XILLA – Distant Minds

XILLA – Distant Minds

XILLA – Distant Minds

TITOLO: Distant Minds
ARTISTA: Xilla
GENERE: Alternative Rock, Neo-prog
ANNO: 2019
PAESE: Gran Bretagna
ETICHETTA: Autoprodotto

Gli Xilla vedono la luce a Birmingham, in Inghilterra, nel 2012, inizialmente come gruppo a quattro elementi imperniato sulle figure dei fratelli Greg e Rich Pullin (chitarra e basso rispettivamente), di seguito completato dalla seconda chitarra di Chris Flanagan e dalla batteria di Pete Smyth. La formazione sarebbe stata tuttavia completata, nella forma in cui la conosciamo oggi, solo nel 2018, con l’ingresso del più esperto Leigh Oates, già vocalist di altri progetti che spaziano dal Prog degli Order of Voices al Groove Metal dei Rise of Addiction (a loro volta nati da una costola dei Blaze, band il cui frontman era Blaze Bayley, per qualche anno la voce degli Iron Maiden…).

L’esordio del gruppo con il primo full-length si sarebbe comunque fatto aspettare abbastanza, e dopo molti mesi di lavoro e perfezionamento, è solo il 31 Marzo di questo 2019 che Distant Minds vede la luce, autoprodotto. Il primo album degli Xilla si colloca in un quel territorio un po’ affollato dell’Alternative Rock a tinte Progressive (più che del Progressive Rock con suoni Alternative, come da qualche parte si legge) e, lo premettiamo, non rispetta le aspettative per un gruppo che si era annunciato come capace di unire in maniera unica cambi di tempo, strutture melodiche e hook vocali. Il singolo Heroes ricorda da vicino le vagonate di alternative rock melodico, prodotto e mixato in modo da ripudiare la minima asperità, con un accompagnamento sì elaborato ma sempre impegnato a sottolineare una linea vocale soffice che sovrasta troppo gli strumentisti recitando un testo non esattamente indimenticabile (“Where are your heroes, oper your eyes”).

Il mood generale è quel Rock complesso e sognante ma non troppo incisivo, denotando un certo stile Wilsoniano che (purtroppo) ha fatto scuola, tanto che pare di trovarsi davanti ad un cugino minore di Lightbulb Sun dei Porcupine Tree; in tal senso, i brani lunghi sono i più esplicativi. La sezione più sostenuta di Left to Burn (dodici minuti), che inizia a 4:50 introdotta dalla batteria, quindi da un riff di chitarra e infine dal cantante (“Break the Silence…”) era prevedibile da almeno un paio di minuti, e non si rivela nemmeno particolarmente esaltante una volta iniziata, nonostante un buon lavoro di chitarra in certi frangenti, mentre si rivelano un po’ migliori gli otto minuti che chiudono il disco, quelli di Reborn, con un buon interplay basso-chitarra nel finale; ma il brano comunque non sembra intenzionato a svincolarsi dalla formula “soft rock con armonie un po’ più complesse del normale”. Oltre a quella sezione, altri spunti positivi si possono ritrovare in Burning Sky, un brano più soffice che sviluppa una bella melodia e chiude con un bell’assolo di chitarra nel quale si immerge bene la voce di Leigh Oates.

Altri momenti, invece, falliscono: non riesce il tentativo di evocare tensioni Prog Metal in Let Me Breathe, né la ricerca dell’estasi Psych Pop alla Porcupine Tree di Distant Minds, né mi colpisce il tentativo Post-Grunge di You Crawl. Dopo una buona costruzione del suono nel primo minuto, anche Catharsis si perde in una combinazione di canto e melodie piuttosto prevedibile, con la solita contrapposizione tra la sezione centrale morbida e i riff cattivi di quella successiva. Insomma, Distant Minds si tratta di un disco che ha alcuni momenti buoni e abbiamo cercato di metterli in luce, per evidenziare quale possano essere, secondo noi, le basi da cui partire per costruire un follow up più interessante. Ma queste canzoni, per la maggior parte dei casi intrappolate in rigide e arcinote strutture che dispensano lunghi passaggi ambientali e alcuni cambi muscolari generalmente prevedibili e non troppo robusti né sorprendentemente funambolici, rispetto alla competenza tecnica che molte band hanno ormai raggiunto in questo genere, forse non hanno ancora la stoffa per farsi ricordare.

VOTO: 50/100

TRACKLIST:

01. Crux
02. Heroes
03. Let Me Breathe
04. Distant Minds
05. You Crawl
06. Burning Sky
07. Catharsis
08. Left to Burn
09. Everything at Once
10. Reborn

LINE-UP:

Greg Pullin – chitarra

Chris Flanagan – chitarra

Rick Pullin – basso

Pete Smyth – batteria

Leigh Oates – voce

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mattia-panariello

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