VANIGGIO – Solo un Sogno

VANIGGIO – Solo un Sogno

VANIGGIO – Solo un Sogno

TITOLO: Solo un Sogno
ARTISTA: Vaniggio
GENERE: Rock
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Music Force

Vaniggio è il nome di un progetto musicale che affonda le sue radici nel 2016 e giunge quest’anno al suo debutto in full-lengthSolo Un Sogno è dunque l’ultima emozione espressa dal talentuoso Ivan Griggio, un concentrato di Rock all’italiana ben spalmato lungo nove tracce interamente cantate in lingua madre, pregne d’esperienze, sogni, pensieri d’ogni forgia. Ci troviamo d’innanzi ad un mastermind sicuramente preparato ed in grado di spaziare verso molte sfumature musicali: classe 1972, Ivan può vantare nel suo curriculum note sicuramente degne d’attenzione, dalla militanza in svariate band ticinesi (Versivari su tutte) alla condivisione del palco con mostri sacri quali Marillion od icone italiche come Luciano Ligabue. Di seguito una girandola di collaborazioni (in particolare quella con l’eclettico Gionata, autore del pregevole Daytona, ndr) ed avventure nel segno della musica, l’ultima delle quali si concretizza in maniera più che degna nell’oggetto dell’odierna recensione. Un disco, Solo Un Sogno, che mostra bellamente due anime fra di loro antitetiche eppure capacissime di convivere: da un lato l’immediatezza e l’orecchiabilità di molti brani, sicuramente composti con un orecchio teso verso l’easy listening; dall’altro, l’incredibile summa di elementi di non facile assimilazione, disseminati a mo’ di Easter Egg in tutto il disco. Volendo parlare nel concreto, direi che il nostro Ivan abbia costruito – in maniera assai sapiente – un vero e proprio compromesso. Il Rock più radio friendly ben mescolato a quello più articolato, ricercato. Un esempio per evitarne mille, la mia traccia preferita del lotto, Dai un Nome alle Cose. Ci fosse un testo in inglese, avrei detto di trovarmi nel bel mezzo di un disco degli Uriah Heep periodo Head First, con l’aggiunta di quelle sfumature Synth e quelle chitarre ruggenti, di certo arrembanti ma anche attente al buon esito di una melodia facile da realizzare. Potrei continuare a parlarvene, dopo tutto… e benché l’impianto generale risenta senza dubbio dei VascoLiga più massicci (Buon Compleanno Elvis, Gli Spari Sopra), passando per i Litfiba, c’è anche spazio per nomi più ricercati come Ricky Portera (indubbio il suo inconsapevole apporto nella open track A Volte Basta) od accenni marcati alla grande storia del nostro cantautorato. Ascoltate per bene tracce come Una carezza non vuol dire amore, ove l’eco di Adriano Celentano riecheggia lungo pregevolissime strutture blueseggianti. Favole poi, nel suo dipanarsi tronfio e scanzonato, non può non ricordarci il genio Rino Gaetano: un po’ per la musicalità espressa, un po’ per un testo a sfondo dissacrante eppure terribilmente vero, scandagliante il senso delle nostre vite social. Avrete dunque capito il senso del mio discorso, amici lettori: Vaniggio non è solamente pura immediatezza ma anche e soprattutto amore sconfinato per la musica. D’ogni forgia e d’ogni genere! Brani all’apparenza “semplici” e contemporaneamente complessi per un orecchio ben allenato, capaci di tenerci compagnia ed indurci al contempo a discutere sulle varie influenze e/o numi tutelari del buon Ivan. Mai troppo derivativo ed anzi bravissimo nel filtrare ogni sensazione attraverso il suo gusto e la sua voglia di modellare ogni tipo di materia. Confesso di essermi divertito, nell’ascolto di Solo Un Sogno, condiviso in auto con la mia compagna. Senza nemmeno rendercene conto, ci siamo ritrovati a ragionar di note per quasi un’ora, perdendo la cognizione del tempo e rendendoci conto di aver passato in allegria l’intero scorrere delle nove tracce qui presenti. Un disco squisitamente personale, un po’ showman e primadonna un po’ timido ed introverso. Un personaggio sfuggente, Mr. Griggio, di notevole spessore musicale. Cantastorie irriverente e sfrontato, sensibile ed introspettivo. Consiglio vivamente l’acquisto di una copia, qualora foste in cerca di un qualcosa certamente capace di intrattenere, ma anche di calarvi gentilmente in meandri/abissi inaspettati. Sorprese continue… aspetto con ansia un bis, altrettanto fresco e frizzante!

VOTO: 78/100

TRACKLIST:

1. A Volte Basta
2. Amoreuncazzo
3. Ogni Vestito
4. Dai Un Nome Alle Cose
5. Solo Un Sogno
6. Mai Come Sembra
7. Una Carezza non vuol dire Amore
8. Favole
9. Stessi Sbagli

LINE UP:

Ivan Griggio – Voce e Basso
Roberto Panzeri – Batteria
Cristiano Arcioni – Hammond e Piano
Diego Belluschi – Chitarra Elettrica
Roberto Invernizzi – Chitarra Acustica

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marek

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