NÝ MYND- Crystalize [EP]

NÝ MYND- Crystalize [EP]

NÝ MYND- Crystalize [EP]

TITOLO: Crystalize [EP]
ARTISTA: Ný Mynd
GENERE: Death Metal / Melodic Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Indipendente

Esistono realtà musicali che nonostante non partano sotto i migliori auspici non mollano la presa e non si arrendono. Stringendo i denti e lottando per il proprio obbiettivo raggiungono la meta fissata e fanno emergere il proprio nome ritagliandosi il meritato spazio nella scena. Ad aver attirato il nostro sguardo verso di loro, sono i piacentini Ný Mynd. Nome dal significato ben preciso che identifica perfettamente la storia della band, travagliata e segnata da diversi rallentamenti e cambiamenti; un nome di derivazione islandese che letteralmente significa «nuova forma». Un progetto che affonda le sue radici dentro ad influenze musicali diverse, fuse assieme per dare un nuovo sound, donando una forma personale a quel Melodic Death Metal che ne costituisce le basi principali. La band nasce nei primi mesi del 2016 dalla rottura di diversi progetti precedenti dei membri fondatori, risvegliandone solo tre dalle ceneri: i chitarristi Doc e Innerfrost, ai quali si unisce il cantante Drake. L’idea di fondo è quella di avere un suono meno legato ad un genere preciso e quindi relegato a dogmi specifici, lasciandolo dunque più aperto a nuove prospettive, potendo così prendere liberamente spunto da varie influenze al fine di renderlo più vario e in linea con la propria idea compositiva. La prima parte della carriera vede i tre componenti impegnati nella ricerca di una figura da portare dietro le pelli, subito trovata nel drummer Master; un tassello che apporta alla line-up elementi necessari per disegnare lo stile della band, fra potenza e bravura. La formazione è quindi completata con Dee sul basso. Provenendo da diversi generi ed esperienze, l’idea è di combinare le diverse influenze di ogni membro per delineare una proposta nuova ed accattivante: si fondono quindi Thrash, Death, Heavy, Core e Black, dando vita a qualcosa di particolarissimo e pronto a far sanguinare le orecchie degli ascoltatori! Nel 2017 viene portata a termine la scrittura delle canzoni per il primo EP ed i Nostri iniziano a portare i primi pezzi in vari club e festival nel Nord Italia. La frenata all’entusiasmo del gruppo non si fa attendere e all’inizio del 2018 Doc e Dee decidono di lasciare la band. Lo stop non comporta grosse attese ed estenuanti ricerche per dei degni sostituti e i due membri uscenti vengono sostituiti da Michele al basso e Claudio alla chitarra. La formazione è di nuovo completa e pronta a perseguire gli obiettivi prefissati. Nel marzo del 2019 la band entra nello studio del Sonitus Studio di Crema per registrare il loro primo EP intitolato Crystalize, totalmente auto-prodotto e da poco rilasciato. Sei tracce che riescono a fondere Metal estremo, Death e Black (in parte) a ritmiche che pescano dal Thrash e in lontananza anche dal ‘Core (senza spingersi troppo all’interno di quello stile), tutto unito ad un vena melodica e ad inserti tecnici nelle chitarre che rendono il tutto molto personale, diretto ma non approssimativo. Molti elementi che si alternano e si mescolano senza che vadano a crearsi prevaricazioni o che si abbia l’impressione del «troppa carne al fuoco». Un EP di debutto che si compone di sole sei tracce ma che a differenza di molti debutti sprigiona una forza tale da non destare la fastidiosa frase «Magari con qualche pezzo in più…», assolutamente no! Sei canzoni di ottima fattura all’interno delle quali non vi è il rischio che si palesi lo spettro della linearità (anche se a nelle strutture ritmiche dei vari pezzi le somiglianze sono presenti) o dalla celebrazione scontata, dove l’ingombrante presenza degli echi di una o più bands precise si volatizza facilmente sotto il peso della personalità della band. Un connubio tra incursioni semi-acustiche e passaggi tecnici che supporta con abilità l’impronta Melodeath che sta alla base di questo progetto. Il sestetto composto da “Intro“, “Call Of The Void“, “Half To Fail“, “Morning Clash“, “Sharehate” e “Diamond Skin” presenta brani decisamente solidi e corposi, senza risultare stucchevoli. Si sente anche una leggera vena tendente al Prog in alcune parti soliste della chitarra, specie nel finale di “Morning Clash” ma ciò non crea nessun tipo di disturbo all’interno della compagine sonora, anzi ne ampia la gamma delle sfumature e ad orecchio si presenta come una delle canzoni che in sede live potrebbe avere la presa e il coinvolgimento maggiore. Sei brani che scorrono con una fluidità che scatena la voglia di ascoltare e riascoltare questo EP più volte fino a che la maggior parte delle sue caratteristiche non venga pienamente percepita dall’orecchio. Arrangiamenti schietti che non hanno bisogno dell’intervento di strumenti aggiuntivi o incursioni sinfoniche spesso troppo presenti nelle scuole melodiche del Metal Estremo per avere la giusta carica melodica a supporto del potente muro sonoro su cui ogni canzone viene costruita. I malati della ricerca di sperimentazioni e commistioni al limite del fantascientifico rimarranno a bocca asciutta (e per gli stili che compongono questo lavoro, di morbosi ricercatori ce ne sono)… di contro gli amanti dei suoni genuini e sanguigni troveranno un caldo rifugio e potranno scatenare liberamente il loro headbanging più doloroso. Gli elementi non saranno molti e il sound totale è presto completato e subito identificabile, poche incursioni ma ugualmente pieno di quelle sfaccettature che aiutano ad avere canzoni che vivono di una loro identità le quali riescono a risaltare nonostante una ritmica, come detto poche righe fa, molto somigliante ma dettata dall’impronta principale quindi inutile da mettere in discussione. La band porta con se una prova vocale maiuscola e arrangiamenti che riescono a mettere insieme forza ed una ricerca melodica molto attenta (la parte finale di “Sharehate” chiama pelle d’oca e occhi che luccicano).

Un EP di debutto che riesce ad avere un suono molto pulito e moderno ma con un livello di distorsione nelle chitarre che lo porta ad apparire come un lavoro uscito tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, sporco ma nitido. Un EP solido e fresco. Esordio che ci fa ben sperare per il proseguo del percorso di questi ragazzi.

VOTO: 80 / 100

TRACKLIST:

  1. Intro
  2. Call Of The Void
  3. Half To Fail
  4. Morning Clash
  5. Sharehate
  6. Diamond Skin

LINE-UP:

Drake – Voce

Innerfrost – Chitarra

Master – Batteria

Claudio – Chitarra

Michele – Basso

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