TITOLO: Mysteries Of Left Path
ARTISTA: Downcross
GENERE: Black Metal
ANNO: 2019
PAESE: Bielorussia
ETICHETTA: Saturn Sector Rex

Il duo di cui ci stiamo per occupare è avvolto da un velo di mistero, un muro spesso e invalicabile che cela qualsiasi informazione su chi siano i componenti dei Downcross. Presumibilmente formati nella seconda decade degli anni duemila, provenienti dalla Bielorussia, Ldzmr Dzmtr danno vita quest’anno al loro primo full-length intitolato Mysteries Of Left Path. Le prime quattro tracce delle otto previste, dall’iniziale Where Illusions Sink In Accausal Fire a Black Flame Of Reason And Will, hanno la stessa impronta sonora fatta eccezione per qualche lieve variante che si rende distinguibile solo dopo alcuni ascolti, che le approssima ad una suite Black angosciante, che confonde e disturba, una serie di riffs penetranti e ritmiche al limite che riescono ad investire chi ascolta ma che nei meno avvezzi al genere non lascia nulla dentro. Gli arrangiamenti sono molto scarni, semplici, con un’aria melodica nella chitarra che accompagna la parte più distorta del riffing principale. Un primo cambio di percorso, seppur ristretto alle ritmiche, che si fanno più scandite e cadenzate lo troviamo in Into The Formless Darkness Transforming, quinta traccia in scaletta. Voce e chitarra non mutano aspetto rispetto alle canzoni precedenti e proseguono su un Black Metal molto classico, distorto e acido. Ma un cambio di rotta che non prosegue nella sua corsa e che già dal brano successivo riporta le linee guida del genere nei ranghi, facendo assumere però al brano un velo più spesso in materia di oscurità e malignità perdendo, seppur in minima parte, quell’aura melodica nella chitarra e lasciando in evidenza i tratti più affilati. Le conclusive Into The Formless Darkness Transforming e In The Name Of The Ruthless Azerate donano al disco un che di tetro, malinconico e macabro nella concezione del sound che si fa ancora più acido e greve, complice un abbassamento dei toni e un rallentamento nella ritmica e nella chitarra, magari non eccessivo, ma immediatamente percettibile. Un cambio più marcato che si ode maggiormente proprio nel brano conclusivo.

Un disco Black ancorato all’ondata anni ’90 dove non trapelano ammiccamenti ad un suono più moderno, un sound semplice e scarno senza virtuosismi o tecnicismi e senza incursioni orchestrali o atmosferiche dove si gioca tra voce, chitarra e batteria, senza bisogno di nessun’altro escamotage o strumento aggiunto.

VOTO: 70 / 100

TRACKLIST:

  1. Where Illusions Sink In Accausal Fire
  2. Baning The Energies Of Creation
  3. Reviving The Ancient Darkness
  4. Black Flame Of Reason And Will
  5. Into The Formless Darkness Transforming
  6. In The Name Of The Ruthless Azerate
  7. The Skies Of Stars Will Turn Into Nothing
  8. In The Depth Of Masak Mavdil

LINE-UP:

Ldzmr – Voce / Batteria

Dzmtr – Chitarra

WEB:

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