VOUS AUTRES – Champ Du Sang

VOUS AUTRES – Champ Du Sang

VOUS AUTRES – Champ Du Sang

TITOLO: Champ Du Sang
ARTISTA: Vous Autres
GENERE: Sludge / Black Metal
ANNO: 2019
PAESE: Francia
ETICHETTA: Indipendente

Forse sarà il clima che muta stranamente, cambiando volto a ciò che sta all’esterno più volte nel corso di una sola giornata; sarà la ricerca di una fonte d’aria pulita e di refrigerio o più semplicemente l’insana voglia di sfidare se stessi nella ricerca di un qualcosa di stimolante, ad avermi messo su di una strada conosciuta nei suoi due lati ma ancora sconosciuta unita in un unico afflato. Un qualcosa di strano, una forza ignota, un colpo di testa preso inconsciamente contro un muro… un motivo od un altro mi ha attirato tra le spire dei Vous Autres. Un duo francese di Sludge / Black Metal originario di Parigi e Nantes formato nel 2017 da β e . Un anno dopo il primo EP (Trente Pièce D’Argent), ecco che arriva il loro primo album: Champ Du Sang. Evolvendosi verso un’atmosfera più malinconica e più cupa rispetto al primo lavoro del duo, Champ Du Sang è una sottile miscela di oscurità e luce; un viaggio dal peccato alla redenzione, una visione del mondo contemporaneo e delle delusioni della natura umana. Basta l’iniziale Sans Lendemain per rendersi subito conto della pesantezza e della sensazione opprimente che avvolge tutto il disco. Screaming agghiacciante, quasi lontana, avulsa dalla realtà. Chitarre disturbanti e ridondanti, ritmi cadenzati e lineari con pochi sprazzi di velocità, tastiere tetre; un andamento lento e sofferto che si trasforma nell’immediato in una sfida con il subconscio, una lotta con i nervi. Un album che mette alla prova chi si avvicina all’ascolto. Un mix tra Sludge e Black che rasenta il DSBM nel concepimento degli arrangiamenti e nella scelta delle linee vocali. Nove tracce articolate che legano passaggi tra suoni distorti e frastagliati con inserti più “chiari“, che ipnotizzano e isolano dalla realtà. Strumenti i quali si inseguono in un labirinto infinito, senza sosta, senza lasciarsi attirare dalla vista di altri lidi, un moto perpetuo di atmosfere e suoni che confondono ma che non permettono vie di fuga. In caduta libera verso il basso e poi respinti verso l’alto senza la possibilità di schivare eventuali ostacoli, sia in discesa che in salita, rimanendo feriti dalle corde della chitarra e colpiti ripetutamente in petto dalla voce, ritrovandosi in una specie di catarsi: liberi dai propri conflitti interiori come purificati dai propri pensieri più lascivi e pensieri bui. Un vortice che da Pauvre Animal, Simple Pantin, passano per En Souffrance Devant Dieu fino a Vers Ce Ciel Noir fa arrivare a Une Dernière Fois esausti ma con un’espressione di beata soddisfazione impressa sul volto, gli occhi ancora persi nello spazio e il fiato corto, mentre il sipario cala accompagnato dalle ultime fredde note della tastiera.

Un album disturbante che scaglia al suolo qualunque resistenza e annienta qualunque barriera, un disco che riesce a spogliare di ogni corazza con estrema facilità. Difficile cercare di dare un senso a parole per ciò che un album di questo tipo, al di là del genere proposto, riesca a trasmettere e a lasciare alla sua conclusione. Freddo, istintivo ma lucido, “malato”, lineare senza annoiare, chirurgico nell’inanellare trama e ordito. Un insieme di sensazioni, un viaggio mistico da compiere in solitaria, capace di lasciare segni diversi sulla pelle a seconda di chi ascolta e soprattutto come.

VOTO: 85 / 100

TRACKLIST:

  1. Sans Lendemain
  2. Pauvre Animal, Simple Pantin
  3. En Souffrance Devant Dieu
  4. Vos Erreurs Consternantes
  5. Tes Jours Passés
  6. Vers Ce Ciel Noir
  7. Le Gouffre Est Devant
  8. La Tristesse De Tes Déboires
  9. Une Dernière Fois

LINE-UP:

β – Voce

– Chitarra / Basso / Tastiere

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daniele_vasco

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