INTERVISTA: Benediction – Peter Rew

INTERVISTA: Benediction – Peter Rew

INTERVISTA: Benediction – Peter Rew

Parlare dei Benediction è affrontare un discorso, prim’ancora che musicale, di genuina attitudine e di fedeltà alla propria “scuola”. Un gruppo che – per forza di cose – non è mai stato fra i più noti e fortunati del panorama Death mondiale ma che, in quanto a tenacia e forza di volontà, non ha certo nulla da invidiare ai nomi più blasonati. Dopo un’attesa pressoché interminabile, i Nostri sono riusciti in questo tumultuoso 2020 a donarci un disco, “Scriptures”, di puro ed arrembante Death Metal. Un album la cui gestazione ha richiesto sacrifici e cambi repentini di programma, risultando una vera e propria battaglia contro ostacoli di volta in volta sempre più duri da aggirare. Peter Rew, membro storico della formazione inglese, ci parla in questa intervista del ritorno in studio e della genesi del nuovo disco, parlandoci di quanto sia importante non arrendersi mai anche in situazioni che paiono veramente insormontabili.

MW: Ciao Peter e benvenuto sulle pagine di Metal Winds! Parliamo degli ultimi tempi, cosa vi ha tenuti fuori dallo studio per ben dodici anni? Cos’avete fatto durante questo lasso di tempo?

Peter: Siamo stati in giro per il mondo ed abbiamo tenuto molti concerti, abbiamo sempre e comunque voluto far vedere la nostra presenza. La nostra lunga inattività in studio è dovuta essenzialmente al fatto che tutti noi abbiamo dei lavori e delle vite “normali”, che dobbiamo necessariamente “incastrare” con gli impegni della band. Penso lo sappiate… è molto difficile vivere di musica estrema! Aggiungiamo poi i continui cambi di line up che, coincidenza, capitavano sempre quando sembravamo prontissimi a scrivere e registrare nuovo materiale. I piani furono stravolti per ben due volte conseguitive, sembrava avessimo raggiunto un assetto stabile… ma proprio in quel momento, Dave (Hunt, ndr) ci disse che doveva necessariamente far fronte a tutta una serie di impegni (studio ecc.) e che non voleva rallentarci. Tutto ricominciò da capo, con il ritorno di Dave Ingram alla voce e la formazione che tutti oggi conoscete: io e Daz, assieme a Dan Bate al basso ed il nostro batterista italiano, Giovanni Durst. “Scriptures” è il frutto della nostra collaborazione con Scott Aitkins, persona con la quale volevamo fortemente collaborare. Ah, aggiungiamo naturalmente anche la triste faccenda del Covid, ulteriore ostacolo. Come potete vedere, realizzare “Scriptures” è stata una vera e propria battaglia! Siamo felicissimi di avercela fatta, la sua nascita è stata frutto di duri anni di lavoro.

MW: Parliamo di “Scriptures”. Qual è stata la vostra principale fonte di ispirazione per la musica, le liriche ecc?

Peter: Sia io sia Daz avevamo deciso sin da subito di realizzare un classico album à la Benediction, con lo stesso tipo di attitudine che sfoggiavamo venti e più anni fa. Diretto, schitetto, carico di bei riff. Avevamo a disposizione un bel po’ di materiale ma io per primo sono stato sin da subito molto esigente e puntiglioso nella scelta, volendo proporre un disco che suonasse comunque “fresco”, non certo una copia sbiadita del passato. Concentrarmi su questa idea, questa volontà, mi ha aiutato molto, idem il suonare ciò che amavo. Proprio come io e Daz facevamo tempo fa: suonando insieme in lunghe jam session, divertendoci un mondo. Per quel che concerne i testi, sia Hunt sia Dave Ingram hanno dato il loro contributo. La maggiorparte sono opera di Dave, anche se un paio sono stati ideati da Hunt e successivamente riadattati da Ingram. È fantastico riaverlo a bordo, non ha perso neanche un po’ del vecchio smalto! I temi trattati sono decisamente tipici del Death vecchia scuola: fantascienza, horror, con qualche esperienza personale qui e là. Penso sia giusto lasciare spazio all’interpretazione personale, ogni brano può significare qualcosa di diverso, per ciascuno.

MW: Qual è il vero significato del titolo “Scriptures”? Chi ha avuto l’idea di intitolarlo in questo modo?

Peter: La traccia “Scriptures in Scarlett” è ispirata direttamente al mondo de “La Casa” (Evil Dead, nell’originale, ndr)… decisamente vecchia scuola, non trovate? In generale, abbiamo trovato il titolo “Scriptures” molto particolare e facile da ricordare, di facile presa. Si sposa bene con l’intento del disco, con quel che abbiamo cercato di fare. Amate i brani di questo disco? Sappiate che sono… il verbo dei Benediction!

MW: Lo stile dell’artwork di “Scriptures” è molto particolare, occulto e misterioso. Come lo avete ideato? Soggetti, temi ecc.

Peter: È stato realizzato da un ragazzo che ha anche suonato il basso con noi per un po’. Il suo nome è Simon Harris, in arte Wolven Claws. gli abbiamo suggerito l’idea, dicendogli di usare il nostro logo come ispirazione principale, volendo un qualcosa di tipicamente old school. Il tutto si è evoluto da quel canovaccio, lo abbiamo progettato assieme suggerendo di volta in volta modifiche ed accorgimenti. Possiamo definirci co-autori… ma è giusto sottolineare che è stato Simon a svolgere il lavoro più duro ed importante. Guardando attentamente la copertina di “Scriptures” potete anche scorgere riferimenti ad altri nostri lavori. Sempre, il verbo dei Benedictions! Siamo molto contenti del risultato finale, dovremmo proprio realizzare anche delle t-shirt a tema!

MW: Avete pubblicato dei videoclip per i brani “Rabid Carnality” e “Stormcrow”. Avete ricevuto dei buoni riscontri? Siete felici del risultato finale?

Peter: È semplicemente fantastico realizzare del nuovo materiale, cosicché tutti possano ascoltarlo! Il videoclip del primo singolo estratto da “Scriptures”, “Rabid Carnality”, è stato realizzato montando assieme delle riprese live estrapolate da uno dei primi concerti dopo il ritorno di Dave in formazione. Dobbiamo dire che siamo soddisfatti del risultato, il pezzo è andato bene, abbiamo ricevuto un gran feedback e siamo addirittura comparsi in diverse classifiche, guadagnandoci anche passaggi radiofonici. Il videoclip del secondo singolo, “Stormcrow”, è invece un vero e proprio video girato e realizzato per l’occasione. Anche di quest’ultimo siamo particolarmente fieri. I pareri sono entusiasti così come le recensioni ricevute. È davvero un bel momento, dopo tutti questi anni siamo ancora apprezzati. Siamo tornati col botto!!

MW: Dietro questo disco si cela un concept molto particolare, le canzoni sono molte. Sentivate di avere molto da dire ai vostri fan?

Peter: Come vi avevo già accennato, per noi l’importante consisteva nel realizzare nulla che non fosse fedele a ciò che siamo, rimanendo saldamente legati alle nostre radici. siamo fieri di ciò che siamo. È importante essere onesti ed in pace con se stessi e soprattutto con i nostri fan. Abbiamo semplicemente fatto ciò che ci piace veramente, essendo ciò che siamo, senza filtri. Alla fine, “Scriptures” è “solamente” un gran bel disco di metal pesante, da goderti come più ti piace. Non cerchiamo certo di cambiare il mondo! Beh… forse un po’…

MW: Come intendete promuovere “Scriptures”? Live Show, apparizioni ai festival ecc.

Peter: I Benediction sono stati e sempre saranno una “live band”, perché il palco è il modo migliore che mettiamo a disposizione per apprezzare la nostra musica. Il momento, ora come ora, è difficilissimo… per noi, come per tutte le altre band in circolazione. Abbiamo un nuovo disco che vogliamo proporvi dal vivo e diverse date già concordate ed organizzate. Speriamo di vederci presto ad un concerto!

MW: Com’è messa la vostra “agenda concerti”? Come vi state rapportando a questo periodo così difficile?

Peter: Molti concerti sono stati cancellati ed altri rinviati. Abbiamo recuperato alcune date, speriamo ci permettano presto di tornare a suonare!

MW: A parte promuovere il nuovo disco, quali sono i vostri progetti futuri?

Peter: Dato il molto tempo libero che abbiamo avuto, al momento, stiamo già pensando ad un nuovo disco. Abbiamo fra le mani tonnellate di nuovo, fighissimo materiale! Tuttavia non abbiamo fretta, vogliamo che tutto segua il suo corso e che un nuovo album possa avere il tempo che merita.

MW: Siamo ai saluti finali. Volete dire qualcosa ai nostri lettori?

Peter: Grazie a tutti i nostri fan, vecchi e nuovi! Grazie per il supporto che ci date, soprattutto in questi tempi molto difficili. Il metal non si fermerà mai!

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Benediction


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