COEXISTENCE – Demo 2019

COEXISTENCE – Demo 2019

COEXISTENCE – Demo 2019

TITOLO: Demo 2019
ARTISTA: Coexistence
GENERE: Progressive Death Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Indipendente

Allora bambini, oggi zio Wolf vi racconta una storia. Dove andate? Ehi tornate qui SUBITO HO DETTO. Dicevo: vi racconto una storia e non sarà come quelle che racconto le sere in cui la Peroni detta legge e poveri sconosciuti, sono costretti a sentire una sequela enorme di lamentele che vanno dall’analisi sociopolitica globale fino a come mi hanno verniciato male l’appartamento perché qua si vuole solo risparmiare. A questo giro torno a parlare del Void Recording Studio e delle sue peripezie cosmiche. Vi voglio raccontare dei Coexistence e di come grazie a loro la mia vita non è letteralmente cambiata di niente. Ma perlomeno mi hanno regalato momenti di eccellente musica, quindi prendo e porto avidamente a casa questa meta manco giocassi nel Sudafrica. Qualcuno qua su Metalwinds ha già recensito Contact With The Entity ed Ultimatum, rispettivamente secondo e primo EP della band Senese, quindi probabilmente tutto quello che direi in fatto di biografia, formazione, gossip sul Luconi ecc…, sarebbe solo un ricapitolare di cose già dette. Io non farò nomi, dico solo che so dove parcheggi, Ivano. Dissing mafiosi a parte che cosa possiamo dire della Demo 2019, che oltretutto contiene solo due tracce? Un po’ di cose a dire il vero. Essendo un maestro della lamentela, come forse avrete notato, posso dire che una band come i Coexistence non ce la meritiamo. Perché diciamo la verità: che cosa vuole l’utente medio? Vuole il video su YouTube dove un Ispanico che passa la vita a sottotitolare i video musicali, sentenzia sul fatto che “quel riff è plagiato” o “quel logo è simile a quell’altro”. In genere non mi lamenterei delle lamentele (lamentception?) ma che Satana mi fulmini se queste sono stronzate. Ad ogni modo il fatto è questo: ho sentito e visto più persone sprecare energie per dire/digitare la frase: “Sono come i Beyond Creation“, che disoccupati in fila ai centri per l’impiego. Contando pure me. E quindi si può ben capire che non importa quanto una band sia preparata, brava, personale o meno, la conformità del giudizio di tendenza impedisce la meritocrazia o comunque il giusto riconoscimento. Per fortuna abbiamo persone come Tito e Giorgio della Everlasting Spew che riescono a vedere oltre e a spingere bands come queste. Bene ora passiamo al lato tecnico della recensione, a cominciare dagli ALIENONI. Le tematiche trattate dalla band sono tinte pesantemente dai colori dello sci-fi “xenomorfico” ed ufologico ma anche da una eterea vena metafisica. Insomma: Zecharia Stichin e Ron Hubbard toglietevi che non c’è più posto per voi. Non sono temi che si vedono spesso nei testi del Metal, sì abbiamo gli Hypocrisy è vero ma non molti altri alla fine e devo dire che la cura degli scritti è notevole, vi consiglio di dargli una lettura. Ma giustamente il tutto sarebbe inutile se il comparto musicale fosse debole. Peccato che non lo sia e questa Demo 2019 ne è ancora una volta la dimostrazione. Anzi direi più la riconferma. Symbiosis Of Creation infatti ci accoglie con i tapping di chitarra che ci aspettiamo da musicisti come Leonardo e Mirko: assolutamente prepotenti, delle linee di basso fretless letali ed il tutto costruito su uno scheletro batteristico spietato e preciso come un tiratore scelto. Pulizia sconvolgente nell’alternarsi delle sezioni del brano. Linee melodiche d’atmosfera, ponderate e non così scontate come alcuni possono pensare. Solo abbastanza disteso ma decisamente d’impatto. Mirko continua ottimamente a grattarci il cranio con la sua voce versatile e precisa. Il solo di basso di Christian è spettacolare, niente da dire. Ci allacciamo ad un piccolissimo bridge pulito che va a chiudere il brano e torniamo per un attimo sul pianeta Terra. Come possiamo notare, sembra ci sia stato un leggero calo delle tempistiche rispetto a Contact With The Entity in favore di una ricamatura del brano che punta quasi di più all’impatto emotivo che a quello puramente sonoro. Questo sottile discostamento denota percorso evolutivo ma coerente, anche perché alla fine le creature musicali più vive e resistenti sono quelle che mutano rimanendo loro stesse, senza tradirsi. E non si può dire di non essere alla presenza di musicisti che possono e amano sperimentare e sostanzialmente: fare quello che gli pare. Dunque passati questi cinque minuti e trentaquattro di inibizioni sensoriali e visioni di altri mondi, passiamo direttamente al viaggio quantistico e metafisico di, appunto, Metaphysical Essence. Una bella accelerata sui riffs iniziali che male non fa mai, tornano un po’ i sapori di Ultimatum e Contact ma con degli accenti decisamente nuovi. Esalta l’alternanza nell’utilizzo del doppio pedale e la varietà con cui Alessandro si snoda fra le pelli ed i piatti del drumkit, come dovrebbe essere da contratto in tutte le band del genere. Ottimo intermezzo jazzato sotto il primo solo, perfettamente integrato e contestualizzato che toglie la sensazione del “messo per far vedere che siamo bravi”. Belli i riffs di ritorno sul principale che sanno quasi di Black Metal. Come al solito la strutturazione dei brani è assassina e varia, ogni minimo dettaglio contribuisce a tenere alto il tasso d’attenzione e la cura con cui il prodotto viene confezionato è stupefacente. Fuori da ogni comprensione logica il secondo solo. Molto belle queste ritmiche leggermente discostate dai precedenti lavori, che assorbono ogni molecola del tuo essere e le ricombinano utilizzando genoma alieno. Peccato solo che la Demo sia una Demo e che quindi sia finita. Che so: nemmeno un outro, un invito a cena, un caffè, un regalino per dimostrare che nonostante siamo dei buzzurri alterati e dai modi decisamente screanzati, ci volete comunque bene. A secco proprio. Ma in fondo va bene così, si incrementa l’hype e le vendite: aumentano. Taaac! Ottimo, ottimo e ancora ottimo lavoro per quello che è un sottogenere ostico e complesso, difficile non solo da produrre ma anche da ascoltare. La pretesa di pazienza, analisi e ponderatezza non incontra facilmente le richieste del pubblico con la soglia d’attenzione di una sogliola surgelata del banco della Coop ma tutto sommato, i Coexistence riescono anche nell’ardua impresa di mantenere l’interesse alto. Una band giovane ma già abbastanza completa nella sua idea. Certo le cose da dire sono virtualmente moltissime e credo fermamente che la macchina incorporea del quartetto Toscano, possa ancora produrre enormi quantità di ibridi Umano-Alieno prima di raggiungere il suo picco. Quindi affrettatevi ad ascoltare questo nuovo lavoro e preparatevi ad essere inghiottiti psicosomaticamente da un vero e proprio wormhole esistenziale, un po’ come me il sabato sera. Che c’è rimasto da dire? Ah sì, i difetti. Boh voi ne trovate? Sinceramente eh, cioè se voi foste da questa parte della barricata: che direste di negativo? Che non c’è allegato un piatto di Pici all’Aglione quando avvii il download della demo completamente GRATIS sul loro Bandcamp? Forse il mastering? Un po’ “spoglio”? Forse, anche se a me piace particolarmente. Inoltre a questo giro il basso di Christian si sente molto di più, che era un po’ la mia preoccupazione principale delle volte scorse. Quindi se volete vederci qualcosa di sbagliato fatelo pure, forse non è un lavoro perfetto ma di altissimo livello sì, senza dubbio. Anzi un difetto lo vedo: ancora a parlare di “st’ALIENONI” che vengono sempre avvistati da tutti, tutti che si gasano coi radar e le speculazioni ma al massimo questi producono cerchi nel grano. Che roba debole, quale civiltà tecnologicamente avanzata concepirebbe una forma di comunicazione così noiosa? E in più non c’hanno inviato nemmeno un riff da caveman con l’occhiale War Metal, chiaro segno di inferiorità di specie. Quindi direi di farla finita e… scusate ma ci sono delle luci globulari alla mia finestra e in esse vedo ergersi strani individui piuttosto Grigi, atti a sviolinare una sonda rettale stile Stradivari dell’Abduction.

Non credo finirà bene. Oh beh, alla prossima dal vostro leggermente preoccupato Black Wolf.

VOTO: 90/100

Tracklist:

1. Symbiosis Of Creation

2. Metaphysical Essence

Line Up:

Mirko Bataglia Pitinello: Voce e Chitarra
Leonardo Bellavista: Chitarra
Christian Luconi: Basso
Alessandro Formichi: Batteria
 
Link:

Bandcamp

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Black Wolf

black-wolf

Maniaco del Metal Estremo, musicista in Burial, Carrion Shreds e NecroCommand, avido macinatore di date e headbanger dal cervello bruciato.

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