, in attesa di entrare in possesso di una copia di Forever Black da sviscerare per bene.
Quello dei Cirith Ungol nel 2016 è stato un ritorno sorprendente e quanto mai insperato: difficile immaginare come una band sempre ai margini della stessa scena Epic Metal e tra gli alfieri della parte più oscura e underground del genere potesse tornare alla ribalta. Invece, nonostante il loro status di cult band “sotterranea” ma paradossalmente anche grazie alla fama (relativa) che si sono guadagnati nel tempo grazie al capolavoro di King of the Dead (1984, ristampato in una sfiziosissima Ultimate Edition nel 2017) e ad un altra triade di lavori di buon livello, riecco i Nostri in grande spolvero e soprattutto dediti ad un’attività live abbastanza intensa, mettendo a ferro e fuoco soprattutto la Germania e la Grecia che nel corso dei decenni si sono dimostrate nazioni fedelissime all’Epic Metal ed in generale al Metal più classico. Prediligendo soprattutto festival importanti, ecco che in questo doppio live si raccolgono le canzoni tratte dall’Up the Hammers, avvenuto nella capitale greca tra il 26 ed il 27 maggio 2017.
Il contenuto di questo live altro non è che la storia stessa di questa band, con un ottimo sunto della loro carriera durata l’arco di quattro album in studio, con una scaletta parecchio intelligente che va a pescare i loro brani migliori dei rispettivi album. Lo stile del gruppo è piuttosto singolare rispetto alla maggior parte della scena Epic Metal e ha sempre guardato con vivo interesse ad un certo Hard Rock in voga negli anni ’70, amalgamando quest’ultimo talmente bene il Doom Metal, che tra ritmiche tetre, atmosfere angoscianti e un rifferama greve e distorto, oltre ad una serie di pezzi parecchio articolati e ricchi di parti soliste che guardano con vivo interesse al Progressive, possiamo ben capire come il tutto risulti estremamente eclettico e personale. Per certi versi vicino ai Black Sabbath più luciferini, ai Led Zeppelin più bucolici o ai Manilla Road più misteriosi.
Tra la sezione ritmica che svolge un ottimo lavoro nel rendere certe ritmiche pigre interessanti e dar vigore nelle parti veloci, con una nota di merito per il lavoro svolto dal bassista e le chitarre rocciose e grintose capaci di pennellare ottimi assoli melodici, possiamo dire che la performance della band sia veramente molto buona e sentita. Tim Baker lo lascio volutamente per ultimo: non sono più gli anni ’80, il tempo passa per tutti, lui non è più un ragazzino e seppur non abbia una voce così graffiante come nei suoi anni migliori, c’è da dire che sa difendersi parecchio bene mantenendo un timbro sempre molto stridulo ed arcigno, il quale (anche questa volta) gioca il ruolo di croce e delizia del gruppo.
Le canzoni sono quindi  tirate a lucido anche grazie ai suoni potenti e vigorosi, non artificiosamente pompati e piatti: stupisce come una registrazione live da parte di una band di culto abbia una registrazione e produzione decisamente migliore di tre quarti delle uscite degli ultimi anni, la speranza è quella che più di qualcuno prenda esempio dai Cirith Ungol sotto questo fronte.

L’unica vera pecca, se vogliamo (ma è come cercare il proverbiale pelo nell’uovo) è la completa mancanza di un qualche inedito, cover o magari di qualche improvvisazione: la Toccata in Dm si sarebbe prestata bene a ciò, a mio avviso.
Per tutti i fan della band questo live è praticamente obbligatorio ma esso può considerarsi anche un ottimo inizio per chiunque non conoscesse i Cirith Ungol e volesse dunque una panoramica circa il meglio di quanto i Nostri abbiano prodotto.
Un live che ci fa vedere come questa band sottovalutata sia in una forma decisamente buona, soprattutto rispetto a nomi storici ben più famosi e blasonati che ormai vivono veramente solo di rendita per il loro meraviglioso passato e poco altro.

Voto:85/100

Tracklist:

01. Intro
02. I’m Alive
03. Join the Legion
04. Atom Smasher
05. Edge of a Knife
06. Blood & Iron
07. Black Machine
08. Frost and Fire
09. Finger of Scorn
10. Chaos Descends
11. Doomed Planet
12. Chaos Rising
13. Fallen Idols
14. Paradise Lost
15. Master of the Pit
16. King of the Dead
17. Cirith Ungol

LINE UP:

Tim Baker – Voce
Jim Barraza – Chitarra, cori
Greg Lindstrom – Chitarra, cori
Jarvis Leatherby – Basso, cori
Robert Garven – Batteria, percussioni

WEB:
Facebook

 

 

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *