LUCA SELLITTO – Intervista

LUCA SELLITTO – Intervista

LUCA SELLITTO – Intervista

MW: Ciao Luca, bentornato a Metalwinds! Ci teniamo a farti i complimenti per il nuovo album solista “The voice within”, ma prima concentrarci sul tuo ultimo lavoro, sarebbe opportuno fare un breve excursus della tua carriera artistica. Cosa racconteresti a chi ancora non ti conosce?
Innanzitutto vi ringrazio molto per i gentili complimenti! A chi non mi conosce racconterei che all’età di undici anni per caso ho provato a suonare qualche accordo su una chitarra che era stata prestata ad un mio fratello maggiore e così la musica è entrata nella mia vita e non ne è uscita più. La mia carriera artistica è ufficialmente iniziata nel 2007, con la pubblicazione dell’album di debutto degli STAMINA, Permanent Damage.  Nel 2010 è stata poi la volta di Two of a kind, secondo album che ha riscosso un discreto successo in ambito underground e ci ha portati al primo tour europeo, parte del quale in veste di band di supporto per i Royal Hunt, in Paesi come Olanda, Spagna, Germania, Austria e Italia. Nel 2014 è arrivato poi quello che io considero il primo vero traguardo artistico, ovvero il nostro terzo album Perseverance, su cui hanno partecipato cantanti illustri come Nils Molin (Amaranthe, Dynazty), Göran Edman (Y. Malmsteen) ed altri.  Perseverance è stato accolto benissimo dalla critica e ci ha permesso di tenere altri concerti in dei club in giro per l’Europa. Nel 2017 siamo poi giunti alla pubblicazione del quarto e più recente album in studio, System of power, che ci ha portati l’anno dopo ad essere invitati a registrare un live Cd/Dvd ufficiale in Polonia al City of Power Metal Fest, pubblicato lo scorso aprile con il titolo Live in the City of Power. Su tutti i dischi citati mi sono occupato della composizione di tutti i brani, quindi è un bel po’ che scrivo canzoni e pubblico album.

 

MW: “The voice within” è il tuo primo solo album, quali sono le maggiori influenze stilistiche e da dove trai l’ispirazione?
Trattandosi di un disco pensato come un omaggio alle sonorità neoclassiche degli anni 80 e 90 sicuramente le influenze più rilevanti sono Yngwie Malmsteen, Stratovarius, Royal Hunt, Symphony X, Vinnie Moore, Johansson Brothers (soprattutto il loro album The Last Viking) Tony Macalpine, Vitalij Kuprij e Chris Impellitteri. L’ispirazione l’ho tratta principalmente dai miei ricordi, ovvero da quelle sensazioni forti che da ragazzino quelle sonorità hanno suscitato in me.

MW: Come valuti l’esperienza di “The voice within” e che feedback hai ricevuto dai tuoi fan?
Valuto l’esperienza appena vissuta in maniera razionale, per quello che è. Ho inciso un album con alcuni dei miei musicisti e cantanti preferiti, gli stessi che da giovanissimo ascoltavo in continuazione e veneravo come dèi e che ancora oggi ascolto con grande piacere. Sono molto grato per questa possibilità che mi è stata donata dalla vita e cercherò di farne tesoro il più possibile. Sicuramente collaborare con artisti così preparati mi ha arricchito molto, sia sotto il profilo musicale che personale. Non so dirti di preciso quale sia il feedback complessivo di chi già mi segue da tempo come chitarrista e autore dei brani degli Stamina, in quanto il disco è uscito da troppo poco. Alcuni di loro hanno comunque già acquistato direttamente da me una copia tramite il web e mi hanno fatto sapere di esserne rimasti molto soddisfatti. In più ho anche acquisito nuovi fan, a cui poi ho suggerito di ascoltare i miei vecchi album con gli Stamina, andando così indirettamente ad ampliare un po’ la fanbase  della mia band principale.

MW:  In The Voice Within si alternano pezzi cantati e strumentali, fin dal primo ascolto si evince che l’elemento introspettivo ha un ruolo importante. Quali sono i temi principali che lo caratterizzano?
Si tratta semplicemente di riflessioni scaturite da esperienze fatte, stati d’animo provati ed episodi vissuti, da me in prima persona, o da persone a me vicine. Reputo un caso a sé Land of the Vikings, testo che ho scritto alle fine del 2010, appena rientrato da un viaggio in Svezia, e dedicato ai vichinghi e alla Scandinavia in generale. Una piccola curiosità: durante la mia permanenza a Stoccolma ebbi l’onore di conoscere di persona Göran Edman, che ha poi inciso le parti vocali del brano come sai, a quasi dieci anni di distanza. Detto questo, l’elemento introspettivo da te citato credo sia rintracciabile anche nelle melodie forti, profonde e a tratti struggenti dei tre brani strumentali presenti sul disco. Ci sono tante cose che ho voluto raccontare di me in quelle note e per ora quasi tutte le persone che mi hanno gentilmente scritto dei messaggi per complimentarsi hanno menzionato uno o due dei brani strumentali tra i loro preferiti.

MW: Ti sei avvalso delle performance di diversi cantanti, come li hai scelti? Durante la stesura dei testi delle canzoni avevi già in mente chi le avrebbe interpretate?
Nel caso di Land of the Vikings sì, ho sempre sognato di inciderla un giorno con Göran alla voce, per il motivo di cui sopra. I cantanti li ho scelti semplicemente in base ai miei gusti ed ho assegnato ad ognuno i brani che ho ritenuto più adatti al loro timbro e alla loro estensione. Göran Edman e Henrik Brockmann sono tra le voci che più ho ascoltato durante la mia adoloscenza e diciamo ‘prima giovinezza’, quindi per me significa davvero tanto la loro presenza su un album per me così significativo, nonostante avessi già collaborato con loro in occasione di alcuni dischi degli Stamina. Nel caso di Rob Lundgren invece il discorso è diverso. Non posso certo dire che sia anche lui tra i miei idoli adolescenziali, perchè abbiamo la stessa età! Come avrai notato due dei tre brani che gli ho chiesto di cantare hanno delle linee vocali davvero molto acute. Mi serviva dunque uno ‘urlatore’ (nel senso buono), con una voce ancora giovane e cristallina. Ho parlato con vari cantanti della scena europea, ma erano tutti o in tour o in studio di registrazione in quel periodo ed hanno dovuto declinare l’invito per questa volta. Improvvisamente poi mi è venuto in mente Rob, che ho scoperto per caso su Youtube un paio d’anni fa grazie ad una sua riuscitissima cover di Rising force di Malmsteen, uno tra i miei brani preferiti in assoluto. Qualche scambio di messaggi, l’invio delle demo e dei testi e tutto è stato eseguito proprio come io volevo. E’un bravo ragazzo, molto serio e professionale, come tutti gli altri ospiti presenti sul mio disco del resto.

MW: “The voice Within” vanta collaborazioni con celebri artisti internazionali di comprovato talento, come Svante Henryson (Yngwie Malmsteen). Com’è stato collaborare con i tuoi idoli?
Nel caso particolare di Svante si è trattato di un altro grande sogno divenuto realtà. E’tra i miei musicisti preferiti in assoluto da tanti anni. Ovviamente l’ho scoperto tramite i dischi Fire and Ice ed Eclipse di Malmsteen (dischi che ancora oggi ascolto abbastanza spesso con grande piacere), ma ho seguito anche quasi tutto il resto della sua poliedrica carriera, sia come bassista che come violoncellista. Svante è davvero un gigante e non lo dico soltanto perchè è alto circa due metri! Ha una conoscenza della musica davvero a 360 gradi ed è incredibile come sia riuscito a primeggiare come bassista in tanti ambiti stilistici differenti durante la sua lunga carriera, spaziando dal Metal Neoclassico (Malmsteen), all’Hard-Rock(Brazen Abbot; Glory), al rock (Joey Tempest; Kee Marcello), alla fusion (Steve Gadd) e al pop (Stevie Wonder) , e portando avanti parallelamente anche una straordinaria carriera di violoncellista classico (da giovanissimo era già primo violoncello della Oslo Philarmonic Orchestra) e jazz! Nonostante abbia preferito incidere le parti di basso del mio disco in una delle sue case, su un’isola non molto distante da Stoccolma, lontano dalle distrazioni, ho avuto la possibilità di trascorrere del tempo con lui a Capri presso l’ambasciata svedese, proprio durante il periodo in cui stava incidendo per me. Senza mezzi termini posso dire che Svante ha impreziosito tantissimo le linee di basso del mio album, tenendo sì ben presenti le demo che gli avevo inviato, ma riuscendo ad introdurre modifiche personali dal gusto sopraffino e dalla classe indiscutibile. Invito tutti i lettori a prestare attenzione alle linee di basso che ha suonato sul mio disco per avere un’idea di cosa sto parlando, in particolare nei brani The Champion’s Code e Etude.

MW: Con quali altri artisti ti piacerebbe avere l’occasione di lavorare?
Bella domanda! Sono così tanti…proverò a dirti alcuni dei primi che mi vengono in mente al momento: Jens e Anders Johansson; Ian Parry; Mats Levén; Andrè Andersen; Vitalij Kuprij…Se poi mi dai il permesso di esagerare ulteriormente allora ti dico Joey Tempest!!

 

MW: Oltre alla tua attività da solista, sei il nucleo creativo degli STAMINA, Melodic/Progressive Metal band campana all’attivo dal 2001. Come si discosta la tua attività solista da quella con la band?
Sostanzialmente il mio album solista è, come accennavo prima, una sorta di omaggio al metal neoclassico e al Power Metal scandinavo, due sottogeneri molto simili, mentre il sound degli STAMINA è sempre stato più eterogeneo e contaminato, con influenze anche progressive e fusion, oltre che neoclassiche e sinfoniche. Una buona parte dei brani di The voice within l’ho composta molti anni fa ed il motivo per cui nessuno di essi è mai finito su un disco degli Stamina è che non sarebbero stati in linea con il piglio più Prog/Power della mia band, ma sapevo che valevano e che un giorno gli avrei reso giustizia pubblicandoli in altro modo.

MW: Che futuro si prospetta per gli STAMINA? C’è un tour in programma o un album in cantiere?
Sì, a Gennaio terremo un breve tour italiano come band di supporto al grande Vinnie Moore, uno dei miei chitarristi preferiti, che da diversi anni è anche in pianta stabile negli storici UFO. Appena finite queste date con gli Stamina, dopo soltanto due giorni dovrò partire per la Polonia per tenere dei seminari di chitarra moderna lì, in occasione dei quali suonerò anche i tre brani strumentali di The voice within, con l’ausilio di backing tracks. Tornando agli Stamina, a brevissimo annunceremo l’ingresso in line-up di due nuovi membri e di sicuro punteremo a pubblicare il quinto album in studio nel corso del 2020.

MW: Quali sono i tuoi progetti futuri?
Forse non dovrei dirlo ancora, ma visto che me lo chiedi mi viene voglia di rilasciare una piccola anticipazione. A quanto pare The voice within ha posto le basi per una nuova band, che vedrà protagonisti me ed uno dei cantanti che hanno preso parte al mio disco. In più, ci sono buone probabilità che si unisca a noi un grande batterista di cui sono fan da tanti anni. Ho già composto parte del materiale, che è in effetti stilisticamente abbastanza in linea con ciò che ho da poco pubblicato sul mio album. Non dico di più per ora, ma come vedi non riesco a nascondere di essere davvero felice all’idea di fondare questa nuova band internazionale ed intraprendere una nuova avventura. In fondo, se devo dirla tutta, fatta eccezione per gli attuali membri dei miei Stamina, mi sento molto più in linea con gli scandinavi che con gli italiani a livello di mentalità ed etica lavorativa in ambito musicale. Sarà forse che ho ascoltato troppa musica “made in Scandinavia” nella mia vita! Per il resto, il futuro mi vedrà sempre molto impegnato con il mio lavoro di insegnante di chitarra, che mi porta via davvero tantissimo tempo e tantissime energie.

MW: Grazie per il tempo che ci hai dedicato! Lascia pure un messaggio e un saluto ai nostri lettori.
Sono io a ringraziare tanto te, Giulia, e tutto lo staff di ‘Metal winds’! Saluto con simpatia tutti i vostri lettori e chiudo con queste parole: se avete amato e amate ancora il Malmsteen degli anni 80 e 90, o dischi come Episode, Visions” e “Destiny degli Stratovarius, o i primi album dei Symphony X e dei Royal Hunt, o anche gli shredders della scuderia Mike Varney/Shrapnel Records degli anni d’oro, allora date una chance al mio disco, perchè è stato concepito proprio per voi! Qualora qualcuno volesse seguire la mia band STAMINA, questo è il link alla pagina ufficiale: www.facebook.com/staminaitalianband Chi volesse chiedere info sul come eventualmente ordinare una copia autografata e con dedica personale del mio album The voice within può farlo scrivendomi un messaggio privato lì. Ciao a tutti e grazie ancora! \m/

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dgiulia

Ama la musica, prevalentemente Rock e Metal. Non si alza dal divano se il telecomando è lontano, ma andrebbe a piedi in capo al mondo per sentire il concerto della sua band preferita.

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