L'immagine può contenere: pianta, albero, fiore, spazio all'aperto e naturaTITOLO: Mosaic I: L’Amour et L’Ardeur
ARTISTA: Unreqvited
GENERE: Post-Rock / Depressive Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: Canada
ETICHETTA: Northern Silence Productions

Unreqvited è un progetto Canadese nato nel 2016 dalla mente di Willow Vale, in arte  (in Cinese Guǐ, che significa fantasma).
Un progetto davvero molto curioso e molto sperimentale, con all’attivo già due lavori, “Disquiet“, LP di debutto e “Stars Wept to the Sea“, disco che unisce le melodie Post-Rock/Shoegaze ad atmosfere Depressive Black Metal e Atmospheric Black Metal arricchite dalle orchestrazioni.

Decisamente non si trascura nulla, in UnreqvitedMosaic I è la conferma di questa forza eclettica posta alla base del progetto, vero e proprio caleidoscopio ricco di sorprese ed atmosfere ogni volta differenti. Slanci particolari da non poter biasimare… poiché il disco funziona nonostante si spazi su tanti generi, riuscendo comunque nel risultare un lavoro chiaro, preciso, ben strutturato e ben eseguito senza risultare banale o scontato; analizziamolo per bene.
L’album apre con Sunrise, l’intro di piano e di arpa all’unisono crea un’atmosfera magica e rilassante, diventando il brano man mano sempre più epico con un crescendo di elementi orchestrali; un pezzo totalmente strumentale, privo di blast beat ed anzi composto da pattern di batteria lenti ma articolati, ottima anche la scelta del sound di chitarra sia nelle clean che nei distorti il quale crea uniformità con l’orchestra grazie alla scelta dei riverberi e delle distorsioni non troppo pesanti né troppo grezze. Si opta dunque per un suono pieno ma chiaro.
Dreamscape, il secondo brano del disco, tiene pienamente fede al suo titolo: le chitarre soliste hanno un ruolo chiave in questo brano, pochi tremoli ma molte linee melodiche (che potrebbero ricordare vagamente i Dreariness) accompagnate da una piena ritmica di chitarra elettrica, in grado quest’ultima di creare un bel muro di suono intervallato anche dai giri di chitarra acustica. Una scelta che rende l’ascolto più leggero vista la mancanza di linee vocali che non presentano un vero e proprio testo, caratterizzate da scream lunghi e sofferenti che appaiono vagamente in tutto il disco, espediente che penalizza un po’ il risultato finale; tenendo certo fede all’idea di malinconia ma al tempo stesso impoverendo leggermente il contesto.
Al finale di Dreamscape troviamo un collegamento con Radiant, terzo brano del disco; questa legatura fa percepire entrambe le canzoni come fossero una sola, ponendoci dinnanzi ad un continuo semplicemente maestoso. Le note delicate di pianoforte, la sensazione di leggerezza e tranquillità che si avverte dall’inizio alla fine, le armonie che si creano… un insieme il quale riesce a farci focalizzare interamente la concentrazione sulla canzone senza pensare ad altro… così come i ritmi di batteria dispari e molto vari di Permanence, molto più pesante rispetto a Radiant e più Post Black, un brano della durata di 13 minuti ma che incorpora tutto ciò che vuole esprimere Mosaic I.
鬼 è senza dubbio un musicista ed un compositore molto originale, con una preparazione musicale di tutto rispetto, riuscito nell’impresa di mescolare vari generi creando emozioni differenti ed in certi casi addirittura contrastanti tra di loro. Il tutto risulta però ragionato in maniera perfetta, motivo per il quale si spera che questo capitolo abbia un suo successore più che degno.

VOTO: 80/100

 

TRACKLIST:

  1. Sunrise
  2. Dreamscape
  3. Radiant
  4. Balance
  5. Permanence

LINE UP:

Willow Vale (): Everything

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