LA JANARA – Tenebra

LA JANARA – Tenebra

LA JANARA – Tenebra

TITOLO: Tenebra
ARTISTA: La Janara
GENERE: Doom/Heavy
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Black Widow Records

La Janara: un nome particolare, evocativo, recante in sé sfumature e suggestioni tutte diversissime. Da una parte i racconti popolari, i miti e le leggende italiche; dall’altra, la magia, l’esoterismo, l’occultismo privo di barriere o confini. E quando una band, amici lettori, riesce a coinvolgere sin dalla scelta del proprio moniker, è allora e solo allora che i giochi divengono più che interessanti. Proprio perché la band irpina è riuscita, con il suo esordio Tenebra, a destare un panorama italico decisamente saturo di band interessanti. Volgendo l’attenzione generale su di un full-length assoluto protagonista di questi primi mesi del 2019 e sicuramente destinato a far parlare di sé per molto, molto altro tempo a venire. Prcediamo però per gradi e contestualizziamo i Nostri protagonisti, dipingendone un breve ed esauriente ritratto. Il progetto nasce nel 2015 e subito si fa notare grazie alla vittoria di un premio musicale (il Lioni Music Contest) ed al rilascio di una demo omonima, caratterizzata da un cantato in italiano e da testi legati ai miti nonché alla storia delle terre irpine. Culto professato anche nell’EP successivo, ancora una volta omonimo del gruppo e risalente al 2017. Notiamo a questo punto quanto dietro la maschera vi sia uno sforzo culturale non indifferente, nonché una gran voglia di tributare storie e tradizioni di tempi arcani e misteriosi. Lo stesso nome La Janara rappresenta, nel dialetto locale dei Nostri, una creatura mistica e sfuggente, letale quanto affascinante. Forse legata agli antichi culti della dea Diana (Dianara, “sacerdotessa di Diana”) e della luna, questa strega meridionale era solita compiere i propri sabba durante le notti di plenilunio, sperduta nelle campagne, danzando attorno agli alberi (specialmente noci) con le sue amiche. Dunque magie, riti occulti, rituali pagani… che genere musicale d’accompagno immaginereste, per tematiche del genere? Ovviamente un sound oscuro e trascendentale, sabbatico e sfuggente, pesante e coinvolgente al tempo stesso. Difficile inquadrare la proposta musicale della band: nella sua complessità, parliamo a grandi linee di un genere capace di mescolare fra di loro suggestioni già di per se stesse complicate e difficilissime da inquadrare. Prendiamo il mood cimiteriale ed esoterico dei primi Death SS, tiriamo in causa l’alchimista Paul Chain ed i suoi progetti più coraggiosi ed intraprendenti, mescoliamo sapientemente il tutto ad un Doom dichiaratamente ispirato a L’Impero delle Ombre; aggiungiamo suggestioni à la Coven, lasciamo che il preparato sia vegliato dai Black Widow ed ecco servito il concept sonoro di Tenebra. Un viaggio mistico e quasi iniziatico, il battesimo di un cammino esoterico da compiersi all’interno delle antiche tradizioni nostrane, assai più affascinanti di quel che si potrebbe credere. Vengo subito al pro maggiore dell’album e della band in generale: il dare lustro e risalto a ciò che la nostra terra abbia da offrire, in termini di ispirazione e materiale da concept/brani. Non pecco di sciovinismo né vorrei farlo; solamente, è bello per una volta poter avere direttamente a che fare con chi non va necessariamente a pescare all’estero, trattando in maniera sempliciotta tematiche “folkloristiche” per forza di cose lontane anni luce dal background culturale di chi ne usufruisce. La Janara non pecca in questo senso ed anzi, padroneggia con incredibile maestria ogni racconto, ogni sfumatura, ogni leggenda trattata all’interno dei suoi brani. Dall’evocativa ed acustica Violante aveva un Osso di Capra alla potente Mater Tenebrarum, ipnotica e travolgente, nella quale Raffaella dà il meglio di sé a livello di interpretazione e personalità. La voce della “strega” è infatti il punto forte di una band in grado di dare il meglio di sé in ogni sfumatura presentata. Fattore ben chiaro sin dall’opener Malvento e dalla sua andatura in stile Agony Bag, giusto per citare l’anima più movimentata dell’oscuro sacerdote Clive Jones. Struggentemente sdabbathiana la titletrack Tenebra, così potente eppure commovente nei momenti più calmi e melodici… difficilissimo compendiare in un unico nome la musica proposta dai Nostri: semplicemente, loro stessi. E l’amore, dimostrato e mostrato, per tutto ciò che musicalmente li ha colpiti ed aiutati a crescere artisticamente. Menzione d’onore, poi, per dei testi culturalmente parlando incredibilmente stimolanti, ricchi di riferimenti alle nobili tradizioni che furono. Illuminante in questo senso Ver Sacrum, dedicata alla fertile Irpinia costantemente vegliata da Mamerte, versione osca del dio Marte e facente riferimento alla primavera sacra, un’antichissima ricorrenza italica atta a scongiurare carestie e sovrappopolamento. Mediante l’attuazione della ricorrenza, infatti, parte di varie tribù e popolazioni erano solite emigrare dalla madrepatria sino a luoghi confinanti, per fondare nuove colonie e battezzare dunque la nascita di nuovi popoli. C’è spazio anche per riferimenti letterari di grande spessore, come la citazione al noto componimento A Se Stesso di Giacomo Leopardi, poesia struggente composta per alleviare le pene d’amore per le quali il nativo di Recanati soffrì dopo una cocente delusione affettiva. Or Poserai per sempre, dopo tutto: piccolo capolavoro, gioiello d’espressività e potenza teatrale. Proprio il fattore “teatro” sembra essere fondamentale per la buona riuscita d’ogni brano di Tenebra, come se il gruppo fosse su di un palco antico atto a far rivivere miti e leggende in modo arcano ed indecifrabile eppure così diretto e pungente, colpendoci e poi svanendo nell’ombra. La forza di un disco che si svela e non si svela, da ammirarsi come un sabba. In religioso silenzio, nascosti, per non spaventare le streghe che altrimenti interromperebbero la loro danza. Dark sound e magia: La Janara ha fatto centro e promette di non interrompere la propria danza… dato sì che il plenilunio è ben lungi dall’essere terminato.

VOTO: 80/100

TRACKLIST:

  1. Malevento
  2. Mater Tenebrarum
  3. Violante Aveva Un Osso di Capra
  4. Tenebra
  5. Mephis
  6. Cera
  7. Il Canto Dei Morti
  8. Volano i Corvi
  9. Or Poserai Per Sempre
  10. Ver Sacrum


LINE UP:

La Janara – voce, chitarra (live)
Il boia – chitarre,
L’inquisitore – basso,
Il Mercenario – batteria e percussioni

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alissa

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