TITOLO: Banquet On The Moon
ARTISTA: Felis Catus
GENERE: Experimental Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Masked Dead Records

 

Felis Catus: un nome che al grande pubblico potrebbe dire poco o nulla, di contro un progetto da tenere in considerazione per gli amanti dell’underground italiano, soprattutto per coloro i quali risultino particolarmente interessati a novità e sound decisamente coraggiosi. Francesco Cucinotta fondò la one man band nel 2010, con l’intenzione di promuovere una proposta Black Metal assolutamente non canonica, con l’aggiunta di sintetizzatori e altri strumenti che potessero ammodernare un genere nato come intransigente ma in seguito apertosi a diverse soluzioni assai ardite, affascinanti. L’esordio Dirty Tricks è datato 2010 ma è con il successivo Answers to Human Hypocrisy del 2011 che il progetto conosce il suo apogeo: un full-length mediante il quale l’artista disquisisce in toni assai aspri su di un mondo come quello ecclesiastico, attribuendogli colpe su colpe. Il tutto contornato da uno stile musicale davvero meraviglioso, in grado di trasportarci letteralmente nel cuore della personalità artistica di Francesco. Anche in questo nuovo capitolo discografico, Banquet of the Moon, rilasciato al tramonto dell’anno appena trascorso, si nota chiaramente come il bagaglio musicale dell’artista sia enorme, testimonianza della cura e della ricercatezza che egli intende infondere in soli venti minuti di musica. Assai particolare nonché ricercata risulta, a prima vista, la copertina: sagome indistinte che banchettano su di un suolo lunare, poco distante un cavallo intento a raggiungerli con passo flemmatico. Dulcis in fundo, il pianeta Terra (al posto della Luna stessa) come sfondo. L’EP si articola su quattro brani, tutti estremamente ricercati. Partendo dalla prima traccia, omonima all’album, notiamo come il riff, all’apparenza non certo esempio di elevata ricercatezza stilistica, sviluppi invece un certo acume con l’accompagnamento del Moog, elemento la cui presenza diverrà nel corso dei minuti assolutamente essenziale ai fini della buona riuscita del brano tutto. Si affianca a queste qualità una produzione molto vicina a quella tipica degli ultimi lavori degli Ulver o di Thy Catafalque. Il secondo brano, Cydonia, insiste sull’aspetto più trascendentale dell’album facendoci vagare per universi non ben definiti. Si aggiunge al tutto anche uno scream in stile norvegese, contrapposto ad un growl che rimane in secondo piano.  Baron Munchausen fa riferimento all’omonimo personaggio, conosciuto nel mondo della letteratura per le sue fantastiche imprese, come viaggi sulla luna o a cavallo di una palla di cannone. L’EP termina con Eternity, forse il brano con più contaminazioni metal, senza mai eccedere sul piano stilistico verso l’uno o l’altro genere. In conclusione, Banquet On The Moon si presenta come un album non di facile ascolto, ma capace di creare atmosfere oniriche, sviluppate dalla grande cultura ed elasticità stilistica che il fondatore del progetto ha sviluppato nel corso degli anni.ì, rendendo la sua musica riconoscibilissima ed ogni volta particolare, sorprendente.

VOTO:80/100

          Tracklist:

  1. Banquet On The Moon
  2. Cydonia
  3. Baron Munchausen
  4. Eternity

Video:

Line Up:

Francesco Cucinotta – Tutti Gli Strumenti

Link:

https://www.facebook.com/MusiCatus/

 

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