SHENANIGANS – Muta in potenza

SHENANIGANS – Muta in potenza

SHENANIGANS – Muta in potenza

TITOLO: Muta in potenza
ARTISTA: Shenanigans
GENERE: Thrash Metal / HC Punk
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Earthquake Terror Noise

Giovani e con tanto ancora da dimostrare; contemporaneamente, massicci ed incazzati in maniera degna di nota. Definizione che mi sento di adoperare, parlando specificatamente dei parmensi Shenanigans ed in generale di coloro i quali riescano a cogliere in pieno l’essenza del Thrash / Hardcore Punk, decidendo di onorare una tradizione ad oggi un po’ troppo messa in ombra. Spesso e volentieri vedo band fregiarsi di determinati “meriti” artistici e troppe volte rimango deluso, riscontrando lungo i solchi di un qualsivoglia full-length richiami a groove moderni uniti a produzioni cristalline; dulcis in fundo (si fa per dire…) i soliti testi, le solite tematiche. Prodotti studiati a tavolino ma chiariamoci: non sono affatto contro la modernità, se quest’ultima venisse sfruttata alla luce del sole senza “cappe” o omissioni imperdonabili. Posso tranquillamente dire di apprezzare band Thrash moderne come gli spagnoli Stillnes, purché le cose vengano chiamate col proprio nome. Eventualmente leggendo la denominazione “Thrash/Hardcore” pretendo però in maniera dittatoriale che il tutto non venga annacquato da situazioni pantereggianti (e nulla contro i Pantera, anzi) o simili. Recupero dunque gli Shenanigans e li vedo presentarsi con i sopracitati attributi; i quali, posti accanto ad un bel macigno come Muta in potenza, non stonano nemmeno un secondo. Sono finalmente al cospetto di un qualcosa che non viene meno alla parola data ed anzi, mostra un’attitudine talmente schietta e genuina da poter tranquillamente far la gioia di chiunque fosse alla ricerca di un determinato tipo di sound violento e senza compromessi. La lezione posta alla base di questo esordio è una e solo una: il sancta sanctorum Cause For Alarm, meridiano di Greenwich della potenza qui esercitata. Un disco che consacrò gli Agnostic Front presso il pubblico Metal, vista e considerata l’allora voglia di Miret&soci di rendere il proprio sound più “Thrash oriented” che Hardcore in senso strettissimo. Un sentiero battuto da diverse altra band come Converge ed Earth Crisis, una miscela esplosiva riportata prepotentemente in auge da questi quattro ragazzi di belle speranze, desiderosi di iniziare il loro cammino in questa vasca di squali. Siamo al cospetto di un full compatto e roccioso: Muta… non indugia in chiacchiere ed anzi ci tiene a svelarsi immediatamente da inizio a fine, come a dissipare ogni eventuale dubbio o reticenza. Otto tracce degnamente presentate dalla titletrack, corposa bastonata sulle gengive in grado di mettere subito in chiaro le cose: qui si picchia e non si discute. Ogni brano si lega al precedente in maniera sanguinolenta, tenendo sempre alta l’asticella della rabbia suprema, non concedendoci neppure un attimo di respiro, catapultandoci in un vero e proprio vortice di furia e follia. Particolarità che ho amato sin da subito, la scelta di cantare in italiano. Basterebbe leggersi attentamente i testi di pezzi come Alfa 3 o Assenza di Eroi per capire come i Nostri abbiano imparato a comunicare dai maestri IN.SI.DIA e Cripple Bastards, dopo tutto. Un cantato in inglese avrebbe posto al progetto un freno notevole, un gruppo che riesce ad essere se stesso proprio grazie a strofe al vetriolo e colme di oscura polemica. Invettive contro ogni tipo di male che tutt’oggi affligga la società in cui viviamo, dai falsi Dei alla violenza in divisa. Nessuno è al sicuro, nessuno può scappare: metriche acide ed abrasive, autentiche coltellate menate in pancia all’ignaro ascoltatore, il quale può solamente incassare cercando ci coprire goffamente profondi tagli grondanti di sangue. Se a livello musicale siamo dinnanzi ad un qualcosa di ben suonato ma non certo innovativo, è proprio nei messaggi posti alla base di Muta in potenza che gli Shenanigans mostrano la loro forte, fortissima personalità, mostrando ancora una volta di aver imparato la lezione. Thrash ed Hardcore, dopo tutto, venivano (vengono?) suonati per un motivo ben preciso: dare voce al proprio malessere, denunciando i mali di una società marcia e corrotta, schifosamente sorridente ed al contempo celante montagne di rifiuti e spazzatura a più non posso. Come difendersi da cotante menzogne? Semplicemente, urlando. Gridando al mondo quanto tutto facesse irrimediabilmente schifo, a suon di decibel vibranti e voci sguaiate. Dando fuoco ai loro strumenti, i parmensi esprimono il proprio dissenso in maniera squisitamente personale, filtrando il tutto attraverso strofe talvolta esplicite talvolta pregne d’oscura poesia dei bassifondi. Proprio analizzando quest’ultimo aspetto, accorre in mio aiuto la traccia numero sei, Dioscuri: rimandante ai miti greci di Castore e Polluce, metaforicamente indirizzata verso una buia visione dell’esistenza, terminante nella massima “amore è la legge, amore sotto la volontà” espressa dal ben noto Aleister Crowley nel suo Libro della Legge. Un tocco di classe e di cultura ben spalmato lungo un tripudio di sfoghi bestiali, vera e propria pepita / distintivo delle capacità compositive di un gruppo da non sottovalutare. Sarà decisamente interessante vedere questa compagine all’opera in un altro lavoro… nel frattempo, Muta in potenza strappa un applauso ed una promessa: quella di non perdersi per strada e di poter presto godere di un successore anche più tosto e convincente.

VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1. Muta in potenza
2. Cammini Disgregati
3. Io Non Esisto
4. Bambino Soldato
5. Assenza di Eroi
6. Dioscuri
7. Alfa 3
8. Senza pace senza amore

LINE UP:

Berto – basso
Tom
– batteria
Panco – chitarra
Macinacadaveri – voce

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marek

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