BLOODSHED WALHALLA – Ragnarok

BLOODSHED WALHALLA – Ragnarok

BLOODSHED WALHALLA – Ragnarok

TITOLO: Ragnarok
ARTISTA: Bloodshed Walhalla
GENERE: Viking Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Hellbones Records

Quest’oggi tratteremo dell’ultimo lavoro in studio di una band nostrana proveniente dalla Basilicata, dedita ad un Viking Metal che più bathoriano di così… si muore! Parliamo nella fattispecie della creatura di Drakhen: i Bloodshed Walhalla. Un disco, Ragnarok, che ha sfiorato il capolavoro assurgendo a vero e proprio trionfo di sonorità epicheggianti. Come mai, vi stareste chiedendo? Beh, innanzitutto c’è da dire che l’ispirazione verso i capolavori di Quorthon è tale che ad un primo ascolto venga il dubbio di trovarsi dinanzi ad un “Nordland III” piuttosto che ad un altro album, ma guardando bene ci rendiamo conto che la qualità è tremendamente alta e va ad insidiare i due capitoli finali della saga dei Bathory, il che non è affatto poco, anzi tutt’altro!
Un disco che contiene solo quattro brani, ma dalla durata parecchio lunga. Dai dodici minuti scarsi di My Mother Earth, per giungere alla maestosa For My God che conclude il disco con ventisette minuti di musica epica e solenne. Nonostante l’estrema lunghezza delle quattro canzoni proposte, esse scorrono via con scioltezza e naturalezza, con un songwriting parecchio semplice ma dannatamente efficace ed evocativo: vi ricordate lavori come Hammerheart e Twilight of The Gods? Bene, prendeteli (compresi i rumori ambientali e le intro/outro abbastanza corpose) e trasportateli nel 2018 con una nota folkloristica in più; avrete in questo modo un’idea abbastanza precisa di quale sia il sound del platter.
Troviamo infatti un poderoso riffing di natura Epic/Viking che non esplode mai in virtuosismi vari e che insieme alle possenti ritmiche in mid tempo non si concede mai ad un’andatura frenetica, tranne che nella parte finale della già citata For My God, rendendola particolarmente concitata. Un lavoro di grande impatto, quasi come se un’esercito di vichinghi stesse marciando alla volta delle prossima città da saccheggiare. In questo, Scott Columbus ai tempi di Into Glory Ride continua a far scuola.
Una notevole impalcatura che sorregge i veri assi della manica di questo progetto musicale di Matera: le tastiere. Esse, che spesso disegnano trame folkloristiche le quali arricchiscono la proposta donando una certa personalità ai Bloodshed Walhalla, sono spesso protagoniste con le loro melodie pompose e trionfali, esecutrici di fanfare gloriose e trionfali che ben si sposano con la proposta sia lirica che musicale. Il tutto viene poi esaltato all’ennesima potenza dai vari cori e contro cori battaglieri e baldanzosi che, presenti in gran numero, fanno la differenza nel rendere realmente evocative queste canzoni. Il buon Drakhen si dimostra essere un vero e proprio stacanovista visto che si cimenta nell’uso di tutti gli strumenti, dietro al microfono con il suo screaming mai feroce come le compagini più estreme del genere, nei vari cori e pure dietro al mixer, con una registrazione ed una produzione che fanno il loro dovere in maniera onesta.
Uno stile nudo e crudo, con pochi e semplici elementi parecchio levigati ed incastonati molto bene fra di loro. Un’ora e passa di musica nella quale, seppur difetti la novità, sussiste il  crearsi di un viaggio ancestrale indietro nei secoli in un’epoca lontana fatta di onore, battaglie, inni agli dei, rispetto e venerazione nei confronti della natura.
Dietro ad una copertina affascinante si cela l’epica di Matera (che per dovere di cronaca nel 1043 vide al proprio interno l’insediamento delle popolazioni vichinghe che avevano invaso con sanguinolento successo il mezzogiorno italiano) e in questi solchi, nel loro piccolo, abbiamo una manifestazione culturale di questa città millenaria, che con il la sua storia e la sua cultura ha ispirato l’artista.
Se i Bathory vi mancano, se siete orfani dei due Nordland mai pubblicati e se le sonorità più epiche all’interno del Metal vi fanno urlare a squarciagola con il pugno alzato, beh… non esitate e fiondatevi su Ragnarok: difficile trovare di meglio, negli ultimi anni, in questo genere così fiero ed epico.

Voto: 85/100

Tracklist:
1. Ragnarok
2. My Mother Earth
3. Like Your Son
4. For My God

LINE UP:

Drakhen – Vocals and Choirs, Guitars, Bass, Keyboards, Electric Drums

WEB:

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Bandcamp

 

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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