ANTICO SEPOLCRO – Occultism

ANTICO SEPOLCRO – Occultism

ANTICO SEPOLCRO – Occultism

TITOLO: Occultism
ARTISTA: Antico Sepolcro
GENERE: Doom Metal / Stoner Rock
ANNO: 2020
PAESE: Italia
ETICHETTA: Indipendente

Poche cerimonie d’apertura questa volta, niente lunghe storie o preamboli, questa volta si va dritti al sodo; questo album è un tributo al grandissimo Paul Chain (al secolo Paolo Catena) e al suo primissimo EP, Detaching From Satan, rivisitato e totalmente riregistrato da zero, cercando di stare fedele all’originale. Questo disco firmato Antico Sepolcro (nome dietro al quale si cela il giovane chitarrista, bassista e cantante Mario Spano) viene presentato nel modo più semplice che ci sia:

«Questo album è dedicato al mio maestro d’arte Roberto Cimino, senza di lui non sarei mai stato ciò che sono. L’intero album è dedicato a lui, in particolare 17 Day. Il disco vuole essere una dedica al grande Sanctis Ghoram, grandissimo e unico cantante che era molto legato a Paul, che militò come formidabile singer nei Death SS, segnando la storia del Metal italiano. Il mixing non è perfetto poiché le master-tracks sono andate inspiegabilmente perdute, distrutte e questo è tutto ciò che è rimasto. Il disco è stato registrato da me con i pochi mezzi casalinghi a disposizione, praticamente dietro la porta chiusa della mia cameretta: tutti gli strumenti, suoni, voci, sono stati creati da me, da zero(ad eccezione di alcuni suoni originali del disco di Paul Chain). Non sono un grande cantante, ma Antico Sepolcro è tutto il contrario di una bella voce o di una perfezione sonora. Le ultime tracce sono di matrice sperimentale e folle: non per tutti».

Questa follia sperimentale si diffonde lungo tutto l’album, tra suoni sgraziati, distorsioni quasi al limite, tra Doom e Stoner, ipnotico, ripetitivo, confuso, lineare, tutto sembra fatto con una sola traccia, strumenti in primissimo piano e vocals che a stento giungono all’orecchio. Una cacofonia che invece di recare noia affascina e trasporta, operazione non certo facile, anzi, mai si era visto. L’iniziale Necromancy è la prova di come tutti i connotati elencati assumano una forma schietta e di come l’intero andamento del disco segua una sua personale logica che esula dagli schemi classici da potersi ritrovare nel Doom o nello Stoner, pur mantenendone le basi. Altra caratteristica che viene messa subito in luce dall’oscurità reverenziale e dal passo lento e marziale dell’opener del disco è il fatto che questo non sia una mera riproposizione di cover. Anzi, esattamente com’è stato dichiarato, notiamo una (quasi) totale riscrittura alla quale si vanno ad aggiungere tracce personali “distanti” dall’EP omaggiato. Witchcraft, seconda traccia della scaletta, continua a testa bassa sulla stessa traiettoria del primo pezzo, affondando ulteriormente il piede sul freno e diminuendo così la velocità della ritmica e della chitarra, creando un’atmosfera ancor più soffocante. Il discorso prosegue anche per le successive White Magic Improvisation Cemetery, le quali segnano la conclusione della prima parte dell’album. Due tracce più aspre rispetto al duo iniziale, più aggressive ma sempre avvolte da quell’alone sulfureo, etereo e tetro. La seconda parte di Occultism è riservata alle cover dell’opera prima di Paul Chain. Lo spirito stesso dell’EP è stato mantenuto (anche grazie, come dichiarato, al recupero di alcuni elementi sonori dell’opera originale), apportando tuttavia qualche modifica sostanziale allo stile, trasportandolo sull’impronta personale (o meglio, una delle impronte personali) del giovane artista della Sardegna. I brani sono stati poi riproposti con una tracklist invertita delle quattro tracce; si parte da 17 Day dove il mood del pezzo originario viene spinto più verso un abisso oscuro e informe, fortemente distorto e acido. Sensazioni nere che vengono amplificate dalle vocals contrastanti con l’impronta originale, ma decisamente più adatte per la nuova impronta infusa a questo lavoro. Voyage To Hell mantiene lo stesso andamento ipnotico, lineare, senza cambi, monocorde e soffocante ma muta ancora vocalmente togliendo quella patina stregonesca e luciferina per trasformarsi in un trip più profondo e dalle tinte (quasi) Dark e Gothic, con un crescendo appena accennato in alcuni punti che avvicina le linee vocali all’originale ma le tiene comunque distanti. Armaggedon rimane pressoché invariata nel suo incedere spirituale e ieratico dettato dal coro iniziale che ne influenza tutta la struttura seppur disegnata su un riffing roccioso, una ritmica scandita, una certa velocità e linee vocali che appaiono (in questo album) più distaccate e lontane, quasi a volersi tenere in disparte. A chiudere la parte dedicata al tributo per Paul Chain è dunque la title-track di questo lavoro, opener dell’EP datato 1984: Occultism. C’è molta più pesantezza nella ritmica di basso e batteria e il guitar-working è più orientato allo Stoner che al Doom anche se i due elementi continuano ad essere mischiati con gran fluidità. Le due tracce conclusive, Esoterico Viaggio e Maleficarum (Dentro Il Profondo Abisso), le quali vengono presentate come sperimentali e non adatte a tutti, mantengono la parola data. Un quarto d’ora totale dentro il quale l’ignaro ascoltatore cade in una ragnatela che lo imprigiona e lo lascia smarrito e preda dei peggiori incubi e delle peggiori allucinazioni  (Esoterico Viaggio) per poi essere lasciato cadere in una sorta di cratere umido e buio mentre sinistri lamenti emergono dalle pareti scivolose e lentamente si viene inghiottiti dal suolo (Maleficarum (Dentro Il Profondo Abisso)). Due tracce non facili che si discostano (forse) troppo dalle altre ma che danno comunque una degna conclusione a questo disco.

Un lavoro il quale ha richiesto più ascolti prima di poter essere raccontato. Il NON ESSERE un mero album di cover già è un grandissimo punto a favore di questo lavoro, un tributo fatto con anima, cuore e testa (alla faccia dei possibili detrattori e difensori di un possibile “cultismo sfrenato”), unito a sua volta a pezzi personali che non fanno solo da contorno ma che a modo loro completano il contesto e danno modo di comprendere maggiormente lo stile e l’impronta che stanno alla base del sound di Antico Sepolcro e del suo creatore.

VOTO: 78 / 100

TRACKLIST:

  1. Necromancy
  2. Witchcraft
  3. White Magic Improvisation
  4. Cemetery
  5. 17 Day (Paul Chain Cover)
  6. Voyage To Hell (Paul Chain Cover)
  7. Armageddon (Paul Chain Cover)
  8. Occultism (Paul Chain Cover)
  9. Esoterico Viaggio
  10. Maleficarum (Dentro Il Profondo Abisso)

LINE-UP:

Mario Spano – Voce / Tutti gli strumenti

WEB:

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