Enio Nicolini and The Otron – Intervista

Enio Nicolini and The Otron – Intervista

Enio Nicolini and The Otron – Intervista

MW: Partiamo dall’inizio: da dove nasce l’idea del progetto?
E.N: da tempo ho iniziato a produrre lavori usando una struttura minimale di basso, batteria e voce. Il primo progetto fu Sloe Gin e successivamente Heavy Sharing con 10 ospiti alla voce e 3 batteristi. Questi lavori hanno funzionato molto bene, riscuotendo ottime recensioni e vendite. Alla luce di questo è venuta in me l’esigenza di continuare su questa linea (che attualmente mi soddisfa di più) con una vera band che mi accompagna, inserendo suoni elettronici per dirigermi verso una direzione più fresca, moderna e diretta.

 

MW: Come avete riunito l’attuale formazione? Eravate già in contatto, amici di vecchia data?
E.N: i miei musicisti sono amici di vecchia data. Con Sergio Ciccoli (drummer degli Scala Mercalli) abbiamo lavorato insieme due anni, soprattutto per un live del progetto” Heavy Sharing”; Ben Spinazzola (Kiloton/Ramstag) alla voce è una garanzia di professionalità, con lui nel lontano 1984 è iniziata la prima parte della grande storia degli Unreal Terror. Former Lee Warner è un grande manipolatore e creatore di suoni elettronici con esperienze internazionali nel suo genere, in pratica una garanzia per me per l’idea di “spazialità” di suoni che stavo cercando.

 

MW: Il nome “Otron” ha un significato particolare? Come mai avete deciso di adottare questo moniker?
E.N: il nome “Otron” è immaginario, un moniker adottato per indicare una sorta di flotta spaziale di uomini “multi pensanti” i quali viaggiano dentro galassie a difesa di “algoritmi superiori” che vogliono manipolare il libero pensiero.

 

MW: Un immaginario avveniristico, futuristico, fantascientifico: cosa si cela dietro la volontà di questa svolta “sci-fi”?
E.N: sì, sicuramente “sci-fi” anche se oggi alcune tematiche trattate nei miei testi stanno diventando delle realtà. Mi riferisco al teletrasporto, ai nanoids come al Pianeta X ecc.

 

MW: Avete ribattezzato il vostro genere come “cyber metal”: come descrivereste appieno questa espressione?

E.N: di Cyber Metal si è già parlato in passato, anche noi siamo da inserire in quel contesto. Sono le sonorità adottate che ti portano a questa definizione. Infatti, il suono del mio basso è stato prodotto incidendo prima una linea molto dura con molti “power chord” e uso di effettistica come: overdrive, fuzz, flanger e altre diavolerie. L’altra linea di basso invece è più lineare e di sostegno armonico. Tutto questo ha dato la possibilità di non sentire la mancanza di chitarre. Ovviamente l’elemento più importante è stato l’inserimento dei suoni elettronici che hanno portato il progetto in orbite galattiche. Sia la grande interpretazione di Ben Spinazzola alla voce che il martellante e preciso drumming di Sergio Ciccoli hanno chiuso il cerchio di questo mio grande lavoro.

 

MW:  Parliamo della genesi di “Cyberstorm”: quanto è stata lunga la sua realizzazione, quanto ha richiesto il suo concepimento ?
E.N:  ha preso un anno, in effetti tutto è stato rapido in quanto avevo ben chiaro cosa volessi. Ho scritto sia i riff e sia i testi che il buon Ben ha tradotto in inglese e adattato su ogni singolo brano. In primis ho provato tutti i brani con Sergio Ciccoli alla batteria e registrati in studio. Ben ha successivamente inciso le sue parti ed alla fine Former Lee Warner ha inserito le parti di elettronica. Tutto questo è diventato “Cyberstorm”

 

 

MW: A parer mio, l’artwork di “Cyberstorm” è sospeso fra il mondo oscuro di “Hellraiser” ed i claustrofobici scenari lovecraftiani. Da dove nasce l’idea “artistica”?
E.N: in effetti, hai centrato il punto su quale sia stata la mia fonte di ispirazione.. o meglio, quello che mi ha spinto a dirigermi verso queste tematiche. Tempo fa mi è capitato di rileggere un saggio di Lovecraft, “I racconti del Necronomicon”, andando poi a rivedere i suoi disegni che reputo di una bellezza orrorifica devastante. Per quanto riguarda l’artwork, invece, ci siamo scostati dal mondo lovecraftiano e abbiamo puntato a un’immagine e colori diversi e molto spaziali.

 

MW: Come avete promosso/state promuovendo “Cyberstorm”? Avete ancora molte date in programma?
E.N: la promozione è partita alla grande grazie alla Nadir Music e alla label Buil2Kill.

 

MW: Ci sarà possibilità di prendere anche parte a qualche festival o data esteri?
E.N: da giugno abbiamo firmato con la Irukandij Booking Promotion tutta la programmazione live della band e delle mie Clinic/Concerto.

 

MW: Siamo ai saluti finali: dite qualcosa ai nostri lettori!
E.N: intanto grazie per l’ospitalità! A tutti quelli che stanno leggendo questa intervista: supportate sempre i gruppi italiani, perché cosi facendo salviamo la nostra musica. Vi voglio bene e Keep on Metal.

Avatar

marek

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *