CELEPHAÏ S – The Obscure Sibyl

CELEPHAÏ S – The Obscure Sibyl

CELEPHAÏ S – The Obscure Sibyl

The Obscure Sinyl FrontTITOLO: The Obscure Sibyl
ARTISTA:
Celephaïs
GENERE:
TechnicalDeath Metal
ANNO:
2019
PAESE:
Italia
ETICHETTA:
Indipendente

Allora bella gente, oggi voglio iniziare con qualcosa di divertente. Perché zio Wolf non è solo nichilismo esistenzialista violento ed alcolico, è anche un tipo simpatico ed ironico ok? Bene allora ecco: ci sono due tipi che entrano in un ristorante e vengono multati perché c’è ancora la quarantena e puoi ordinare solo da asporto. Bene, ottimo, adesso però basta umorismo che la vita fa schifo ed esistere equivale a tormento e ragazze che chiamano i carabinieri in lacrime soltanto perché esisti. Torniamo al nostro forte: il nulla. No cioè, volevo dire: la musica. Oggi abbiamo un’altra uscita targata Void Studio e quindi mi sento bene. Per chi ancora non lo sapesse il Void Studio di Siena è un radicale e “gnarlyssimo” studio di registrazione underground e con le mie lodi non c’entra nulla che Leonardo Bellavista sia mio amico e compare nei Burial. E lasciate perdere anche il biglietto da 50 euro che mi sto intascando ora. Oggi abbiamo i Toscani Celephaïs con il loro EP: The Obscure Sibyl. Come ben saprete se siete fra quelli a cui rompo le palle sui social con il mio spamming, la roba Lovecraftiana ed il Death Metal sono cose che divoro. Quindi non ho esitato un attimo a tuffarmi in questa pozza di protoplasma incandescente per drenarne l’orrore fino ad esserne completamente congiunto (inserire battute sulla Fase 2 della quarantena qui). La band produce un Death Metal tecnico a tratti progressivo, di fattura moderna e con una propensione per l’elaborazione delle melodie piuttosto che col riempire di note i riffs. Ne risulta dunque una strutturazione chiara, una narrativa fruibile al servizio di un voler raccontare una storia in musica. Sono una band giovane formata da giovani. A parte Francesco Fambrini che è vecchio e talvolta frequenta brutta gente dai soprannomi tipo Black Wolf. Ma chi è che si chiama Black Wolf nel duemilaventi dai! La proposta comunque non sembra essere influenzata dall’età dei componenti che hanno tutti alle spalle una solidissima formazione musicale. Certo, è chiaro ed evidente che loro abbiano studiato invece di ubriacarsi per strada collidendo con vecchi, animali, scale e macchine cantando i Mosh Angel, maledetti nerds. L’EP si compone di una intro strumentale e di tre brani, due dei quali già presenti nella demo “From Beyond” del duemilasedici. Le registrazioni sono state eseguite presso il Void Studio ma il mixing ed il mastering sono stati diligentemente prodotti da Francesco Paoli, Francesco Ferrini e Marco Mastrobuono (componenti di Fleshgod Apocalypse e Hour Of Penance) al Kick Recording Studio di Roma, studio ed agency in attività dal duemilaotto.

Il disco si apre con la intro The Eldritch Dark, strumentale di un minuto che lascia trasparire le sonorità che ci attendono. I toni sono particolarmente taglienti, estremamente definiti e senza dubbio contemporanei. C’è molta pulizia, ed essa viene fuori fin da subito in The Aeon Of Death, prima vera traccia nonché inedita dell’EP. Come ho anticipato, l’impronta dello storytelling si evince molto bene dalla scelta sia dei tempi dei riffs, sia dalla struttura in cui essi sono incastonati. Non c’è una particolare voglia di disallineare i pezzi di questo puzzle musicale, la struttura è chiara e serve benissimo ai fini di suscitare un certo tipo di sentimenti durante l’ascolto. C’è una certa profondità negli spessi strati di The Aeon Of Death e quello che vi si annida è oscuro. Coerente col contesto la sezione solista. Solido il lavoro di Federico per quanto riguarda i growl, condivide l’apprezzamento con Emilio per ciò che riguarda il comparto chitarristico, senza macchia il drumworking di Emiliano, un po’ in sordina ma godibile il basso di Francesco. Un buon inizio, non c’è che dire. From Beyond invece parte veloce e mostra più tentacolarità tecniche, rievocando un certo vibe alla Sadist. From Beyond fa parte di una delle due tracce che hanno composto la precedente demo (intitolata appunto From Beyond) insieme a Vǫluspá, quarta ed ultima canzone e la non qui presente Sophia. E sinceramente parlando sentirle in questa nuova veste è davvero ottimo. Come detto, i tempi si stringono, gli sweep si infittiscono ed il caos striscia. Molto bella la melodia su cui è tessuto il solo, le ritmiche invece sono più incalzanti ma mai troppo dritte. La traccia scorre molto bene ed i suoi quattro minuti e venticinque secondi “se li bevemo” belli lisci e con piacere. Vǫluspá invece è la bestiola la dodici minuti che parte arpeggiata e con quel giusto tocco di synth e cori (eseguiti da Vanessa Grazzini) in sottofondo che per qualche motivo mi ricorda le colonne sonore di quei JRPG depressoni dove tutti i protagonisti muoiono. Qualche interferenza di campo delle distorsioni, come se esse fossero una creatura che cerca di invadere la nostra realtà e noto del solo di basso un po’ sneaky breeky ma decisamente fomentante. Una bestia di intro dalle melodie intense e scure. Poi si riparte con un giusto mix di riffing labirintico e distensione “narrativa”, il tutto fondato su delle basi intermedie, come dei piani esistenziali che compongono la loro esistenza divisi fra i tessuti di altri universi. Ovviamente non sto a ribadire cose come cura delle strutture compositive, cura dei suoni, precisione nell’esecuzione e così via, penso che siano scontate in un lavoro del genere. Altrimenti staresti ascoltando i NecroCommand. Sto facendo un po’ troppi riferimenti personali in questa recensione ma oggi boh mi sento molto “meta humor”. Ad ogni modo c’è ben poco da aggiungere per descrivere questa piccola suite di cosmico Death Metal tecnico. Se non per l’intermezzo che segna un ritorno atmosferico molto gradito e ben integrato nel mind set che la band ci porta ad avere. Un giorno capirò anche io cosa scrivo. In ogni caso la conclusione di questi dodici minuti lascia un’impronta di oscura consapevolezza, come la visione di esseri inconcepibili i quali dilaniano e torturano la tua mente con la più pura follia.

Un EP di lancio discreto e capace di suscitare un certo interesse. Le tematiche trattate nei testi non sono esclusivamente legate alla narrativa Lovecraftiana, come ad esempio in Vǫluspá, ovvero “La Profezia Della Veggente” per chi come me non capisce un cazzo di queste robe da Norreno. Vi consiglio strettamente di leggerli mentre al di sotto vi scorrono le canzoni, perché essi fanno parte dell’esperienza e sono necessari per goderne in maniera completa. Non ci sono troppi dubbi sulla validità tecnica dei componenti e le scelte stilistiche si rifanno ad un obiettivo che ora come ora è un po’ sottovalutato, ovvero quello di veicolare una storia. Il tutto reso e confezionato in maniera convincente anche per chi non mastica troppo di generi prettamente tecnici o progressivi. Per parlare di difetti bisogna scendere in campi di “preferenza”, perché oggettivamente parlando non c’è un gran ché su cui costruire una critica, sicché sta un po’ al gusto di chi ascolta. Non credo sia un capolavoro ma è un’uscita piacevole, non penso farà trend o influenzerà la scena ma è un’aggiunta discreta che va a bilanciare la variegatura offerta del panorama. Non mi fa esaltare come un pazzo ma alcune corde all’interno della mia testa hanno vibrato abbastanza forte, quindi credo che un voto medio/alto sia opportuno. Per il resto vi lascio a voi stessi, maturate l’opinione che volete al riguardo, basta che ascoltiate The Obscure Sibyl e lo facciate dandogli il giusto tempo.

VOTO: 70/100

Tracklist:

1. The Eldritch Dark
2. The Aeon of Death
3. From Beyond
4. Vǫluspá

Line Up

Federico Giusti – Voce e Chitarra Solista
Emilio Lucchesi – Chitarra
Francesco Mazzino Pietro Fambrini – Basso
Emiliano Burchi – Batteria

WEB:

Facebook

YouTube

Bandcamp

Black Wolf

black-wolf

Maniaco del Metal Estremo, musicista in Burial, Carrion Shreds e NecroCommand, avido macinatore di date e headbanger dal cervello bruciato.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *