RUXT – Intervista

RUXT – Intervista

RUXT – Intervista

MW: Eccovi giunti alla fatidica “prova del terzo disco” con “Back to the Origins”: sentite il peso di dover aderire a questa regola “non scritta” circa il confermarsi definitivamente con il terzo capitolo in studio o siete al 100% consapevoli dei vostri mezzi?
Ruxt: Ogni album è stato un capitolo a sé. Abbiamo scritto il disco senza nessuna pressione consapevoli che avremmo sicuramente migliorato ancora. Abbiamo curato moltissimo i brani e i suoni e senza nessuna pressione di sorta abbiamo cercato di tirare fuori il meglio di quel momento, da ognuno di noi. Abbiamo lavorato molto sulle linee vocali per renderle dritte e di impatto. Per il resto, tutto è sempre molto soggettivo! Quindi, non escludiamo che ci possa essere qualcuno che storca il naso a lavoro eseguito.

 

MW: Il vostro percorso musicale denota un amore mai celato per le sonorità Hard n’Heavy anni ’80. Chi potete eleggere come vostri “numi tutelari”?
Ruxt: L’ho sempre detto apertamente. Il motivo dell’esistenza dei RUXT era proprio quello di ricercare attraverso questo gruppo quelle sonorità perdute. Sono cresciuto in quel periodo e credo di essermi impregnato di di quella musica.  Non c’e un vero ‘’referente’’, direi un misto tra Whitesnake, Def Leppard, Gotthard, Dio, Shakra, Judas… insomma, abbiamo preso un pochino da tutti. E credo si senta, nella nostra musica.

 

MW: “Back to the Origin” è un titolo dal significato preciso. Tornare alle origini… per voi, in cosa consiste?
Ruxt: Volevamo fare un album di hard rock classico, dritto e senza compromessi. Tornare ai tempi in cui la musica l’ascoltavi con attenzione, come in un rituale. Abbiamo cercato di realizzare dei pezzi che potessero “prendere” l’ascoltatore e portarlo fino alla fine di ogni brano.. perché oggi come oggi la vera impresa è proprio questa! Le persone credo ascoltino i primi 30 secondi di ogni pezzo e poi vanno avanti, questo è il sistema di Youtube.

 

MW: Come siete giunti alla realizzazione di “Back to the Origins”? Svelateci i retroscena, ciò che vi ha condotti al concepimento di questo nuovo capitolo discografico.
Ruxt: La vena compositiva non si sta esaurendo e stiamo quindi scrivendo molti brani. Avevamo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo dovuto scartare brani validissimi che probabilmente riutilizzerò per i prossimi lavori. Abbiamo prima lavorato sulla stesura del pezzo con Steve Vawamas e Andrea Raffaele, poi abbiamo passato la palla a Matt Bernardi per la stesura delle voci. Un lavoro molto fluido che ci ha permesso di completare il tutto in circa sei mesi tra stesura dei pezzi e registrazione. Tutto molto istintivo e per questo valido, secondo il mio punto di vista.

 

MW: “Behind the Masquerade” e “Running Out of Time” hanno goduto di una bella accoglienza: quanto puntate in alto, con questo nuovo disco?
Ruxt: Le recensioni fin qui raccolte paiono confermare le belle parole già spese per gli altri dischi. Credo che questo nuovo lavoro si possa confermare al livello degli altri e anzi, credo ci sia stato un netto miglioramento. Che poi questo venga percepito, è un altro discorso…

 

MW: Ora come ora, ad andare per la maggiore è il metal più estremo o sperimentale. Come vi collocate nella scena, fieri delle vostre sonorità “in the best tradition”?
Ruxt: Imperterriti, andiamo avanti per la nostra strada. Siamo consapevoli delle nuove tendenze… ma pur rispettando le novità credo che andremo avanti sul nostro filone. D’altra parte non sappiamo fare altro! Consci dei nostri limiti compositivi preferiamo fare bene ciò che conosciamo bene. Le sperimentazioni spesso ti portano fuori strada e ti snaturalizzano. Preferisco quindi optare per una politica conservatrice che dia spazio ad una creatività di nicchia ma che in molti, senz’altro, apprezzano.

 

MW: La copertina di “Back to the Origins” è sicuramente più minimal e cupa delle precedenti: come mai questo cambio di stile grafico?
Ruxt: La copertina rispecchia il disco. Di impatto. Volevamo un qualcosa di semplice, una simbologia d’effetto e diretta. Ai tempi si compravano i dischi per come erano fatte le copertine… seavessi visto un disco con una copertina del genere lo avrei senz’altro comprato!

 

MW: Parlateci della vostra agenda live: tour in programma, date ecc.
Ruxt: Argomento difficile. Qualche data non appena il disco è uscito ed al momento non abbiamo fatto altro. Stiamo valutando la questione live e vedremo il da farsi. Nel frattempo, già stiamo lavorando al nuovo album e ad un “best of” con versioni acustiche.

 

MW: Salutate i nostri lettori lanciando loro un messaggio, una dichiarazione… quel che volete!
Ruxt: Mi piace ringraziare tutte le persone che ci seguono e ci scrivono e che supportano la nostra musica… grazie di cuore!

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marek

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