HELEVORN – Aamamata

HELEVORN – Aamamata

HELEVORN – Aamamata

TITOLO: Aamamata
ARTISTA: Helevorn
GENERE: Dark Metal / Doom Metal / Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Spagna
ETICHETTA: BadMoodMan Music

Protagonisti di questo nuovo spazio sono gli Helevorn. La band è nata nel 1999 a Palma di Maiorca, in Spagna, dalle menti di Samuel (chitarre) e Josep (voce) a quali in rapida successione si uniscono Xavi (batteria), Kike (tastiere), Sandro (chitarra) e Guillem Morey (basso). Con le prime canzoni finite registrarono un CD promozionale chiamato Prelude nell’inverno del 2000. Era la loro lettera di presentazione, Gothic Doom (con voci femminili) che ricordava band come Tristania o Theatre Of Tragedy; un debutto molto apprezzato dalla stampa underground. Dopo alcuni anni di intenso lavoro, la band ha lavorato a nuove canzoni che hanno preso forma negli Ona Digital Studios (Mallorca) e sono stati masterizzati nei Finnvox Studios (Finlandia) da Mika Jussila. Il risultato finale è stato primo full intitolato Fragments, pubblicato e auto-prodotto nell’Ottobre del 2005, che suonava più solido e che trasmetteva anche un suono più scuro, pesante e malinconico. Nel 2009, dopo una serie di live iniziano le registrazioni del secondo album in studio: Forthcoming Displeasures, registrato a marzo negli Urban Studios di Palma e prodotto da Jens Bogren e Johan Ornborg (Katatonia, Opeth, Paradise Lost) spostando nuovamente la direzione del loro stile musicale enfatizzandolo e intensificandolo oltre a renderlo più pesante, forte e profondo. Il 22 settembre 2014 la band pubblica il suo terzo album: Compassion Forlorn. Estate 2018, vede la luce il quarto full-length: Aamamata. L’album viene pubblicato ufficialmente il 23 Gennaio 2019 licenziato dalla Solitude / BadMoodMan. Un album presentato come Dark e Doom che alla fine risulta più come un riferimento continuo al sound gotico tipico dei TypeθNegative appesantito da incursioni vocali Death Metal che si alternano ad un cantato pulito dai toni più alti e melodici. Soluzioni e stile compositivo che ricordano anche i Seventh Void di Heaven Is Gone senza le vocals effettate alla Marylin Manson. Nove tracce che fatta eccezione per l’intro “arabeggiante” e le voci femminili a supporto di Aurora, l’intro pianistica di Mare (Et Deixo Un Pont De Mar Blava) e lo start semi-acustico della conclusiva La Sibil-La sarebbero tutte fatto con lo stampino, un’unica suite musicale che più in là delle influenze descritte non andrebbe. L’impronta propria della band spagnola fa la sua comparsa solo nel trittico indicato confezionando gli unici tre momenti interessanti dell’album. Ascolto che lascia dietro di se il nulla emozionalmente. Un agglomerato di Dark, Doom e Death male assortito e questa scelta non fa un gran favore a questo disco che tenta di essere epico e coinvolgente finendo solo per avere un effetto soporifero e invita a cambiare disco il più celermente possibile prima che le palpebre si chiudano e ci si lascia coccolare dall’abbraccio di Morfeo.

VOTO: 45 / 100

TRACKLIST:

  1. A Sail To Sanity
  2. Goodbye, Hope
  3. Blackened Waves
  4. Aurora
  5. Forgotten Fields
  6. Nostrum Mare (Et Deixo Un Pont De Mar Blava)
  7. Once Upon A War
  8. The Path To Puya
  9. La Sibil-La

LINE-UP:

Josep Brunet – Voce

Samuel Morales – Chitarra

Xavi Gil – Batteria

Enrique Sierra – Tastiere

Sandro Vizcaino – Chitarra

Guillem C. M – Basso

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