AETHER VOID – Curse of Life

AETHER VOID – Curse of Life

AETHER VOID – Curse of Life

TITOLO: Curse Of Life
ARTISTA: Aether Void
GENERE: Heavy Metal
ANNO: 2019
PAESE: Italia
ETICHETTA: Revalve Records

Per quanto possa sembrare strano, in questa giornata mi piaceva l’idea di uscire dalle sicure mura del Metal Estremo per girovagare tra colline più pianeggianti e scenari più aperti. Una passeggiata all’aria aperta, in tutta tranquillità… Che pericoli potrebbero mai esserci?… Scelta che mi ha portato a curiosare in casa Aether Void. Band Heavy Metal italiana, formatasi in provincia di Modena nel Novembre del 2017 dalle ceneri del gruppo No Way Out. La prima formazione vedeva Erik Marzocchini e Domenico Rondinone (a.k.a. Domme) come chitarristi, Davide Brusini (Bruso) al basso, Alberto Lugari (Albi) alla batteria e Mirko Bagni alla voce. Inizialmente nato come gruppo Heavy Metal con influenze Thrash, difficilmente paragonabile ad una specifica band d’ispirazione, il sound della band si rispecchiava in un classico Metal anni ’80 / ’90. Sotto il nome di No Way Out viene pubblicato, a Febbraio 2017, il primo EP intitolato Dirty Games, contenente quattro tracce. Successivamente, la band si pose come obiettivo il primo album in studio ma sorsero delle complicazioni legate ad alcuni membri del gruppo: la prima uscita fu quella del cantante Mirko Bagni ed in seguito, per via di visioni artistiche differenti, anche il chitarrista solista Domenico Rondinone lasciò la band. Nonostante la perdita di due membri, il lavoro già avviato per la realizzazione del primo album non si fermò ed anzi ebbe continuità grazie ai tre componenti rimanenti. Proprio a causa dei grossi cambiamenti avvenuti, Albi, Bruso ed Erik decisero di apportare modifiche sostanziali al progetto. Nacquero nuove idee musicali legate ad influenze diverse da quelle che avevano contribuito alla realizzazione dell’EP; tutto l’approccio alla composizione cambiò sensibilmente. La realizzazione di questo nuovo progetto fu possibile grazie all’arrivo di due nuovi membri: Salvatore De Matteo (Thore) alla voce e Nicolò Bondioli (Bond) come chitarrista solista. Grazie all’ingresso del nuovo cantante, la voce graffiante che contraddistingueva Dirty Games lasciò spazio a linee vocali più armoniche ed in netta discontinuità con i lavori precedenti. Visti gli enormi cambiamenti che stavano avvenendo all’interno del nuovo gruppo, a Novembre 2017 fu dunque presa la decisione di cambiare il nome della band da No Way Out a Aether Void. A Ottobre 2018 si concludono le registrazioni, presso l’Art Distillery Studios di Modena, del primo album in studio: Curse Of Life. L’album viene pubblicato all’inizio del 2019 tramite l’etichetta Revalve Records.

Undici tracce che ricordano smaccatamente gruppi come Iced Earth, Powerwolf e qualcosa dei Blind Guardian; un Heavy classico con accenni di Power europeo in sottofondo, più una leggera nota Hard’N’Heavy. Una condizione di partenza che influenza molto pesantemente ogni singola traccia. I primi tre brani (escludendo l’introduttiva Walking Down The Path, poetica, evocativa, trasognata e semi-acustica), ovvero Golden Blood, What You Reap And Deserve e Twisted Maze sembrano ruotare attorno al medesimo arrangiamento di base, appena ritoccato nell’andamento per ognuna delle tre con dei lievi cambiamenti nella ritmica generale. In sostanza poco diverse l’una dall’altra, situazione molto più marcata nella successione tra terza e quarta traccia (What You Reap And Deserve e Twisted Maze). Costruttivamente differente è One Last Dawn, traccia più moderna nel sound nella scelta di ritmica e parti soliste che si discosta dall’impronta iniziale del disco, senza una diversificazione eccessiva nelle linee vocali ma certamente già più riuscita e dal graffio più personale. Parrebbe dello stesso avviso la seguente Hoax, introdotta da un breve intervento di tastiera ma che poi ritorna ad ancorarsi al tragitto iniziale, mantenendo qualcosa della quinta traccia nella parte centrale giusto per spezzare e variare il pezzo; qualche tecnicismo di chitarra ad incrementare il livello melodico di un pezzo in aria di piattezza sonora e niente di più. L’album si lancia poi in una lunga serie di riempitivi che non aggiungono nulla a quanto già sentito, limitandosi ad inserire qualche tocco più moderno nelle chitarre e qualche espediente più “tetro” e aggressivo nella voce (come in Death Wish). Faithless Crusade, Misleading Promises, la già citata Death Wish, The Eternal City e Angels Die Too assolvono al compito di portare l’album a chiusura con un certo numeri di brani che potrebbero avere la loro forza in sede live ma che non giovano al disco e non danno molti altri spunti al sound generale.

Un disco di mestiere, ben suonato e con un cantato mai eccessivo, senza auto-celebrazioni o virtuosismi inutili ma che perde mordente rapidamente e non regala le giuste emozioni nelle sue canzoni. Un suono molto classico senza particolari virate ad hoc che possano tenere viva l’attenzione per tutta la durata del disco; la sensazione di trovarsi di fronte ad una sola lunga traccia si materializza in pochi minuti. A corredare il tutto, inoltre, intervengono ad appesantire anche le influenze delle band che questo lavoro ricorda, togliendogli quel poco di personalità che poteva esserci. Non è un brutto disco e probabilmente per gli amanti dell’Heavy più classico è perfetto da annoverare tra gli ascolti… ma per essere convinti è meglio attendere i futuri lavori della band e capire quale strada verrà presa.

VOTO: 60 / 100

TRACKLIST:

  1. Walking Down The Path
  2. Golden Blood
  3. What You Reap And Deserve
  4. Twisted Maze
  5. One Last Dawn
  6. Hoax
  7. Faithless Crusade
  8. Misleading Promises
  9. Death Wish
  10. The Eternal City
  11. Angels Die Too

LINE-UP:

Thore – Voce
Bond – Chitarra
Erik – Chitarra
Bruso – Basso
Albi – Batteria

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