PURNAMA – Lioness

PURNAMA – Lioness

PURNAMA – Lioness

TITOLO: Lioness
ARTISTA: Purnama
GENERE: Death/Groove Metal
ANNO: 2017
PAESE: Repubblica Ceca
ETICHETTA: indipendente

L’importante è partecipare, alla fin fine. Riesco – forse – con questa massima decoubertiniana a non gettare completamente alle ortiche quanto realizzato dai cechi Purnama in occasione del loro debutto in full-length. Impegno, partecipazione. Dopo tutto, la voglia c’è. E per quanto Lioness non riesca assolutamente a farsi notare nel marasma di proposte Death Metal “moderne”, non posso non riconoscere a questi ragazzi la volontà di credere in un qualcosa. Un’ideale, la propria musica: se non altro, qualche episodio graffiante riesce a saltar fuori, pur non rispettando quanto sul gruppo in questione si dica e si affermi. In diversi trafiletti e bio si parla di “Black/Death Metal”; qualora credeste di trovarvi al cospetto di una band alla stregua di Conqueror Proclamation, saltate immediatamente oltre senza rifletterci troppo. E no, non si avvicinano nemmeno ai Behemoth. Proprio perché l’elemento Black è pressoché nullo e quello Death risulta anzichenò arricchito di pesanti influenze moderne. Flavours à la Battlecross (qualche sparuta eco) ed una produzione pulitissima “all’americana” fanno di Lioness un prodotto perfetto per le nuove generazioni, contemporaneamente abbastanza agli antipodi di quanto un marcione mio pari si sarebbe aspettato, leggendo varie descrizioni. Non me ne voglia nessuno: il pregiudizio non ha mai fatto parte di me, tirando in ballo la vita in generale… purché si parli chiaro ed un prodotto venga presentato per quel che realmente sia. Fatta questa dovuta premessa, non riuscirei nemmeno ad incolpare troppo dei ragazzi evidentemente molto presi dalla loro causa ed anche attivi in diversi enti benefici, sperando con il Metal e con i loro spettacoli di aiutare i meno fortunati. Iniziativa lodevole, senz’altro, che non può comunque pesare all’interno di una recensione. I contenuti di Lioness sono infatti prevedibili, fin troppo simili a miriadi d’altre sensazioni già sentite ed apprezzate in lungo ed in largo. Sette pezzi ben suonati, per carità, capaci di dimostrare comunque una buona foga, voglia di divertirsi e spaccar tutto.. ma anonimi a dire poco, giunti in ritardo considerando i trend odierni e le nuove direzioni ormai più in voga. Ed il Death “raffinato” e reso accessibile a chiunque – almeno per quanto mi riguarda – ha smesso di far parlare di sé dai tempi della Gossow e della prima esplosione degli Arch Enemy. Vorrei imputare (il tempo mi darà ragione) il tutto all’eccessiva inesperienza del quartetto, dopo tutto appena al suo esordio e dunque da non “castrare” totalmente. La maturità e la personalità sono traguardi difficilissimi da raggiungere: l’unico consiglio che mi verrebbe da dare ai nostri amici cechi sarebbe quello di rinchiudersi in sala prove e di suonare per ore, giorni interi. Affinare, sperimentare, provare, cercare di conquistare una sintonia ed un gusto compositivo tali per i quali potrebbe saltar fuori un prodotto degno di tal nome. Non basta saper suonare ed ispirarsi a quella o questa band, l’Arte è soprattutto personalità. Immettere nel circolo un qualcosa che sia nostro e solo nostro, pur volendo cimentarsi in un genere di cui si è detto e stra-detto. Siamo in Repubblica Ceca, un territorio incredibilmente avanguardistico e sempre sul pezzo anche solo parlando di Metal estremo. Pensiamo a gruppi come Root Master’s Hammer, tanto per citare due pesi massimi. Formazioni in grado di donare un sincero ed importante contenuto alle proprie, rispettive scene. Stesso discorso che i Purnama dovrebbero intraprendere: imparare dai maestri non tanto il modo di suonare quanto la capacità di porsi. Unendo la loro carica dirompente ad ulteriori ed affinate capacità, riusciranno senza dubbio a farsi notare. Per il momento, rimandati a data da destinarsi. Sotto con i corsi estivi, ragazzi… ci rivediamo a Settembre!

VOTO: 55/100

TRACKLIST:

1. Acheron
2. War For Home
3. Old Mistery of Black Veins
4. Black Panther
5. No Evil No God
6. Denial of Humanity
7. Lioness

LINE UP:

Pavel Bukvic – basso, voce
Vaclav Lhota – batteria
Jakub Vitak – chitarra, voce
Vasek Vanicek – chitarra

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marek

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