VEXOVOID – Call of the Starforger

VEXOVOID – Call of the Starforger

VEXOVOID – Call of the Starforger


TITOLO: Call Of The Starforger
ARTISTA: Vexovoid
GENERE: Progressive/Technical Thrash Metal
ANNO: 2017
PAESE: Italia
ETICHETTA: Earthquake Noise Terror

Gli anni 2000 hanno storicamente segnato la nascita di nuovi sottogeneri in ambito metal; in molti casi essi sono nati da zero, in altri sono nati tramite modifiche e arricchimenti nel sound e nelle strutture. Generi apparentemente rigidi ed irremovibili sono stati evoluti talvolta fino ad essere totalmente ristrutturati. Uno di questi è sicuramente il Thrash Metal, che a partire dagli anni ’90 ha ricevuto influssi di qualsiasi tipo, unendosi al jazz, al funk e al latin degli Atheist sino a linee più sperimentali come quelle dei Voivoid e dei Coroner. Negli ultimi anni alcune band hanno puntato, oltre ai cambi di strutture ed influenze, al modernizzare i suoni, anelando a sonorità galattiche, spaziali ed apocalittiche: è questo il caso di gruppi come i Vektor e i nostrani Vexovoid.
Dopo ben tre anni di attesa dal primo EP, i nostri alfieri spaziali tornano da una galassia lontana con il loro primo full length Call Of The Starforger. I Vexovoid si erano già fatti conoscere in ambito underground col precedente Heralds of The Stars e questo loro nuovo lavoro rappresenta un’evoluzione matura del percorso che hanno iniziato qualche anno fa. Il full si apre con Omega Virtus, una traccia che riscalda lentamente i motori, come un razzo pronto per vagliare orbite sconosciute: il viaggio è iniziato. Brani come Infinite Collector e Quantic Rupture sono un manifesto chiaro della versatilità stilistica della band: la seconda traccia, veloce e aggressiva, è prova schiacciante della potenza che questo trio riesce a esprimere mentre la terza, più progressiva e massiccia, dimostra come siano in grado di amalgamare accompagnamenti complessi e progressivi senza rinunciare al tiro che li caratterizza. Waking Mars, assieme alle tracce successive, è una lezione di vita, più che una canzone: si può fare metal estremo senza dover rinunciare alle peculiarità del basso, strumento qui inserito al posto giusto nel momento giusto. Galaxy’s Echoes riassume un po’ tutto ciò che è stato descritto precedentemente, realizzando una fusione e un’evoluzione delle caratteristiche di questo disco. Chi ha già ascoltato il precedente EP e i singoli avrà capito qual è uno dei brani sul quale i Vexovoid puntano particolarmente: parlo di Prophet Of The Void, che dopo essere stato usato come singolo e come brano dell’EP, viene modificato e riproposto con sonorità più acide e claustrofobiche rispetto alle produzioni precedenti, aggiungendo anche uno scream nell’introduzione e donando delle sfumature Black Metal al mood. Hexaspark Fortress e Dead Planets Throne sono piena espressione di un’altra peculiarità della band, ovvero la capacità di non ripetersi nonostante le specifiche scelte stilistiche:i Vexovoid non potevano esordire in maniera migliore. Qualora mancasse qualcosa, il trio toscano decide di sorprendere tutti con un finale alla Cynic nell’ultimo brano dell’album, The Starforger. Mayday, avete una piccola perla da ascoltare!

VOTO: 88/100

TRACKLIST:

01. Omega Virtus
02. Infinite Collector
03. Quantic Rupture
04. Waking Mars
05. Galaxy’s Echoes
06. Prophet Of The Void
07. Hexaspark Fortress
08. Dead Planets Throne
09. The Starforger

LINE UP:

Danny Brunelli
– Basso, Voce

Leonardo Bellavista – Chitarra
Mattia “Akira” Mornelli – Batteria

WEB:

https://www.facebook.com/vexovoidscifi/

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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