STAMINA – Intervista

STAMINA – Intervista

STAMINA – Intervista

MW: Il vostro ultimo lavoro è l’album live “Live in the City of Power” registrato durante il City of Power Fest a Zgierz, Polonia. A distanza di un anno dall’evento, come considerate quella esperienza?
Carmine Vivo (bassista): E’ stata una splendida esperienza, l’organizzazione è stata impeccabile fin da quando siamo atterrati.
Luca Sellitto (chitarrista): Sì, è vero. Il trattamento che ci è stato riservato da Radek Gajda, promoter dell’evento, e dal resto dello staff del “City of Power Metal Fest” è stato davvero sorprendente. Grazie al finanziamento degli sponsor del festival ci è stata data l’inattesa possibilità di incidere un live ufficiale, in versione sia audio che video. Ne siamo davvero onorati e grati.
Giovanni Sellitto (Tastierista): È stata davvero un’esperienza incredibile anche per me e in più il pubblico ha risposto calorosamente, contribuendo a rendere la nostra performance molto esaltante.

 

MW: Nel corso degli anni avete avuto contatti con artisti di fama internazionale, grazie al vostro notevole e comprovato talento avete ricevuto consensi in paesi come Svezia, Olanda, Germania e perfino Giappone, avviando una scalata inarrestabile verso il successo. Facendo un bilancio della vostra carriera, a che punto vi sentite?
L.S.:Innanzitutto grazie davvero per le gentilissime parole! E’ difficile per me fare un bilancio chiaro in questo momento del percorso degli Stamina. Parlo in questo caso in prima persona perchè sono l’unico membro originario rimasto, nonchè fondatore ed autore delle canzoni. Ho fondato la band quasi venti anni fa (giugno 2001), ero appena diciassettenne. Da allora ho vissuto tante esperienze forti in questa avventura, sia belle che brutte. Da una parte mi guardo indietro e mi rendo conto di quante grandi fortune abbiamo avuto e dei traguardi gratificanti raggiunti; dall’altra invece mi rammarico delle tante buone occasioni perse e mi sento un po’ come se stessimo appena iniziando! Ho ancora tante cose che vorrei realizzare dal punto di vista artistico con questa band. Presto annunceremo la nuova line-up ed un nuovo tour di supporto ad un artista di fama mondiale. Non vedo l’ora!

 

MW: Avete intrapreso molte esibizioni live in tutta Europa, tra cui il tour con i celebri Royal Hunt nel 2012. Quale considerate la migliore esperienza live?
L.S.:Di sicuro quello è stato il tour migliore finora, sia per quanto riguarda l’assetto organizzativo che l’affluenza ed il riscontro di pubblico. Ma conservo un bellissimo ricordo anche della nostra esibizione al “City of power fest” di Zgierz, in Polonia. Sono davvero felice che ne sia rimasta testimonianza in un live album ufficiale.

 

MW: Nel 2007 esce l’album d’esordio “Permanent Damage”, il 2010 è l’anno di “Two of a kind”, e negli anni 2014 e 2017 vengono pubblicati “Perseverance” e “System of Power”. Se doveste scegliere solo uno dei vostri album, quale riterreste il più rappresentativo?
L.S.:Credo che “Perseverance” sia quello in cui si avvertono meglio le molteplici sfaccettature del nostro sound, ma reputo “System of power” l’album più solido, compatto e maturo, quindi sceglierei quest’ultimo.
G.S.: Concordo con Luca sul fatto che l’album più rappresentativo  sia “System of Power”. La versatilità delle tracce consente di notare tutti gli elementi che fanno parte ormai del sound della band, da quelli Power Metal e sinfonici, fino a quelli più Progressive. In più l’album presenta addirittura una traccia leggermente più “inusuale” come “Love was never meant to be”, la quale ricalca un po’ degli elementi che erano presenti nel primo album “Permanent damage” del 2007, ma a mio avviso con maggiore maturità compositiva.

 

MW: Per Luca: hai da poco ultimato un album solista neoclassico, con collaborazioni di grande rilievo: Svante “the Giant” Henryson, Patrick Johansson, Henrik Brockmann, Rob Lundgren e Göran Edman.  Parlaci di questa esperienza.
L.S.: Un’esperienza bellissima ed indimenticabile. Da diversi anni covavo il sogno di registrare un disco che mi riportasse alle mie radici, al metal neoclassico di scuola Malmsteen e all’hard-rock melodico dei primi Europe ,con l’aggiunta di sfumature di power scandinavo, stile primi Royal Hunt e Stratovarius, senza le influenze prog/fusion che abitualmente inserisco all’interno del sound degli Stamina. Alcuni dei brani sono stati scritti circa dieci anni fa e le demo casalinghe che all’epoca registrai hanno continuato a risuonarmi nella mente per tutto questo tempo. Ad un certo punto, all’inizio di questo 2019, ho proprio sentito una voce dentro di me che mi diceva che era giunto il momento opportuno di scrivere nuovi brani su quello stesso stile, al fine di completare la tracklist e poter realizzare un disco. Le ho risposto: “va bene, ma solo se accetteranno di registrarlo con me i musicisti ed i cantanti che dico io, altrimenti non se ne fa nulla!”. Per fortuna le demo sono piaciute a tutti coloro che ho contattato e sono riuscito ad ingaggiarli. Il disco s’intitolerà “The voice within” e verrà pubblicato in formato sia fisico che digitale dalla label tedesca ‘Pride&Joy Music’, con distribuzione ‘Soulfood Music’.

 

MW: Tra attività in studio e live, avete accumulato molti anni di onorata carriera. Secondo voi com’è cambiato il panorama Metal negli ultimi anni?
L.S.: Non sono aggiornatissimo sulle nuove band più in voga, anche perchè studio e mi interesso a generi musicali differenti e non potrei mai dedicare il tempo necessario all’ascolto di tutto ciò di nuovo che accade esclusivamente in ambito metal. In più c’è da dire che essendo un insegnante di chitarra a tempo pieno già da diversi anni ormai non sempre ho voglia di ascoltare musica, perchè quando arriva sera dopo 6 o 7 ore di lezioni giornaliere le orecchie sono piuttosto stanche! Quando però mi capita di ascoltare qualcosa di genere metal più attuale noto che si sta andando sempre più verso una certa roboticità. Le produzioni sono sempre più ipercompresse, i suoni potentissimi ma freddi come il ghiaccio. Tutto è messo perfettamente in griglia (a computer!), quasi non sento più le mani dei musicisti. Mani di esseri umani, magari non perfette al millisecondo, ma espressive. Mediamente si sta perdendo molto in termini di espressività, attitudine ed ispirazione a mio parere.

 

MW: Da sempre Metal Winds si occupa della promozione della musica emergente, italiana e internazionale. Secondo il vostro parere, in Italia ci sono band emergenti in grado di competere nel vasto panorama internazionale? Che consigli dareste ai giovanissimi che si affacciano al mondo della musica?
G.S.: Nel nostro Paese di band molto valide ce ne sono, ma purtroppo  si fa molta fatica ad emergere all’interno dei nostri confini, nonostante ci sia ancora una scena molto viva. Io credo che se vuoi suonare questo genere di musica senza compromessi devi farlo in primis per te stesso. La volontà e l’impegno per emergere sono un’ottima cosa, ma la cosa fondamentale è che tu lo faccia prima di tutto per passione e non esclusivamente con determinate pretese.
C.V.: Concordo con Giovanni. In Italia ci sono molte band valide in ambito Metal, ma il problema è che qui da noi questo genere è particolarmente di nicchia. Portare avanti un progetto richiede sacrifici ed anche dopo parecchi anni di attività può risultare comunque complicato ottenere una certa visibilità. Questo può portare allo scioglimento di band che magari avrebbero tutte le carte in regola per essere competitive con i grandi nomi. Il consiglio che mi sento di dare a chi si affaccia per la prima volta in questo mondo è di metterci tutto sé stesso e fare tesoro delle esperienze che riuscirà ad accumulare, ma di prepararsi comunque a una eventuale “sconfitta”. Puoi avere tutta la passione e la bravura del mondo, purtroppo non sempre gli sviluppi dipendono da te.

 

MW: Quali sono i vostri piani per il futuro?
C.V.:
 Stiamo lavorando all’album nuovo che speriamo esca per il prossimo anno. L’idea è quella di strizzare un po’ l’occhio alle origini della band, dove le influenze prog/fusion erano più presenti. Punteremo dunque ad arricchire il nostro stile power/prog con ulteriori influenze esplorando nuove soluzioni e sonoritá, pur mantenendo intatta la matrice di base del sound Stamina a cui giustamente i fan sono legati.

 

MW:Lasciate un messaggio o un saluto ai nostri lettori.
Ringraziamo innanzitutto te, Giulia, per questa bella intervista e tutta la redazione di Metalwinds per lo spazio gentilmente concessoci. Un caro saluto a tutti i vostri lettori, nostri fratelli metallari, con l’augurio che possano sempre continuare a supportare con gioia questo magnifico genere musicale. Da parte nostra, nel nostro piccolo noi musicisti non possiamo far altro che continuare a sforzarci di produrre buona musica! Invitiamo tutti a visitare la nostra Pagina Facebook Ufficiale CIAO! \m/ 

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dgiulia

Ama la musica, prevalentemente Rock e Metal. Non si alza dal divano se il telecomando è lontano, ma andrebbe a piedi in capo al mondo per sentire il concerto della sua band preferita.

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