TERRIFIC VERDICT – Wheel Of Fortune

TERRIFIC VERDICT – Wheel Of Fortune

TERRIFIC VERDICT – Wheel Of Fortune

TITOLO: Wheel Of Fortune
ARTISTA: Terrific Verdict
GENERE: Thrash Metal
ANNO: 2019
PAESE: Finlandia
ETICHETTA: Inverse Records

Wheel Of Fortune è il titolo del debut-album dei thrasher finlandesi Terrific Verdict; l’album è stato rilasciato il 29 Marzo da Inverse Records. Una band non nuova al Panorama Metal internazionale; nati nel 1987 e attivi fino al 1991, anno in cui la band ha deciso di ritirarsi dalle scene. Ora, dopo quasi trent’anni e due soli lavori di studio (due Demo pubblicati soltanto in versione tape nel 1988 e nel 1989) la band pubblica nuovo materiale (tutte le canzoni contenute nell’album sono state scritte tra il 2017 e il 2018 tranne le bonus-track No Return e The Mystery of Phantom, estratte dal loro Demo del 1988) con la line-up originale degli anni ’80. Un debutto dal sound molto ruvido con una produzione e un mixaggio che sembrano analogici e lontani dal tempo, con chitarra affilata ben in evidenza e ritmiche serrate in un matrimonio misto tra Venom, Sodom e Destruction con qualche venatura più ritmata all’interno di alcuni brani; già tra le iniziali Too Late To Love Or Late Sleep Paralysis si possono cogliere alcune differenze nello svolgimento degli arrangiamenti nei continui scambi tra parti ritmiche e soliste e nei cambiamenti di tempo delle ritmiche mentre le vocals rimangono improntate su una aggressività alla Tom Araya. Anche la title-track mostra una faccia diversa a sua volta con linee di basso e patterns di batteria più dosati e meno votati alla velocità che viene alternata per brevi istanti al groove del brano che rivela un’aria quasi Punk e nettamente più cafona rispetto al duo iniziale. Si passa poi al muro sonoro grezzo e martellante di Lazy Jack, pezzo confusionario e caotico con brevi momenti ragionati e ritmati che seguono una logica e non sembrano messi a casaccio solo per poter correre come matti sugli strumenti. Il tecnicismo delle parti soliste di chitarra hanno un loro perché e danno una nota di colore extra al brano che appare meno arrabattato e tenuto insieme con lo scotch da pacchi. Apprentice, Mr. Cleaner e Dance Of Death ricalcano la traccia disegnata dai primi quattro pezzi del disco stando bene attenti a non uscire dai bordi; tre brani godibili e con la giusta attitudine ma che non lasciano molto spazio alla fantasia di chi ascolta. Nettamente più interessante la successiva Carolina Reaper con il suo andamento più oscuro e feroce e la lentezza delle sue ritmiche di chitarra e della coppia basso-batteria, anche le vocals hanno più presa e più carattere, risultando molto più aggressive. Thrash anni ’80 più classico per le trame Son Of Satan (SOS), con un leggero accento melodico e tecnico nella chitarra che ben si amalgama alle sfuriate del leitmotiv del pezzo. Stradaiola, polverosa, distorta, distruttiva, violenta… questa è l’anima che fuoriesce come un fiume impetuoso dalle note di Big C e di No Return (prima delle due bonus-track). Canzoni che sembrano legate dallo stesso arrangiamento, molto classico con vocals molto lineari ma comunque articolato dove la band dimostra di non essersi arrugginita o persa per la strada dopo una pausa uguale all’età di chi scrive queste righe, anzi si dimostra in gran spolvero. Ci si avvia verso le battute conclusive con un terna decisamente anomala nell’abbinamento: Silent Honor, I Won’t Drop A Tear e The Mystery Of Phantom (seconda bonus-track). Un brano ritmicamente sincopato e farcito di virtuosismi e chitarre orientaleggianti, un brano misto tra una partenza simil-Hard Rock e un tema portante ammiccante ai Kreator era Pleasure To Kill per poi passare ad un brano conclusivo dalla breve durata tutto giocato sulla pura velocità che se originariamente come brano d’apertura (a cui faceva seguito la già citata No Return) aveva il giusto senso ma che posto in chiusura appare come un mero riempitivo pescato in assenza di altre idee su come chiudere il disco. Un trittico finale che lascia qualche dubbio, forse troppo altalenante.

Il ritorno della band finlandese nonostante qualche incertezza si dimostra all’altezza del suo nome e della sua proposta. Un album di Thrash Metal anni ’80 nudo e crudo di buon livello, godibile, agguerrito e sfrontato nelle giuste misure. Forse un poco corposo e derivativo dove il graffio della band si perde nei rimandi dei suoi numi ispiratori; anche il numero di brani alla lunga rischia di diventare un neo per questo lavoro e probabilmente, in questo caso specifico, con una mole di quattordici brani pronti all’uso si potevano estrarre due album distinti e avere più gioco nel costruire la tracklist.

VOTO: 68 / 100

TRACKLIST:

  1. Too Late To Love Or Hate
  2. Sleep Paralysis
  3. Wheel Of Fortune
  4. Lazy Jack
  5. Apprentice
  6. Mr. Cleaner
  7. Dance Of Death
  8. Carolina Reaper
  9. Son Of Satan (SOS)
  10. Big C
  11. No Return
  12. Silent Honor
  13. I Won’t Drop A Tear
  14. The Mystery Of Phantom

LINE-UP:

Pete Korpi – Voce / Basso

Mikko Siltanen – Chitarra

Ilmari Arvilommi – Batteria

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