KALIDIA – The Frozen Throne

KALIDIA – The Frozen Throne

KALIDIA – The Frozen Throne

TITOLO: Kalidia
ARTISTA: The Frozen Throne
GENERE:Melodic Power Metal
ANNO:2018
PAESE:Italia
ETICHETTA:Inner Wound Recordings

The Frozen Throne è il secondo full-length del gruppo toscano Kalidia, rilasciato a ben quattro anni di distanza dall’esordio Lies’ Device, datato 2014. A separarlo dal suo predecessore, tutta una serie di singoli diffusi lo scorso anno, apripista di quel che sarebbe stato il mood di questo nuovo disco che oggi ci apprestiamo a recensire. Si parte immediatamente con quella che è la title track, un brano interessante, che catapulta l’ascoltatore direttamente nel vivo dell’opera, dopo una breve introduzione più lenta, affidata alle chitarre, sulle quali si inserisce la batteria. Un virtuosismo di sintetizzatore fa poi da “ponte” tra l’introduzione e la prima strofa del brano. Circe’s Spell è una canzone dai sapori orchestrali, almeno per quanto riguarda gli interventi strumentali. C’è una buona distinzione tra le varie sezioni del brano e nel ritornello la cantante Nicoletta Rosellini dà prova delle proprie qualità vocali, staccandosi per un breve tratto dal registro medio-acuto presente nel resto della canzone. Con Black Sails lasciamo l’oriente e ci spostiamo invece in ambienti nordici, con interventi strumentali che portano alla mente immagini di antiche popolazioni del nord Europa che arrancano in lunghe marce tra la neve. È un brano che coinvolge molto, in particolare il ritornello risulta essere estremamente cantabile. L’unico appunto che potrebbe essere fatto è la somiglianza tra la linea melodica della prima sezione delle strofe con quella di Storm the Sorrow degli Epica. Segue Orpheus con l’introduzione della quale ci troviamo più in mood quasi rimandante all’indie electronic, ma solo per un attimo, perché già dall’inizio del cantato il gruppo riesce a vertere l’andamento della canzone verso il proprio stile. L’inizio strumentale di To the Darkness I Belong richiama sempre ambienti a metà tra il nord Europa e l’Irlanda. È molto coinvolgente e presenta una bella struttura. Si nota una distinzione netta (sia dal punto di vista melodico sia da quello armonico) tra le diverse sezioni del brano, che culmina poi in un ritornello molto cantabile.

Con Myth of Masada torniamo ad ambientazioni orientaleggianti, sempre senza perdere l’essenza musicale del gruppo. Un intro sognante di pianoforte apre la semi-ballad Midnight’s Chant, il quale organico vede assumere caratteri più riempitivi con l’introduzione degli altri strumenti; con la successiva Go Beyond torniamo su tematiche musicali a cui il gruppo ci aveva già abituati.

La nona traccia si intitola Amethyst.  È aggressiva sin da subito, pur restando molto melodica, un fattore comune a tutti i brani dell’album che contribuisce a creare un più che discreto interesse in chi ascolta, fino ad arrivare a Lotus e Queen of the Forsaken, che chiudono l’album.

In linea di massa, si tratta di una buona opera. Le parti strumentali sono abbastanza variegate, soprattutto nella prima parte dell’album, in cui si ispirano a diverse ambientazioni. Le canzoni in sé presentano invece un mood abbastanza simile tra loro, salvo qualche eccezione. Il tutto riesce però a non annoiare, grazie anche a strutture armoniche che cambiano tra le diverse sezioni dei brani e a ritornelli estremamente melodici e cantabili.

 

VOTO: 80/100

 

TRACKLIST

  1. Frozen Throne
  2. Circe’s Spell
  3. Black Sails
  4. Orpheus
  5. To the Darkness I Belong
  6. Myth of Masada
  7. Midnight’s Chant
  8. Go Beyond
  9. Amethyst
  10. Lotus
  11. Queen of the Forsaken

 

LINEUP:

Nicoletta Rosellini: Voce
Federico Paolini: Chitarra
Roberto Donati: Basso
Dario Gozzi: Batteria

 

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giuseppe_corcella

Appassionato di musica da quando ha memoria, studia pianoforte da 12 anni e chitarra acustica da autodidatta. Da una decina d'anni si interessa di musica metal, al punto da conseguire una laurea triennale in Musicologia a Cremona nel 2016 con una tesi dal titolo "The Rime of the Ancient Mariner di S. T. Coleridge nella lettura poetico-musicale degli Iron Maiden". Ora studia Scienze della Musica e dello Spettacolo a Milano, è tastierista e compositore degli Onyrica (Symphonic Heavy Metal), scrive recensioni di album metal e porta avanti un progetto di composizione di musica cinematica.

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