AMTHRYA – Incision Of Gem

AMTHRYA – Incision Of Gem

AMTHRYA – Incision Of Gem

TITOLO: Incision Of Gem
ARTISTA: Amthrÿa
GENERE: Avant-Garde/Post/Blackened Death Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia/Svizzera
ETICHETTA: Indipendente

Morbo, strazio, surrealismo; ed un viaggio all’interno della mente umana.
Gli Amthrÿa nascono nel 2007 con una line-up mista tra Italia e Svizzera e solo dopo sette anni intuibilmente impegnativi riescono pubblicare il loro primo full length Autentic Way. L’iter per il loro secondo album è decisamente più breve e nel 2018 la band pubblica Incision Of Gem, il full di cui tratta la recensione.
Come anticipato prima, Incision of Gem è un viaggio verso la follia umana, un viaggio di non ritorno dell’anima e della psiche, corrose e dilaniate dal male covato nella mente del singolo mefistofelicamente sopraffatta da ciò che sta al di fuori, quindi nel mondo esterno, e che incoraggia determinate forze a sciogliere quella sanità psichica che dovrebbe essere preservata e nutrita.
Gli Amthrÿa propongono un unione di Death Metal e Black Metal con influenza Avant-Garde, una sorta di stile ispirato, seppur meno macchinoso, a quei tipi di Post Death/Avant-Garde Death e Avant-Garde Black in stile Deathspell Omega, Portal e Gorguts. Potremmo definirlo una sorta di Blackened Death Metal “ibrido”.
L’album si apre con Mist Of Perdition, un’intro oscura, orientale, che ci catapulta efficacemente nel mood di ciò che andremo ad ascoltare a breve. Æternal Condition ci dona una prima idea musicale dell’opera: incipit acido, distorto e al contempo granitico, chitarre graffianti, basso denso e ferroso, drumming poliedrico, con passaggi dal Thrash Metal fino al Black Metal, passando per una consistente dose di Death Metal, attraverso veri e propri momenti ritualistici supportati dalla dilaniante e claustrofobica voce di Kasumi Onryo, conosciuta da molti sotto il nome di Abigail Dianaria (ex-Opera IX). La seguente traccia dell’album è Incision, caratterizzata da vari momenti di velocità su buona parte del singolo: ottima soluzione musicale per esprimere ciò che può essere l’insorgere dei vari demoni, causati da un trama, che aggrediscono in crescendo quando meno se lo si aspetta. Anestesia Survival: ritmi veementi e ossessivi non riposano neanche un secondo. Anche qui, la musica è al servizio del concetto di base, dal momento che si tratta di un testo sulla paralisi del sonno. Come potrebbe un brano riposarsi con queste premesse? Giungiamo dunque alla quinta traccia, Human Confrontation. Si potrebbe parlare molto di questo brano, ma mi limiterò a dire che, in una traccia riguardante la paura del confronto con gli altri, questa è l’unica per la quale non sono state rilasciate lyrics nonostante non sia una traccia strumentale. Chapeau!
Arriviamo dunque ad Ebony Gem: gli stilemi musicali sono un buon sunto di ciò che è stato ascoltato fin’ora,così come il tema della canzone, ovvero l’angoscia costante ed il panico che inseguono costantemente, risultato delle pressioni psichiche di cui si è parlato in precedenza. Reflection cambia leggermente il focus su un aspetto più intrapersonale: la visione distorta di sé, che si collega al brano successivo, Letter To My Dears, in maniera clinicamente molto realista. Il dittico inizia con l’abisso del sé diviso tra la propria visione del sè e quella degli altri sul medesimo soggetto fino a cadere, in ambito psicopatologico, al disturbo d’ansia e/o di personalità detto disidentificazione o depersonalizzazione, nel quale il soggetto non si avverte più nel proprio corpo e proietta negli altri la stessa illusione schizoide, credendo dunque che i suoi affetti siano stati sostituiti da altri impostori: ciò accresce intuibilmente la possibilità di omicidio da parte del soggetto o perfino di suicidio. Tale sindrome può sfociare in varianti orride quali la cosiddetta Sindrome di Cotard, dove il soggetto si crede morto riuscendo a sentire anche l’odore della sua carne in decomposizione. Arriviamo dunque a P.E.A.C.E., acronimo curioso per un brano che di pacifico ha ben poco: la ricerca di sé viene sempre vista come una crescita e una ricerca alla stregua della scoperta della pace interiore. E se così non fosse? Se la ricerca di sé stessi portasse alla follia? P.E.A.C.E. lo descrive in maniera più che esauriente, sopratutto se, come spiegato in Drowning In The Grudge, ciò viene accompagnato da rabbia e rancore verso se stessi. At The World’s End, ultima traccia prima dell’outro, rievoca i pensieri di un uomo in punto di morte, lo stesso uomo che, presumibilmente, ha compiuto il viaggio sin’ora descritto.
Credo sia la prima volta che vedo una titletrack usata come outro: The Incision Of Gem, concettualmente collegata alla intro e rampa di lancio per il prossimo disco, è un inno al vuoto, quel vuoto che in vita rimane inaccettabile e che si sceglie di sopprimere con emozioni di qualsiasi natura, sino all’autolesionismo o al suicidio stesso. Tutto, pur di non vivere quel vuoto.
Quel vuoto insostenibile accettabile solo dopo la morte. E forse, neanche…

 

VOTO:85/100

 

TRACKLIST:

01. Mist Of Perdition
02. Æternal Condition
03. Incision
04. Anestesia Survival
05. Human Confrontation
06. Ebony Gem
07. Reflections
08. Letter To My Dears
09. P.E.A.C.E.
10. Drowning In The Grudge
11. AtTheWord’s End
12. Incision Of Gem

LINE UP:

Kasumi Onryo – Lead Vocals
Barry – Guitars, Vocals, Songwriting, Lyrics
Vins – Bass
Ale MsT – Drums

WEB:
https://www.facebook.com/AmthryaOfficial/

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *