TITOLO: Sic Transit Gloria Mundi
ARTISTA: Dyrnwyn
GENERE: Pagan/Folk Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: SoundAge Productions

Uscito ad Ottobre dello scorso anno via SoundAge Productions, Sic Transit Gloria Mundi è un album degno stima e lode; letteralmente: “così passa la gloria del mondo” ed in senso lato:”come sono effimere le cose del mondo”, esprime a pieno il senso di questo lavoro. I romani Dyrnwyn si ripresentano al pubblico con una formazione tutta nuova, ricca di valore e voglia di stupire, dando alla luce un’opera che rispetta a pieno lo stile Folk-Metal.

Sic Transit Gloria Mundi narra la storia dell’Antica Roma, delle sue battaglie e delle gesta di uomini valorosi che l’hanno forgiata; questi concitati scontri sono ben resi dalle melodie veloci, furiose e incalzanti.
La stessa title-track è un perfetto “biglietto da visita” e preambolo di ciò che l’ascoltatore si troverà davanti: atmosfere Brutal sferzate da attimi Folk; i Nostri sono in grado di farci immergere a pieno nella battaglia, rendendo tangibile sia il senso di disperazione che quello di valore, del soldato.
Parati Ad Impetvm è un esempio di quanto detto sopra; essa appare come il discorso di incitamento che il Centurione romano faceva alla sua legione, un inno alla battaglia per la difesa di Roma e per la propria gloria eterna. Si Vis Pacem… è un interludio strumentale soave, quasi mistico, che (forse) rappresenta quel momento di quiete prima della tempesta; esso ci traghetta a ….Para Bellum. Un intro così impetuoso, fatto di chitarre taglienti e dalla voce rabbiosa di Thierry Vaccher, ci Fanno vivere a pieno l’emozione della guerra; da menzionare i cori finali: “Si Vis Pacem… Para Bellum”, così “caserecci, orecchiabili ma poco enfatizzati.
Nella narrazione c’è spazio anche per la nascita di Roma e del suo primo re (L’Addio Del Primo Re ndr.); brano dai toni drammatici, il cui testo appare come una lode a colui il quale fondò Roma, al suo spirito e ciò che la città diventerà. A seguire troviamo Il Sangue Dei Vinti, perfetta descrizione degli scontri tra eserciti, di come i soldati si fronteggiano in un combattimento corpo a corpo fino all’ultimo respiro; davvero particolare è la scelta di inserirne le urla di guerra.
Feralia è un brano più maestoso che a volte sembra riecheggiare la velocità e solennità del Power; tale richiamo, probabilmente, lo si deve alla natura del tema scelto. I Feralia, infatti, erano antiche festività pubbliche romane dedicate ai morti, in tali occasioni i cittadini portavano doni ad essi e, come dice il testo del brano, volte a celebrarli e non dimenticare il loro sacrificio.  Chiude l’album L’Assedio di Veio CCCXCVI, in cui batteria e flauto sono gli strumenti che spiccano tra gli altri, infondendo un senso di ritmo convulso alla musica, proprio degli eventi narrati. Sebbene la voce di Vaccher si mostri sempre così tagliente, quasi tendente al growl sporco e “malato”, apprezzabili e degni di nota sono le parti solenni e recitate come: “I Giochi e le Ferie Latine erano stati rinnovati, l’acqua del lago Albano veniva dispersa per i campi ed il destino incombeva su Veio”; tale stralcio è tratto dall’opera di Tito Livio: “Ab Urbe Condita Libri”. La cadenza melodica del brano cambia sul finale, subendo una battuta d’arresto, probabilmente, volto a rappresentare l’ abbandono dell’accampamento da parte del nemico; l’espugnazione di Veio è conclusa e Roma è la vittoriosa.

I Dyrnwyn ci propongono un lavoro più maturo, frutto di impegno e di grande accuratezza nei testi; essi poggiano su una base storica importante ed “imponente” come quella dell’Antica Roma, pertanto, la scelta musicale deve essere di pari valore. Jenifer Clementi al flauto è colui che maggiormente “spicca” tra il resto dei componenti; strumento tipico nel Folk/Pagan e Viking Metal, conferisce dinamismo e “vivacità” alla melodia (a volte quasi “scanzonato!” ndr.), pur non mettendo in ombra i restanti “colleghi”. Il gruppo rimane sempre fedele a tale genere mostrandosi, inoltre, coerente con le proprie origini, trattando la Storia di Roma Antica, in modo veritiero e coinvolgente.
Sic Transit Gloria Mundi è un full-length verace, ricco di rimandi letterali (il brano Cerus che tratta del culto di Giano, per esempio) e pagani ma, il vero tema fondamentale, sembra essere la glorificazione del soldato romano. Uomini audaci, sprezzanti del pericolo ma, all’occorrenza, caparbi e riflessivi nelle scelte strategiche; se da una parte i brani che compongono l’album sono le perfette descrizioni di attimi concitati bellicosi, dall’altra, risultano come la manifesta trasposizione del valore dei legionari.
In conclusione, i Dyrnwyn ci propongono un lavoro “tradizionalista”, che rispetta i canoni del Folk Metal; pregno di storia, rapidi passaggi duri, cupi e momenti di “quiete”, mai banali e sempre ben “combinati.
Ben studiato e registrato, Sic Transit Gloria Mundi è un disco da aggiungere alla propria collezione ed i suoi “creatori” da tenere d’occhio.

 

VOTO: 80/100

TRACKLIST:

  1. Sic Transit Gloria Mundi
  2. Cerus
  3. Parati Ad Impetvm
  4. Si Vis Pacem…
  5. … Para Bellum
  6. L’Addio Del Primo Re
  7. Il Sangue Dei Vinti
  8. Feralia
  9. L’Assedio di Veio

 

LINE UP:

Ivan Cenerini – Basso

Alessandro Mancini – Chitarra solista

Alberto Marinucci – Chitarra ritmica

Ivan Coppola – Batteria

Michelangelo Iacovella – Tastriera

Thierry Vaccher – Voce

 

GUEST:

Jenifer Clementi – Flauto

 

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