Nerorgasmo: la poesia nera di Luca “Abort”

Nerorgasmo: la poesia nera di Luca “Abort”

Quest’oggi compieremo un excursus un po’ particolare, più che altro per il fatto che la band protagonista della mia disamina è stata notevolmente caratterizzata da un’attività discografica piuttosto magra; decisamente scarna per via di una storia travagliata e singolare: una storia contornata da droga, noia, rabbia repressa, ansia e frustrazioni varie incanalate in musica. E quale miglior veicolo del Punk per racchiudere tutto questo nichilismo nero partorito da dei ragazzi poco più che adolescenti, all’epoca?
Le grandi città italiane, sempre più grigi e industrializzate, nelle quali si stava assistendo ad una graduale perdita di valori che porterà alla situazione attuale, erano e sono il covo di tantissimi giovani alla ricerca di una seconda casa: ecco che in quel di Torino, Luca Bortolusso (dalle ceneri dei seminali Blue Vomit) fondò, insieme all’amico Simone Cinotto i Nerorgasmo. L’amicizia tra i due, che spesso sconfinava nella simbiosi, è stato un tratto molto importante per il sound e le liriche delle band, elemento di notevole ispirazione.
Rispetto al resto dell’Hardcore italiano, quello fatto dai Nerorgasmo è difatti un Punk decisamente più nero e cupo, nel quale la monotonia quotidiana, l’ipocrisia della gente ed i dettami imposti da una società falsa non lasciano scampo. Motivo per il quale il quartetto piemontese abbracciò senza alcun timore il nichilismo più nero, inteso come un vortice indomabile da estinguersi solo con la morte.
Una vera e propria unicità rispetto al resto della scena HC dello stivale, orientata su tematiche politiche, anti militariste, l’anarchia, il combattere la piaga dell’eroina e tematiche ascrivibili come sociali in senso lato. Aggiungiamo inoltre lo sfoggio di look stravaganti, irriverenti e provocatori, comportamenti sessualmente ambigui, risse provocate dallo stesso Abort… insomma una vera e propria parabola degna di nota, “risorta” negli ultimi anni grazie ad un box set omonimo rilasciato nel 2011 grazie all’infaticabile opera della F.O.A.D. Records; recuperato dal sottoscritto alcune settimane addietro alla fiera del disco di Bologna! Una bella scusa per parlare e riscoprire i Nerorgasmo, non trovate?
Bene, detto questo che il banchetto di lusso abbia inizio!

Genere:
Hardcore Punk

Periodo di attività:
1983 – 1987, 1992 – 1993, 2011 – 2018 (?)

Come detto poc’anzi, i Nerorgasmo nacquero dalle ceneri dei Blue Vomit e dalla loro ingenua ribellione imbastita tra il 1979 ed il 1983 (uno dei primi gruppi Punk italiani, insieme ai Peggio Punx e Nabat), dalla sinergia del duo Bortolusso e Cinotto. Cambio di nome e di attitudine, simboleggiato specialmente dal tono dark che nella precedente esperienza mancava. Un tono dark mutuato dalla Dark Wave dei Joy Division ed un nichilismo tipico del “No Future” dei Sex Pistols che non solo si insidiavano prepotentemente nei testi, ma addirittura andavano a a pennellare magistralmente le melodie e le atmosfere musicali, impregnando ogni nota proposta di un tocco oscuro e rabbioso al contempo.
Per i più curiosi, un piccolo recap circa l’esperienza iniziale: quello dei Blue Vomit era un sound primitivo e istintivo, nel quale un riffing Garage anni ’70 veniva affiancato dalle urla feroci di Abort. A tutto questo bagaglio di spregiudicata ignoranza e violenza musicale abbiamo strutture ridotte all’osso e una ritmica assolutamente basilare: testi contornati da una purissima ribellione tutta adolescenziale (l’età media del gruppo era molto bassa) uniti ad una registrazione molto approssimativa, elementi che contornano quello che è a tutti gli effetti un’importante tassello dell’Hardcore tricolore, divenuto di culto. Lavori ristampati e ridistribuiti da varie etichette fra cui la F.O.A.D. Records.

Ecco quindi che un sound così tetro, oscuro e sfociante nell’oppressione viene sorretto da un Hardcore sì potente e incalzante, ma decisamente meno selvaggio e veloce di altre compagini (come i Raw Power, i Wrethched, i Jester Beast oppure i Negazione), caratterizzato da una sorprendente attenzione melodica, specialmente nel riffing e nei ritornelli. Paradossalmente merito del fatto che il chitarrista Simone aveva plasmato il suo background lungo i solchi della musica leggera italiana: ed ecco che Massimo Ranieri o Gianni Morandi si rivelarono delle sorprendenti influenze a livello musicale, accanto ai Rolling Stones parecchio apprezzati dal singer, con i Sex Pistols a fare da collante tra queste due anime.
A due anni dalla nascita, nel 1985, uscì il 45 giri omonimo dei Nerorgasmo, registrato tra defezioni varie e nel retrobottega di un macellaio (!) Quattro pezzi qui rinchiusi, non solo alcune delle tante gemme marce del Punk nostrano, ma più di ogni altra cosa un manifesto della band torinese.
In questi solchi dalla durata inferiore agli otto minuti sono rinchiusi una rabbia, una disperazione ed una frustazione che raramente è capitato di ascoltare altrove: canzoni semplici e dirette, prive di fronzoli, le quali vanno dritte incontro all’ascoltatore con riffs minimali, ruvidi e secchi, ritmiche basilari, il basso che sovrasta la chitarra, un Luca Abort così marcio da essere quasi gutturale nel suo vomitare dal microfono i suoi testi intrisi di dolore e disperazione; nei quali (per il sottoscritto) vi è una certa vena cantautoriale, vuoi per la loro profondità, vuoi per il fatto che (come troppo spesso accade…) essi si rivelino più attuali oggigiorno che non nel 1985. Amara, triste realtà.
Nerorgasmo, banchetto di lusso, passione nera e distruttore sono delle aspre critiche al consumismo, alla società dell’epoca che ci ingabbia(va) in regole opprimenti, all’ipocrisia dei benpensanti pronti a criticare il prossimo, a quell’arma di distrazione di massa che è la tv. Testi più profondi di quello che si potrebbe pensare, che in poche parole e con un linguaggio crudo e viscerale volevano risvegliare le coscienze degli ascoltatori sotto l’ala del nichilismo più nero.
Un sound fortemente influenzato dai Germs e dai The Stooges incasella questo mini ep assolutamente esplosivo, l’inizio di un’avventura più unica che rara. Il tutto, lo ricordiamo, registrato all’interno di uno studio improvvisato nel retrobottega di un macellaio con gente che non aveva nulla a che fare con il Punk. Non dobbiamo né possiamo certo aspettarci una gran resa sonora, dopo tutto quella dei Nerorgasmo è stata un’avventura sempre all’insegna del Do It Yourself: questo per aver sempre il controllo della propria arte, senza dipendere da nessuno, da alcunché, privi di obblighi e scadenze da rispettare.

Membri stabili Nerorgasmo, solamente Abort Cinotto. Per il resto parliamo di una line up tremendamente instabile, con una sezione ritmica flagellata da un andirivieni di personaggi della scena torinese: la causa principale sia per le scarsissime pubblicazioni discografiche, sia soprattutto per l’esigua (ma al tempo stesso provocatoria) attività live.
Nel frattempo, accanto all’autoproduzione di magliette e i graffiti notturni in quel di Torino, la band rimase per lo più dormiente. In questo periodo particolare, tra l’altro, i Nostri rifiutarono l’offerta di un’imprenditrice abbastanza affermata nel music business. L’idea in seguito naufragata prevedeva infatti il rilascio del “primo disco vietato ai minori di 18 anni”, accantonata pur di continuare con coerenza per la propria strada.
Dopo questo periodo di perdizione, i Nerorgasmo cementarono quella definita la line-up classica: Simo alla chitarra, Abort dietro al microfono, Marna (la ragazza di Luca all’epoca) al basso e Sandrino alla batteria.
Con questa formazione i nostri vollero dare un seguito al primo Ep, ed ecco che nel giro di poco tempo scrissero e registrarono nove inediti. Nonostante la qualità della proposta, che riconfermò quanto fatto due anni prima ma con una maggior ricercatezza melodica (con influenze da parte dei P.I.L.), una song presa in prestito dai Blue Vomit (Mai Capirai) e una versione strumentale di Io Mi Amo, questo Ep fantasma non venne mai ufficialmente pubblicato. I brani difatti circolarono nei circuiti Punk grazie alla pratica del Tape Trading, che in concomitanza con le occupazioni diede a questa formazione affiatata una buona scusa per una buona attività concertistica e di autogestione.

Tra esibizioni live provocatorie e violente, irruzioni sanguinolente e cruente, occupazioni che diedero una casa alla band (l’ex scuola rinominata El Paso) e sabotaggi vari i Nerorgasmo circoscrissero la propria attività live sempre attorno al perimetro della loro Torino, fin quando il loro nome cominciò a circolare fuori dal Piemonte. Due date “estere”, una a Genova ed una a Padova: ed ecco che proprio a Genova accadde il fatto che avrebbe potuto avere delle conseguenze eufemisticamente tragiche.
Come detto in precedenza, la band di Abort e Simo era una delle poche compagini Punx a non essere politicizzate: motivo per il quale la presenza di alcuni naziskin fra il pubblico genovese fu elemento di disturbo per i Nostri, decisamente attaccati alla propria apoliticità. Ecco quindi che Abort, con la sua ironia, iniziò a bersagliare quegli elementi con insulti e prese in giro non proprio “velati”
A fine concerto la band venne raggiunta alla stazione dai facinorosi pocanzi canzonati, circondata e provocata. Ne seguì una violenta rissa, il tutto finito con un sopralluogo delle forze dell’ordine, l’accoltellamento alla gola subito da Abort ed una corsa roccambolesca in ospedale fatta in autobus (!) Resoconto: dieci punti di sutura sulla ferita, giudicata non mortale solo per un soffio. Non si poteva certo dire che i Nerorgasmo avessero incappato in certi problemi per la prima volta nella propria storia, visto che in un’altra occasione sempre il singer si beccò una denuncia per vilipendio alle forze armate.
Tra l’autolesionismo sul palco di Luca Abort, l’eroina (da cui era dipendente da molto tempo ormai) che lo opprimeva sempre di più, i problemi con la sua ragazza, il batterista Sandrino che ormai non reggeva più quella complessa situazione la band si sciolse dopo un concerto il 26 aprile del 1987. Per alcuni anni dei Nerorgasmo non si sentirà più parlare se non per il passaparola dei Punx e il Tape Trading nei circuiti indipendenti.

Dopo lo scioglimento dei Nerorgasmo e dopo la riappacificazione tra i due storici amici Bortolusso/Cinotto il duo formò in breve tempo un altra band punk: gli Ifix Tcen Tcen.
Band strana e particolare, dai connotati demenziali grazie ai quali si poté incredibilmente assistere ad un incredibile meets up tra Madonna e i Germs: la velocità e la rabbia dell’Hardcore Punk si fusero al sound di canzoni pop/disco e jingle pubblicitari. Liquid Party e Oltre la Collina (1988/89) sono due Lp/Cd molto particolari che tuttavia non riscontrarono il beneplacito dei puristi del genere. I nostri moriranno artisticamente nel giro di poco tempo, per il rapporto sempre più pesante e opprimente che Abort aveva instaurato con le sostanze stupefacenti. Dei lavori anche molto sorprendenti viste le esperienze sia con i Blue Vomit che con i Nerorgasmo, vista la spensieratezza che si respira in questi solchi.

Si dovette aspettare qualche anno, ed ecco che nel 1992 (a sorpresa) rinacquero i Nerorgasmo, anche grazie alla fan base affezionata che avevano ad El Paso. In quel periodo, Simone e Luca scrissero gli ultimi inediti che poco dopo sarebbero finiti su disco: reclutati bassista e batterista (seppur come da tradizione furono sempre vaganti e latitanti) e con alcuni concerti tenuti ad El Paso (dall’ultimo dei quali nacque il loro primo live album, arricchito da alcune cover di artisti stranieri ed un provocatorio Luca Abort vestito da ufficiale nazista), i redivivi punk si finanziarono autonomamente il disco omonimo.
Un album, quello pubblicato nel ’93, che rappresenta quasi una raccolta e un testamento di quanto fatto con i Nerorgasmo, dove trovano spazio non solo le canzoni realizzate fino al 1987 ma anche gli ultimi inediti che erano stati scritti in quei tempi; le strumentali Io Mi Amo e Freccia ebbero finalmente un testo, si nota un cambiamento vocale del cantante che dal timbro marcio che lo caratterizzava nei primi anni decise di adottare una voce più pulita e leggermente nasale, il riffing è sempre sporco, secco e tagliente, mentre la batteria con la sua andatura un po’ dark si concede delle improvvise e sferraglianti accelerazioni (Questo è quello che tu vuoi, Io sono la tua fine, Fuochi Opposti). Torna il gusto melodico preso dalla musica leggera nei ritornelli (Freccia, Nello Specchio), le influenze Garage Rock di gente come gli MC 5 (non c’è bisogno di scomodare nuovamente i The Stooges ) si palesano spesso e volentieri (Tutto Uguale, Mai Capirai) e tornano le influenze New Wave (Creatori Falliti, Nato Morto o la velatamente psichedelica Spirale), o il Punk classico (Perdendo Un Amico, Io mi Amo). Disperazione, nichilismo e critica alla società si fanno più forti che mai anche nelle atmosfere soffocanti di cui il disco si nutre (Giorno, Nerorgasmo, Distruttore, Ansia, Passione Nera).
Nelle 18 canzoni dell’Lp omonimo si nota comunque quanto la proposta, seppur semplice, sia sorprendente variegata: i toni Garage Rock e Dark difatti rappresentano una particolarità nell’Hardcore Italiano, dedito a sonorità più selvagge e feroci, come il gusto melodico preso dalla musica leggera e una forma canzone più standardizzata.
Orecchiabilità, ferocia, disperazione e oppressione vanno di pari passo dando una certa freschezza e una gran personalità a questa proposta musicale, personalità ancora più accentuata dalla poetica nera, cruda e ferale partorita da Abort nei suoi testi molto letterati e profondi.
Ed ecco che con un solo vero album in studio ci consegna alla leggenda una band più unica che rara nel panorama Punk italiano e non solo.

Una storia parecchio travagliata insomma, che poco dopo trovò la sua fine con lo scioglimento dei Nerorgasmo. Luca Bortolusso morì pochi anni dopo (l’8 settembre del 2000) per un’overdose di eroina, ponendo dra sticamente fine alla sua schiavitù nel peggiore dei modi.
Dopo alcune esperienze musicali distanti dal Punk, nel 2011, Simo, insieme all’ultimo bassista Marco Klemenz  e all’ultimo batterista Pikkio (Francesco Dilecce all’anagrafe) riforma i Nerorgasmo e insieme ad un bel nugolo di ospiti della scena Punk locale imbastisce una sporadica attività live proseguita fino al 2018.
Nel 2011 e nel 2013 la F.O.A.D. Records nel suo intento di far riscoprire e divulgare il Punk/Hardcore italiano licenziò due ottime raccolte: la prima, chiamata semplicemente Nerorgasmo racchiude nel cd audio tutto quello di cui abbiamo disquisito in questo excursus più la partecipazione alla Live Tape “Notti di storie tese a Pinerolo” (1986) ed il Dvd Live El Paso Occupato Torino 1993 che altro non è che il restauro di due Vhs possedute da Flegias (Necrodeath) le quali ritraggono alcuni degli ultimi live del gruppo; mentre la seconda, Passione nera: discografia 1985-1993 è una versione (solo audio, senza il Dvd della precedente raccolta) stampata in doppio Vinile e musicassetta della raccolta precedente con una copertina alternativa.

Oltre ai Nerorgasmo anche i Blue Vomit vennero riesumati, affiancando un’intensa attività live anche e soprattutto il rifacimento dei loro classici con un nuovo cantante ed una registrazione professionale nel 2012.
Lascio a voi decidere quale sia il risultato di quest’operazione; ad esser sincero, sono dell’idea che, a volte, certe cose (soprattutto quando mancano delle colonne portanti all’interno di una formazione) dovrebbero rimanere intoccate.

 

 

 

Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano

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