ULVEDHARR – Worlds Of Chaos

ULVEDHARR – Worlds Of Chaos

ULVEDHARR – Worlds Of Chaos

TITOLO: World Of Chaos
ARTISTA: Ulvedharr
GENERE: Old School Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Scarlet Records

 

Gli Ulvedharr sono una band ben affermata nel panorama Metal nostrano; realtà bergamasca nata nel 2011, che non ha mai “sbagliato un colpo”. Forti di due EP , tre full length ed innumerevoli shows che li ha visti calcare palchi nazionali e non, sono tra le band più prolifere e conosciute in Italia.

World Of Chaos, licenziato via Scarlet Records, esce il 19 Aprile di quest’anno; coincidenza vuole che sia pure il giorno del mio compleanno quindi, per chi vi scrive (e ha sempre apprezzato la band ndr.), recensire tale disco è un gran bel regalo. Con la prima traccia What Have We Done, la torta per i miei festeggiamenti sembra arrivare dritta in faccia! Dalla profetica intro, si passa rapidamente ad un “martellante” sound figlio del moderno Thrash/Death Metal. Largo spazio è lasciato a potenti riffs di chitarra di Jack ed Ark, la cui “ruvida” voce travolge l’ascoltatore, trascinandolo in un vortice di rabbia e potenza. A seguire troviamo Death Stare, dall’inizio abbastanza insolito e che (vagamente) strizza l’occhio alle sonorità Punk; breve parentesi interrotta subito dal potente growl del nostro vocalist. Ad accompagnarlo troviamo come guest: Lars Göran Petrov di Entombed AD; piacevole “chicca” che impreziosisce la tracklist. Una traccia messa in ombra da Cold War, la quale si mostra subito dal forte “piglio”  e decisamente di grande effetto in sede di live; basso e chitarra sono i veri protagonisti, dando al pezzo un ritmo “tutto suo”. Il senso di “cavalcata” verso il combattimento reso dalla sferzante musica, unito ad un incitante ritornello, faranno la gioia dei metallari pronti a “pogate” selvagge. La title-track World Of Chaos, invece, è l’emblema del Thrash-Metal moderno unito alle influenze del Death, il quale , conferisce al pezzo un carattere “duro”,”turbolento” e “tormentato”; tutti aggettivi che ben si sposano con l’anima degli Ulvedharr. A spezzare la furia distruttiva dei Nostri, ci pensa l’instrumental Chemical Wind Imbalance, un pezzo davvero insolito che fa da “cuscinetto” all’interno di una tracklist dal forte impatto. Una prova musicale ben riuscita, sebbene si distacchi dallo stile del gruppo, ma che ne mantiene lo spirito inquieto e cupo. Ora che si è preso fiato, la carica distruttiva di World Of Chaos di certo non diminuisce verso la fine: Pull The Trigger ne è la dimostrazione. La voce di Ark si fa più cupa, seguendo un growl rabbioso e (come sempre) dai toni di forte incitamento verso l’ascoltatore; non mancano i lunghi assoli di chitarra che creano (immaginariamente) vortici dentro cui essere risucchiati.

World Of Chaos certamente risulta come un disco dal sound e concept più maturo: le contaminazioni Black e Death”svecchiano” il Thrash old-school, creando soluzioni più moderne. Le stesse tematiche mutano: la lirica medievale e mitologica, lascia il posto all’odierna visione dell’esistenza umana, controllata dalle regole del caos. Il tormento, la rabbia, la spirale di paura, paranoia ed autodistruzione che fanno da padroni, si riflettono anche nel sound della band; la martellante e potente batteria di Mike è protagonista indiscussa di tutto il disco, accompagnata da un turbinio di chitarre e riffs violenti. L’accuratezza musicale nel rendere tale tormento emotivo è la medesima posta nella scelta di produzione, registrazione ed artwork; un impegno lungo, frutto di tanti sforzi ma ben ripagato. Negli scorsi mesi, tramite i profili social network dei singoli membri, abbiamo seguito il loro lavoro presso gli Underground Studios in Svezia, a opera di Pelle Saether; grande investimento che sicuramente ha alzato “l’asticella” della qualità di questo lavoro. La copertina è la “ciliegina” sulla torta: una spirale che ricorda i vari gironi danteschi, consta di teschi ed ossa, che ben rappresenta la decadenza del mondo moderno; l’opera è stata realizzata da Paolo Girardi.
In conclusione, World Of Chaos è un disco davvero interessante, coinvolgente e con un paio di tracks che, sicuramente, live sapranno animare il pubblico. Oltre alla veloce batteria funzionale  a tale scopo, altro “punto di forza” è l’inconfondibile voce di Ark: roca, rabbiosa e che, nonostante ciò, ben si accompagna musica; cantante carismatico in grado di incitare la propria “legione di metallari”.Sebbene il materiale sia apprezzabile, si “pecca” un po’ di ripetitività che, a lungo andare, “appesantiscono” l’ascolto, ma non ne pregiudicano il valore qualitativo descritto poc’anzi. Ancora una volta gli Ulvedharr riesco a coinvolgerci nella loro “battaglia” musicale, fatta di aggressività e tecnica che arrivano dritte allo stomaco.
La passione e la carica sprigionate da questo lavoro trascineranno il pubblico in sfrenati (e doloranti!) headbanging, grazie a tracce energiche unite sul palco, ad uno stile unico da parte dei Nostri, fatto di contatto diretto con il pubblico.
Con World Of Chaos, gli Ulvedharr, riescono a generare il vero “caos” musicale (in senso positivo ndr.) sulla scena Metal italiana.

 

VOTO: 80/100

 

TRACKLIST:

  1. What have We Done
  2. Death Stare
  3. Cold War
  4. World Of Chaos
  5. Fire In The Hole
  6. Chemical Wind Imbalance
  7. Fallout
  8. Silent Beholder
  9. Pull The Trigger
  10. Vision Of Chaos

VIDEO:

LINE UP:
Ark Nattling  Ulv – Voce/Chitarra Ritmica
Giuseppe”Jack”Ciurlia – Chitarra
Mike”Bald”Balduzzi – Batteria
Markus Ener – Basso

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marianna

Amante di live e fotografia, quando non scrivo di concerti, li fotografo. Ascolto principalmente Folk e Heavy Metal. Svapo addicted, acida, sarcastica e pignola, il tutto concentrato in 1.58 metri di pura cattiveria.

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