SONATA ARCTICA – Intervista

SONATA ARCTICA – Intervista

SONATA ARCTICA – Intervista

Il 29 Novembre scorso, in occasione della prima data italiana all’Hall di Padova, ho avuto l’occasione di intervistare Henrik Klingenberg e Pasi Kauppinen. Subito dopo le presentazioni e i saluti, siamo andati direttamente al sodo con il nuovo album Talviyö, alcuni suggerimenti e una chiacchierata sul mondo della musica in questo momento storico. Ringraziamo di cuore Nuclear Blast, Neecee Agency e i Sonata Arctica per avermi permesso non solo di intervistare parte della band, ma soprattutto di assistere a quello che, personalmente, è stato il miglior concerto dei Sonata Arctica che io abbia mai visto in Italia.

Iniziamo!

Ciao ragazzi! Come sta andando il tour?

Pasi: Bene, bene! Siamo a metà in questo momento

Henrik: Oh, bene. Non lo sapevo (ride, ndr). Cerchiamo di vivere giorno per giorno, nel senso, ieri abbiamo avuto mezza giornata qui e siamo andati a Venezia. Sta andando molto bene, abbiamo iniziato il tour lo stesso giorno della release americana dell’album (Talviyö, ndr) e ci siamo stati per due settimane, poi due settimane a casa e ora tocca all’Europa. Quindi sì, sta andando molto bene e, ovviamente, in poche settimane saremo di nuovo a casa per passare il Natale, è fantastico.

Quindi quest’anno vi passate il Natale a casa, è molto bello.

Henrik: Sì!

Vi è piaciuta Venezia?

Pasi ed Henrik: Oh sì!

Henrik: è un peccato sia durato poco, siamo arrivati nel pomeriggio e siamo andati via alla sera.

Avete visto la città dopo il tremendo allagamento delle scorse settimane, spero fosse tutto a posto

Pasi: Sì, sembrava tutto ok

Parliamo del nuovo album: ci sono stati molti cambiamenti rispetto a The Ninth Hour, ma anche rispetto a tutti gli album passati. Come avete fatto questa scelta? Come mai più verso il rock che il metal?

Henrik: Non so se è più rock che metal, forse suona un po’ diverso. Volevamo fare un album che fosse più vicino a ciò che facciamo live e ci abbiamo provato per molti album ormai, credo che stavolta abbia funzionato meglio.

Mentre ascoltavo l’album, ho pensato a come alcuni brani sembrassero scritti più per essere acustici, che elettrici. Non tutti, ma alcuni sì. Pensate che questo album possa lavorare meglio in acustico?

Henrik: Non lo so, non ci ho mai pensato. (ride, ndr)

Avete già fatto un tour acustico, perciò…

Henrik: Sì, capisco cosa intendi. Non abbiamo mai provato nessuno dei nuovi brani in acustico, quindi non lo so… Non era quello a cui stavamo pensando.

Magari in futuro.

Pasi: Sì, se faremo un altro tour acustico, sicuramente prenderemo qualche brano da Talviyö.

Sarebbe fantastico, credo che alcuni brani sarebbero veramente molto belli, mi onesta opinione. Vorrei parlare dei Social Media, ora. Se hanno cambiato il vostro modo di lavorare, di essere una band, di avere un contatto col pubblico… Rispetto al passato.

Pasi: Sicuramente aiuta molto con questo, ma, ad esempio, al momento abbiamo un ragazzo che si occupa dei nostri social mentre siamo in tour. Fa le foto, i video e posta tutto. Ovviamente noi abbiamo i nostri canali privati.

Henrik: Si arriva ad un punto in cui è importante avere con noi un ragazzo che se ne occupa, che si assicura che tutto sia a posto. C’è così tanto lavoro che dobbiamo fare, soprattutto quando siamo in tour, perciò è più facile avere qualcuno che si prende cura delle foto da caricare tutti i giorni. Ovviamente, il centro di ciò che facciamo è totalmente scrivere brani, metterli insieme, fare un album e andare in tour. E questo non è cambiato. Questa è solo la via, come hai detto tu, di raggiungere le persone e di comunicare con loro. Sicuramente è importante e anche una grande promozione per la band.

Già, ho parlato con molte band e alcune di loro vogliono controllare i propri Social Media, altri preferiscono avere qualcuno che li curi per loro, dipende da cosa sta facendo la band. Alla fine, è altro lavoro da fare.

Henrik: Esatto, il punto è che noi gestiamo i nostri social e Christian arriva di tanto in tanto per i tour, perciò non è sempre con noi. Ci aiuta, ma siamo sempre noi che li curiamo. Lui sa cosa va bene e cosa no e questo è importante.

Siate passati per diversi generi con i vostri album, da un forte power metal, a qualcosa di virante verso il rock. Ci sono brani, però, con gli stessi temi e lo stesso storytelling. In questo album, è presente un altro brano dalla Caleb Saga (The Last of the Lambs, ndr). Come riuscite a mantenere i temi, pur cambiando la visione strumentale?

Henrik: Credo siano due cose separate. Tony è l’unico che scrive i testi e metà del tempo non abbiamo idea di cosa stia facendo. È qualcosa che fa dopo tutta la musica, l’ultima cosa che fa, ed è qualcuno su cui nessuno può far casino. Naturalmente ha un amico che lo aiuta a sistemare alcune cose, ma è comunque qualcosa in cui la band non è coinvolta. Poi la musica cambia, il suo songwriting è cambiato nel corso degli anni e abbiamo altri quattro ragazzi che danno qualche input e idee diverse, anch’esse cambiano ed è per questo che vedi dei cambiamenti aggressivi nella musica.

Ho una domanda un po’ difficile, che alcuni fan mi hanno richiesto di chiedervi. Riuscite a vivere come musicisti o pensate che in futuro dovrete trovarvi un lavoro alternativo per continuare a vivere?

Henrik: Beh, al momento, sì. È dura e vuole anche dire che dobbiamo lavorare molto, ma lo possiamo fare. Non so come sarà tra qualche anno e cerchiamo di impostare la compagnia così da poterlo fare a tempo pieno, perché sennò dobbiamo iniziare a prendere altri lavori e diventerebbe difficile andare in tour e anche, ad esempio, io e altri dei ragazzi abbiamo dei figli e se sono a casa e al lavoro, e poi sono via, allora non potrò vedere la mia famiglia. Se arriveremo al punto di non poter più vivere di questo, credo che la band non esisterà più. Ma non ne sono sicuro al momento, spero sia qualcosa a cui non dovrò pensare.

Spero che voi, e molte altre band, riuscirete ad andare ancora avanti in futuro. Sapete, lo streaming è una buona cosa, ma non so, dal vostro punto di vista, come vediate attualmente le piattaforme streaming.

Henrik: Sai, siamo un po’ vecchi e a volte un po’ fermi sulla nostra via, ogni tanto. È che le persone, ad oggi, o comprano musica digitale o vinile. E va bene, perché la nostra vita non dipende dalle vendite degli album, il più grosso introito viene dai tour, perciò è importante che quelli vadano bene. Non potevamo vivere solo di vendite di album e streaming, ma è così da un po’ di anni ormai. Però, almeno personalmente, non mi piace più comprare cd. Li compro, ma non li ascolto mai, perché ho uno stereo in garage e nella mia stanza da lavoro, perciò preferisco comprare la mia musica su iTunes, è più facile per me. Posso ascoltarla mentre sono per strada, perché è l’unico momento in cui ho tempo di farlo. Penso sia bello, più facile. Per esempio, possiamo parlare di un artista e dico “Oh sì sì, avrei già dovuto farlo!” e poi lo compro e in cinque minuti ho trenta minuti di musica in playlist.

Pasi: Non uso nessun servizio di streaming, compro la mia musica, perché voglio concentrarmi su un album che ho acquistato, non solo saltare da un brano all’altro, per non ricordarmi nulla. Ho comprato cd di artisti o album che ho particolarmente apprezzato, ma compro anche vinili, t-shirt e merch vario.

Henrik: Sei un collezionista.

Sono una collezionista anch’io, quindi comprendo il suo punto (ridono, ndr)

Pasi: Voglio che le band continuino la loro carriera.

E questo è fantastico. Nemmeno io uso piattaforme streaming, ho Spotify ora, perché ho comprato Google Home, quindi i miei genitori lo usano per ascoltare musica, ma amo i cd.

Henrik: Può essere molto buono per scoprire nuova musica.

Pasi: Ma ci trovi qualcosa?

Henrik: Non lo so, c’è talmente tanto lì. Non mi piace ascoltare un brano lì e un altro là, preferisco ascoltare di album in album. Ma ognuno di noi è diverso, il motivo per cui i servizi streaming vanno così bene è un esempio di come vanno questi tempi: la gente non ha dieci minuti per concentrarsi su un brano o altro. È tipo quindici secondi qui, quindici secondi lì, non importa se è televisione, musica o altro, le persone semplicemente non hanno tempo. Non puoi leggere un libro, perché è troppo lungo.

Sì, comprendo il discorso. Abbiamo solo un’ultima domanda: avete letto o visto reazioni riguardanti il nuovo album nel web?

Pasi: di solito leggo i feedback, ma non troppo. Una volta che l’album è fuori, è fuori.

Henrik: Sì, l’ho fatto per molti anni. Ma ora, ogni volta che leggo i commenti, c’è metà della gente che non capisce cosa diavolo stiamo facendo e i restanti dicono che è la miglior cosa che abbiano mai sentito e penso che nessuno dei due abbia ragione. Ho smesso di farlo. Penso che la maniera più facile per giudicare, almeno per me, sia vedere la gente che canta i brani quando vengono suonati live, in quel caso sta andando bene. Ed è stato il caso di questo tour, insomma, è stato un sollievo anche per me. Un sacco di volte suoni roba nuova e la gente ascolta, ma vedi che non conoscono l’album. Questa volta, invece, si è visto che hanno ascoltato il materiale.

Questo è l’importante!

 (I saluti li trovate nel video in pagina!)

 

 

 

 

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irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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