Pestilength – Demo MMXIX

Pestilength – Demo MMXIX

Pestilength – Demo MMXIX

TITOLO: Demo MMXIX
ARTISTA: Pestilength
GENERE: Black Metal / Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Spagna
ETICHETTA: Iron Bonehead Productions

 “Noi, guidati da disumani rituali di morte, soccombiamo”, è il miglior riassunto per questa cavernosa demo degli spagnoli Pestilength, band Black Metal con pesanti influenze legate al Death/Doom stile Dead Congregation, Incantation, Cruciamentum e Father Befouled. L’apertura della demo, uscita esclusivamente in formato cassetta tramite la tedesca Iron Bonehead Productions, già rinomata nell’ambiente del Metal Estremo per annoverare nel suo roster, bands come: Goatkraft, Musmahhu, Death. Void. Terror. e Urn, è affidata a Layering Continuum Unfleshing, traccia che dà il nome al singolo rilasciato nel Gennaio scorso. Apriamo il rituale con una breve introduzione, un coro demoniaco che apre le porte ad un caos mid-tempo, pesante e blasfemo. La voce è uno scream ancestrale che sembra risuonare da antiche rovine di templi devoti a crudeli divinità del profondo. La dipanatura del brano, dalla durata di 4 minuti e 4 secondi, si svolge tramite un inaspettatamente elevato numero di riffs, alternando i blast su melodie dissonanti e sinistre a prepotenti sezioni lente con palm mute che assomigliano al pesante incedere inesorabile di qualche creatura di inconcepibile forma. Lo stile adottato per le vocalità, disteso e salmodico, e la ruvidezza con cui la demo è stata fatturata, garantiscono fin da subito la giusta atmosfera composita di ignoto, fervore ritualistico e vuoto cosmico. I Pestilength ci fanno capire sin dalle prime note tutte le influenze che li hanno condotti fino alla realizzazione di questa Demo MMXIX, annoverandoli di diritto fra le band le quali, sia nel Black che nel Death, hanno subito l’influenza Lovecraftiana dell’Orrore Cosmico. Se Layering Continuum Unfleshing si apriva in maniera crudelmente minacciosa, la seconda ed ultima traccia: Witnere, potrebbe essere condannata per genocidio. Scendiamo ancora di più nel profondo strato di questo pesante inferno, dalla durata di ben 8 minuti e 59 secondi, facendoci trascinare da oscuri power chord disgustosamente Doom, cadenzati dai sadici colpi di una batteria che, nonostante la qualità rozza della demo metta poco in risalto a livello di volumi, si fa sentire, talvolta anche con un ritmo marciante quasi militaresco, come quello che accompagna la sezione pulita del brano. Le ombre si sollevano e occludono la mente in questa lenta danza di morte, culminata dalle grida morbose del cantante che riallacciano le distorsioni che completano questo valzer di dissonanze. La melodia assolutamente spettrale di queste intersezioni viene mutata dal ritorno ai riffs più scuola Incantation, che si evince anche dalle troncature delle strutture dei riffs stessi e dalle tempistiche mid/low coadiuvate da un numero insano di plettrate sulle chitarre. La suddivisione di questo brano, data la lunghezza, è ancora più articolata rispetto al primo, lasciando il giusto spazio anche per brevi silenzi ed un’intersezione di basso. Utilissima per apprezzare al meglio il tono scuro e mostruoso dello strumento. Le chitarre si riallacciano ogni tanto, con lo stesso pulito spettrale della precedente sezione distensiva. Voci in sottofondo gorgogliano blasfeme parole provenienti dal centro dell’universo prima di collimare con l’ultimo tratto del brano, che si conclude sempre sulle stesse note con un veloce fade out.

Sono rimasto davvero senza parole dall’universo che si nasconde dietro questa demo e sento nella mia testa, strane voci comandarmi di premere di nuovo play. La produzione è sì Black, sì cavernicola, sì primordiale ma lascia davvero spazio a tutti i suoni. Le sporadiche perdite di volume danno quella sensazione di musica vinile o meglio ancora su nastro, amplificata dal fatto che l’unico formato fisico per la demo, è la cassetta. I suoni lasciano il segno, l’oscurità miasmatica che emanano è palpabile e sono rimasto davvero contento della cura dedicata al suono del basso. Ogni pezzo di questa insanità blasfema e corrotta cade al suo posto in maniera eccellente. Le band come i Pestilength sono i baluardi di una nuova “vecchia” epoca, fatta di demo e promo, senza compromessi e privazione date dai diktat di commercio. Difatti è grazie al loro lavoro e a quello di tantissimi altri musicisti e supporter, se ad oggi possiamo vantare il ritorno dei Dismember, un nuovo album dei Possessed o dei Nocturnus A.D. ed il ritorno ai formati fisici. La ritualità che c’è dietro ad un certo tipo di musica sembra sia tornando, il fermarsi per mettere su un disco ed ascoltarlo quasi come se si fosse in trance, è una vecchia “moda” sana che può e deve contrastare l’estrema liquidità della musica digitale, utile ma priva di focus. Consiglio a tutti di spegnere le luci e lasciare che i Pestilength vi conducano attraverso questo nero rituale, non ve ne pentirete.

VOTO: 85/100

Tracklist:

1.Layering Continuum Unfleshing

2.Witnere

Video:

]

Line Up:

Sconosciuta

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Black Wolf

black-wolf

Maniaco del Metal Estremo, musicista in Burial, Carrion Shreds e NecroCommand, avido macinatore di date e headbanger dal cervello bruciato.

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