ARTISTA: Visionoir
TITOLO:
The Waving Flame of Oblivion
GENERE: Progressive Doom / Space Metal
ANNO: 2017
PAESE: Italia
ETICHETTA: indipendente

Parlare dello Spazio è come ballare di architettura. Prendo in prestito un’idea, un concetto espresso da Frank Zappa anni or sono, ammettendo una sorta d’ineffabilità squisitamente dantesca… poiché dinnanzi a lavori del calibro di The Waving Flame of Oblivion, è normale esclamare a gran voce, contemplando l’infinito: a l’alta fantasia qui mancò possa. Ci ricolleghiamo dunque alla citazione, o meglio alla semi-citazione che apre questo articolo. Come si può definire il concetto di spazio? Ciò che non ha né inizio né fine, apparentemente noto eppure destinato alla sfuggevolezza dei sensi terreni. Semplicemente, non si può. Tutto ciò che affascina l’uomo da millenni è racchiuso in un manto infinito, screziato di continuo da stelle e pianeti, espanso chissà quanto ed esteso sino all’infinito. Verrebbe quasi voglia di salire a bordo di una navicella spaziale, spingendosi oltre i confini del tempo. Non possiamo contare su di uno shuttle in ferro e bulloni… tuttavia, il buon Alessandro Sicur giunge lesto nel fornirci un’alternativa di certo più “sensoriale” che fisica; eppure, così dannatamente coinvolgente, efficace. The Waving Flame of Oblivion, dopo tutto, è proprio questo: un’astronave ed al contempo un passaporto per le stelle. Singolare quanto valido compendio di elettronica fantascientifica e stralci di Metal nella sua più fredda e lenta incarnazione, quella del Doom. Il gelo siderale di un luogo oscuro e privo di connotati, al contempo reso affascinante dal mistero che lo circonda. Dagli improvvisi schizzi di colore, dalle galassie, dalle stelle e dai pianeti. Quel che il progetto Visionoir si propone di fare, dopo tutto, è esattamente amalgamare al meglio due componenti apparentemente inconciliabili. Melodie elettroniche e lente, buie manifestazioni squisitamente Doom. Derivate dai maestri Black Sabbath, passando per gli Anathema più sofferti e sofferenti. Cenni e strizzate d’occhio ad una certa impostazione Prog. Rock (Hawkwind su tutti), un gusto per lo sperimentalismo e la ricerca tecnica, passando per il pizzico “spaziale”, le melodie “robotiche”, da vidogame / film sugli alieni derivate da un gusto attento e da ascolti di un certo livello. Non si può certo dire che il nostro mastermind, polistrumentista e compositore, sia rimasto indifferente dinnanzi alle esperienze di chi prima di lui abbia cercato di raccontarci lo Spazio in musica. Giorgio Moroder Kraftwerk in primis, sino a giungere magari ad alcuni nomi non noti ai più, ma per il sottoscritto non certo trascurabili: Peter MoesserPer Norgard, giusto per fare degli esempi chiari e lampanti. Un’impostazione musicale capace di rendere il platter in questione una vera e propria avventura, un viaggio attraverso i meandri dell’Universo. Di certo, apprezzabilissima la sapienza tecnica di Alessandro; musicista di ottimo livello e gran conoscitore delle materie trattate. Non dobbiamo fermarci, però, al mero aspetto tangibile. Dopo tutto, anche la Luna ha un lato oscuro, tutto da esplorare. Il dark side di Sicur risiede proprio nell’esser stato in grado di creare, dal nulla, un qualcosa di trascinante ed al contempo emozionante, divertente e sorprendente. Lunghe strumentali tutte da vivere e gustare, guardando attraverso gli oblò della nostra astronave, perdendoci nell’osservare forme e colori dapprima inesistenti e successivamente vividi nella nostra fantasia. Come spiegare la nostra avventura? Come descivere ciò che non può essere descritto? Semplicemente, facendo silenzio ed ascoltando, vivendo ciascuno la sua avventura, in rigorosa trance. Un disco per tutti, dalle infinite chiavi di lettura ed aperto a molteplici interpretazioni. Il tutto possibile grazie all’estro ed al talento artistico di un personaggio che dimostra di avere molto da dire, traccia dopo traccia. Per amanti dei music trips in generale e per gli appassionati di Progressive: The Waving Flame of Oblivion mette d’accordo tutti e ci induce a sognare, a volerne sempre di più, a non fermarci solamente al nostro pianeta. E’ il caso di preparare uno zaino robusto e pieno di provviste… dato sì che quando questo disco inizierà a girare sul piatto, non vi ritroverete più al sicuro nella vostra camera. Fate il pieno di ossigeno, lo Spazio vi attende!

VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1.Distant Karma
2. The Hollow Man
3. 7even
4. The Discouraging Doctrine of Chances
5. Shadowplay
6. Electro-Choc
7. Coldwaves
8. A Few More Steps
9. Godspeed Radio Galaxy (bonus track)

LINE UP:
Alessandro Sicur 

WEB:
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