INSONUS – The Will To Nothingness

INSONUS – The Will To Nothingness

INSONUS – The Will To Nothingness

TITOLO: The Will to Nothingness
ARTISTA: Insonus
GENERE: Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Throats Records

Insonus, ovvero “privo di suono”. Questa è la descrizione che il duo pescarese quest’oggi recensito ha deciso di adoperare per descrivere la propria proposta musicale. La quale, neanche a dirlo, si adagia su di un Black Metal abbastanza particolare. Di certo lontano dagli standard più bestiali e privi di compromessi, per quanto l’attitudine dei Nostri rimanga ben salda su di un caposaldo del Black tutto: il ritratto minimale di un sound disturbante, descrivente ogni aspetto dell’oscurità. Ci muoviamo in territori parecchio cari al Burzum di Filosofem, al Leviathan di The Tenth Sub Level of Suicide, ai Forgotten Tomb di Springtime Depression; il tutto unito alla misantropica crudeltà di Abyssic Hate, giusto per condire alla perfezione un mash-up decisamente intrigante e pendente verso lo spleen più assoluto. The Will to Nothingness, dopo tutto, non è altro che questo: un album che riesce a trarre grande forza dalle intuizioni poc’anzi citate, narrando e raccontando dei più reconditi anfratti della tragica condizione umana. Misantropia, nichilismo, depressione… quei lati della vita troppo spesso ignorati, in nome di una felicità ad ogni costo. Dunque, in cosa risiederebbe la “privazione del suono” evocata dal moniker? Da un punto di vista meramente materialista, potrei dire che il suono si sente eccome. Non sarei certo riuscito a cucire un canovaccio sul quale adagiare i rimandi musicali percepiti, altrimenti. Penso proprio, dunque, che il tutto debba spostarsi verso la filosofia di ogni singolo brano, l’aspetto più trascendentale che meramente legato all’immanenza. La tempesta di riff che travolge l’ascoltatore in ogni singolo pezzo, la pesantezza sonora, il marasma, la tempesta di negatività che pervade ogni singolo pezzo… questa, è questa l’assenza di suono. Proprio perché The Will of Nothingness si svolge in maniera quasi Lovecraftiana, dicendo e non dicendo, lasciandoci la sensazione di aver assistito ad un vero e proprio incubo fatto musica. C’è differenza, fra i vari tipi di brutti sogni: alcuni sono diretti ed immediati, capaci di colpire per i dettagli incredibilmente nitidi; altri sono sfuggenti, terrificanti, in grado di non farsi ricordare ma di lasciarci effettivamente una sensazione di angoscia e pesantezza impossibili da collocare o datare. L’ascolto di questo disco si configura quindi nella seconda tipologia di incubo, un viaggio all’interno di un vicolo buio entro il quale svolazzano indisturbati pipistrelli e bestialità alate, ogni tanto sfiorandoci ogni tanto palesandosi per qualche secondo dinnanzi ai nostri occhi, per sparire in maniera subitanea. Vorremmo in effetti abbandonare l’avventura ma non riusciamo. Ogni brano è un capitolo, ogni capitolo è un passo avanti lungo un sentiero irto di ostacoli, serpenti, fossi profondi. Pezzi legati e tenuti assieme da un concetto, a malapena differenziati nei titoli. Questi ultimi sempre uguali, progressivamente numerati. Ne deduciamo quindi che lo spezzettare il concept alla fin fine risulta solo una mera questione di tracklist, dato sì che The Will of Nothingness ha l’aspetto di un vero e proprio (oscuro) monolite. Non potrei nemmeno dire quale delle mie canzoni sia la mia preferita, ognuna è visceralmente legata all’altra creando un tutt’uno imprescindibile. Chi siamo? Dove andiamo? Come? Perché? Risposta… il nulla. Polvere spazzata via da un vento insensibile, figli di una madre di parto ma di voler matrigna, abbandonati a noi stessi senza alcun sogno o speranza ai quali aggrapparsi. Trascinandoci come larve prive di volontà, muovendoci per inerzia sino alle pendici di un baratro nel quale dovremo necessariamente cadere, sperando il più presto possibile. Un trionfo di fredda desolazione, di gelida depressione ben rappresentato da una copertina minimale eppure efficacissima: una nera figura adagiata su di un cumulo di teschi immersa nelle tenebre, nell’atto di divorarsi. Amanti del Black più pesante, disturbante e monolitico: non fatevi scappare questa release. Fatela vostra, immergetevi nelle nere acque, nella dannata palude degli Insonus. Garantito, non vedrete l’ora di perdervici.

VOTO: 80/100


TRACKLIST:

1. The Will to Nothingness I
2. The Will to Nothingness II
3. The Will to Nothingness III
4. The Will to Nothingness IV
5. The Will to Nothingness V
6. The Will to Nothingness VI

LINE UP:

A. – voce, chitarra solista, basso, drum programming
R. – chitarra, voce

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marek

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